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LA GROTTA DEI BANDITI |
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La grande quantità di reperti ceramici non pare però rispecchiare una realtà abitativa: la presenza di ossa, in buona parte bruciate, riconducibili a quattro individui, due adulti, un bambino di circa sei anni e un neonato, fa pensare che nella grotta si svolgessero riti funerari. I vasi, le fusaiole, i pendenti realizzati in corno, con i canini di cani e maiali e con conchiglie fossili, e infine una punta di freccia in selce potrebbero essere i resti di offerte votive o di corredi funerari. Le testimonianze archeologiche sembrano interrompersi per più di mille anni, per riemergere solo con la seconda età del ferro (VI-IV sec. a.C.). I ritrovamenti di questo periodo, piuttosto scarsi, sono stati effettuati nella parte più interna dell’antro, in corrispondenza degli strati più superficiali: Forse gli umbri, che nello stesso periodo frequentavano la Grotta del Re Tiberio, utilizzarono anche questa grotta per i loro riti: il ritrovamento di un vasetto miniaturizzato potrebbe testimoniarlo.
Anche per l’età romana i reperti sono poco numerosi, ma comunque tali da offrire un confronto con la più documentata Grotta del Re Tiberio. Possiamo pensare che i romani salissero a questa grotta dal II-I sec. a.C., al III-IV sec. d.C. forse per onorare una sorgente medicamentosa oggi prosciugata. |
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Speleo GAM Mezzano (RA)