LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

CARSISMO E SPELEOLOGIA

    

CARSISMO E SPELEOLOGIA

 

Il quarantaquattro per cento della superficie montuosa italiana è interessata da fenomeni carsici.
Si tratta di zone dove le rocce sono solubili, si sciolgono cioè al passaggio dell’acqua che tende a penetrare all’interno della formazione rocciosa allargando le vie di circolazione sotterranea e formando ambienti che  a volte sono percorribili dall’uomo: le grotte. E’ ovvio perciò che, nelle zone carsiche, la circolazione dell’acqua avviene di norma in profondità.

   
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In Italia e nel mondo gran parte delle grotte si aprono in rocce calcaree (grotta di Frasassi, grotte di Castellana, grotte del Carso triestino) mentre relativamente più rare sono le grotte in rocce gessose (vedi, a sinistra, la carta delle aree carsiche [1] e la carta con il dettaglio delle aree carsiche gessose [2]).
Del resto, nel gesso i meccanismi di dissoluzione chimica della roccia sono sostanzialmente diversi, quindi le nostre grotte presentano caratteristiche peculiari non riscontrabili nelle più comuni grotte in calcare. 

   

Le grotte dell’Emilia Romagna
L’Emilia Romagna è la regione italiana più povera di aree carsiche e tuttavia l’intenso lavoro dei gruppi speleologici locali ha consentito l’esplorazione di oltre 800 grotte per uno sviluppo complessivo prossimo agli 80 chilometri.
Le aree carsiche principali sono tutte in roccia gessosa e si possono suddividere in quattro zone: Vena del Gesso romagnola, Gessi bolognesi, Gessi del basso Appennino reggiano e “Gessi” triassici dell’alta valle del Secchia.
Nella sola Vena del Gesso romagnola sono state esplorate fino ad oggi oltre 200 grotte per uno sviluppo complessivo che supera i 40 chilometri. Ogni anno nuove grotte si aggiungono a quelle già esplorate, tanto da poter considerare la Vena del Gesso romagnola la principale area carsica gessosa d’Italia. 

I gruppi speleologici
Fu il triestino Giovanni Mornig, nel 1934 a dare inizio a sistematiche esplorazioni speleologiche nei Gessi romagnoli. Con mezzi di fortuna e spesso da solo esplorò e rilevò alcune tra le principali grotte della Vena.
A partire dal 1956, con la nascita dei gruppi speleologici, ha inizio la sistematica esplorazione delle grotte che prosegue tuttora con risultati spesso di grande rilievo. 
Oggi tutti i principali gruppi speleologici della regione fanno parte della FEDERAZIONE SPELEOLOGICA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA che cura il catasto delle cavità naturali, pubblica riviste e studi monografici, promuove convegni, coordina i numerosi corsi di speleologia organizzati ogni anno dai singoli gruppi e si occupa della difesa e salvaguardia delle aree carsiche presenti nella nostra regione.  

Le grotte della Vena del Gesso
Le grotte della Vena del Gesso sono un mondo nascosto, poco accessibile e tuttavia straordinario. Ci sono grotte lunghe alcuni chilometri e profonde fino a 200 metri: un alternarsi di gallerie, sale, pozzi, cunicoli con presenza di concrezioni, riempimenti, erosioni unici nel loro genere.
Purtroppo la cava di gesso, l’inquinamento, l’indifferenza dell’uomo mettono seriamente in discussione questo patrimonio, già gravemente compromesso, e che nel giro di pochi anni potrebbe subire danni ancora più gravi.
Le grotte della Vena del Gesso non sono, in genere, di facile percorribilità e richiedono quasi sempre la conoscenza delle tecniche speleologiche, nonché il possesso di un’adeguata attrezzatura.
Nonostante ciò, anche chi non pratica la speleologia può conoscere da vicino i fenomeni carsici nei gessi romagnoli. 
Anche un’escursione “esterna” può essere interessante e riservare molte sorprese. Abbondano infatti un po’ ovunque le cosiddette “forme carsiche superficiali”: tra queste dominano sicuramente le doline, ma sono presenti inghiottitoi, risorgenti, valli cieche che chiunque può visitare senza difficoltà.
Due grotte parzialmente turistiche: la Tanaccia a Brisighella e la Grotta del Re Tiberio a Riolo Terme,  consentono a tanti di scendere in profondità e sono per questo meta di periodiche quanto affollate gite guidate.

        
Per approfondire: Le aree carsiche gessose d'Italia a cura di Giuliana Madonia e Paolo Forti, 2003
  Il carsismo nei gessi con particolare riguardo a quelli dell'Emilia Romagna di Paolo Forti, 1991
    Hydrogeology of gypsum formations di Alexander Klimchouk , 1996
   Speleogenesis in gypsum di Alexander Klimchouk , 1996
    Sulphate rocks as an arena for karst development di Alexander Klimchouk & Vjacheslav Andrejchuk , 1996
     The typology of gypsum karst according to its geological and geomorphological evolution di Alexander Klimchouk , 1996
    www.speleogenesis.info
   
   

   

Speleo GAM Mezzano (RA)