LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

I PROBLEMI AMBIENTALI

  

I PROBLEMI AMBIENTALI

   

Dice Eugene P. Odum, in "Basi di Ecologia": "La parola “ecologia” deriva dal greco oikos, che significa “casa” o “posto per vivere”, e logos che significa “discorso”. Così il discorso sull’ambiente in cui si vive comprende tutti gli organismi presenti e tutti i processi funzionali che rendono l’ambiente abitabile. Letteralmente allora, l’ecologia è lo studio della “vita nella casa” con particolare enfasi su “tutte le relazioni o modelli di relazione tra gli organismi e il loro ambiente”, …. Il termine “economia" deriva anch’esso dalla radice greca oikos. Poiché nomics significa “gestione”, economia sta a significare “la gestione del posto in cui si vive”…”

Quindi questi due aspetti dovrebbero sempre essere strettamente intrecciati anche come discipline di studio.

Purtroppo nella Vena del Gesso, come da tante altre parti, “la gestione del posto in cui si vive” è tale da privilegiare il beneficio immediato e non “la vita nella casa”. Poco valore viene attribuito alla natura se non per le possibilità che essa offre di avvantaggiare singoli individui o interessi particolari.

Per la Vena del Gesso nel suo insieme, sarebbero quindi necessari degli strumenti di programmazione ambientale in parte presenti, ma in maniera del tutto insufficiente.

Un esempio eclatante è l’attività estrattiva. La gestione è influenzata da una logica programmata soltanto per quanto riguarda gli aspetti di sfruttamento economico contingente e solo in questi ultimi tempi, ed in maniera del tutto subordinata, prende in considerazione gli aspetti ambientali.

Anche l'istituzione del parco poteva costituire un importante strumento. Peccato che, consapevolmente, il progetto di legge, ora approvato, sia risultato alquanto riduttivo, limitando il ruolo del parco ad una mera entità di sviluppo turistico. 

L'attuale frammentazione degli strumenti di programmazione non permette un governo omogeneo, come la Vena del Gesso, nel suo insieme, richiederebbe. Ad esempio, l'urbanizzazione di aree anche circoscritte (vedi la ricostruzione della Pieve di Monte Mauro) avrà un impatto negativo su tutta la Vena del Gesso.

In sostanza, l'ambiente dovrebbe essere considerato un valore in sé, che non ha certo bisogno di trovare alcuna giustificazione esterna ad esso, anche se un "compromesso sostenibile" deve comunque realisticamente essere trovato o si rischia di scadere in una sorta di fondamentalismo ambientalista assolutamente inefficace. Serve allora un crescita organica che consideri, ad un tempo, i vantaggi che la natura può offrire e l’ambiente come un valore primario dell’uomo. 

    
   
    

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1 - La vecchia porcilaia nei pressi di ca' Sasso Vecchio (in alto, nella foto), ormai abbandonata da alcuni decenni. Lo scarico dei liquami avveniva nella sottostante dolina, ciò ha irreparabilmente inquinato il torrente che scorre all'interno delle grotte di ca' Boschetti. 

2/5 - Antenne e ripetitori installati in diversi punti panoramici della Vena del Gesso. Nelle foto 2 e 3 i ripetitori nei pressi di monte di Rontana (Parco Carnè); nelle foto 4 e 5 i ripetitori nei pressi di Sasso Letroso. 

    
Foto di M. Ercolani, P. Lucci, B. Sansavini (Speleo GAM).
      

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