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LA GROTTA DELLA LUCERNA A MONTE MAURO |
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La "Grotta della Lucerna" è stata esplorata dallo Speleo GAM Mezzano nel novembre 2000 alla base della parete sud di Monte Mauro, a quota 357 m s.l.m. All’interno di uno stretto anfratto impostato su una frattura perpendicolare al pendio, come ce ne sono tanti in zona, si è palesata, una trentina di metri entro l’ammasso gessoso, un’ampia sala di inequivocabile aspetto carsico, con splendidi pendenti al tetto, lunga e larga circa una decina di metri e parimenti elevata, delimitata in fondo da un’alta e liscia parete verticale di frattura. La caratteristica principale della nuova grotta è costituita dalle consistenti e diffuse tracce di lavori artificiali di scavo, anche all’interno di anfratti molto nascosti. Si tratta in generale di ravvicinati solchi verticali e paralleli, incisi nella roccia gessosa con utensili appuntiti (quali ad esempio picconi e scalpelli) per allargare passaggi e ambienti, e di grosse tacche probabilmente incise per alloggiarvi strutture lignee (quali travi, scale…) di cui non sono rimaste tracce. Uno scavo effettuato sul pavimento del lato occidentale della grande sala ha portato alla luce un paio di cavità artificialmente ampliate, che successivamente sono state completamente sepolte con un riporto di detrito gessoso e argilloso spesso alcuni metri. E’ all’interno di questo detrito che sono stati rinvenuti casualmente i frammenti di una lucerna di epoca romana e che emblematicamente è stato lo spunto ideale per denominare la grotta, con l’augurio che aiuti a far luce sul mistero che oggi la ammanta. Un’altra cavità artificiale, impostata su una fessura naturale lunga una decina di metri, che è stata allargata sin quasi a un metro e approfondita di circa 4m, è stata individuata al termine di un ramo orientale della grotta e si presenta invece apparentemente priva di riempimento. L’impressione è che quest’ultima cavità sia stata frettolosamente abbandonata per un'improvvisa interruzione dei lavori. Interessantissimo è inoltre il fatto che in superficie, sul piano attuale della grande sala, cioè al di sopra del riporto artificiale che conteneva la lucerna romana, sono state rinvenute tracce di un focolare e vari frammenti di ceramica da fuoco, in corso di studio, di fattura verosimilmente medievale. Infine, l’imbocco di alcuni cunicoli artificiali al di sotto dell’ingresso attuale della grotta avvalora l’ipotesi che quest’ultimo si sia determinato a seguito di un voluminoso fenomeno di crollo. Poiché ogni nuova esplorazione sembra aumentare gli aspetti misteriosi della grotta anziché chiarirli, è verosimile che l’impresa proseguirà ancora a lungo. Stefano Marabini |
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Speleo GAM Mezzano (RA)