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Considerando il territorio compreso tra i fiumi Senio e Lamone, le più antiche tracce della presenza dell'uomo sembrano risalire alle prime fasi del Neolitico (4500 a.C. circa), con il sito di Riolo Terme, posto su un terrazzo fluviale del Senio, correlabile con il terrazzo di Limisano, più vicino alla Vena del Gesso.
Più cospicue sono le attestazioni relative alla successiva Età del Rame (3000-2300 a.C.), consistenti principalmente in alcune necropoli a inumazione, quali quelle di Borgo Rivola e di Sasso
Letroso, entrambe su terrazzo fluviale. A questi importanti rinvenimenti si associano numerosi ritrovamenti sporadici, sempre in morfologie di terrazzo fluviale, a Serravalle, Trinzano e La Derchia, nel territorio di
Gallisterna, costituiti per lo più da punte di freccia in selce, raschiatoi e ciottoli forati.
Con l'Età del Bronzo si hanno, per la zona in esame, le prime consistenti attestazione di frequentazione di siti
nelle grotte della Vena del Gesso (Grotta
della Tanaccia, Grotta del Re Tiberio
e Grotta dei Banditi).
In generale, con l'Età del Bronzo Recente, il popolamento sembra caratterizzarsi per una notevole contrazione dell'insediamento in villaggi di
consistenti dimensioni, con una predilezione, relativamente al territorio in esame, per siti su piccole alture o lembi di terrazzi fluviali, quali quelli di Ripa, Serravalle e Borgo Rivola.
Dopo questa fase di riduzione del popolamento, un nuovo incremento della presenza umana in zona sembra essere attestato a partire dal VI a.C.,
quando continuano o riprendono le frequentazioni dei principali siti in
grotta. In generale, si tratta di attestazioni legate all'affermazione di una facies umbra, che si diffonderà pienamente nel V sec. a.C., andando a interessare in modo peculiare aree strategiche dal punto di vista itinerario, come nel caso della valle del Lamone, pista naturale di collegamento tra i due versanti dell'Appennino Tosco-Romagnolo e, più a occidente, la valle del Rio Mazzolano, ottimale percorso di accesso al territorio Imolese.
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