|
||||||||
![]() |
||||||||
|
LA GROTTA DELLA TANACCIA |
||||||||
|
||||||||
|
Qui Scarani riconobbe una stratigrafia dello spessore complessivo di m 4, in cui evidenziò, al di sotto di uno straterello superficiale sterile, due livelli archeologici: il primo di 60 cm di spessore, con reperti dell'età del ferro e il secondo, di m 2,70 di spessore, con materiali riferibili prevalentemente all'Eneolitico-Bronzo antico; i due livelli erano separati da uno strato sterile. Nella parte inferiore del secondo livello furono rinvenute tracce consistenti di focolari. Scarani distingue, all'interno di questo, ulteriori strati, che giustificano l'ampio arco cronologico testimoniato dai reperti della Tanaccia, databili dall'Eneolitico fino a tutto il Bronzo antico ed oltre. |
||||||||
|
La grotta della Tanaccia venne utilizzata a scopo funerario prevalentemente se non esclusivamente in un periodo di tempo compreso fra il pieno Eneolitico e l'antica età del bronzo. Specifici usi rituali connessi al costume funerario sembrano testimoniati dall'uso di deporre alcuni recipienti integri (prevalentemente tazze e boccaletti) in posizione capovolta e dalla rappresentazione simbolica delle armi sotto forma di pendagli-amuleti in osso. L'associazione fra questi elementi e frammenti di ceramica decorata nello stile del tardo campaniforme colloca queste ipotetiche manifestazioni di tipo cultuale agli inizi dell'antica età del bronzo, in accordo con quanto accertato in altre grotte dell'Italia peninsulare. Meno chiaramente accertate sono le modalità di seppellimento dei resti umani: troppo labili infatti sono gli indizi per supporre eventuali deposizioni secondarie o specifici riti di sepoltura come ipotizzato nel caso dei resti di infante rinvenuti sotto un masso in una delle trincee aperte da Scarani o delle calotte craniche associate a resti di animali nella grotticella laterale. |
||||||||
|
Il numero relativamente limitato dei resti antropologici rinvenuti, appartenenti ad un massimo di 10-12 individui, tutti di sesso maschile, quando riconosciuti, potrebbe far pensare a seppellimenti selettivi, riservati solo ad alcuni individui della comunità, secondo criteri che non siamo in grado di riconoscere. |
||||||||
| Foto di M. Ercolani, P. Lucci, B. Sansavini (Settembre 2004). | ||||||||
|
Immagini ad alta risoluzione |
||||||||
|
Speleo GAM Mezzano (RA)