LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

CARSISMO E SPELEOLOGIA

    
LE GROTTE DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA
 

I Gessi di Monte Bicocca, sulla destra idrografica del fiume Lamone, hanno un'estensione assai ridotta; le principali grotte formano un unico sistema carsico ma sono comunque di sviluppo limitato.

 

I Gessi di Brisighella presentano alcuni tra i sistemi carsici più estesi ed interessanti della Vena. Il più noto è sicuramente il complesso della Tanaccia, grotta parzialmente turistica e di notevole interesse archeologico. Le cavità assorbenti di questo complesso, la Grotta Biagi e la Grotta Brussi, si aprono sotto l'osteria del "Manicomio" e purtroppo sono interessate da pesanti tracce di inquinamento da liquami. Grazie alle più recenti  esplorazioni  si è  appurato  che anche  la Grotta  Rosa  Saviotti, l'Abisso Acquaviva, la Grotta G. Leoncavallo e la Grotta di Alien formano un sistema carsico di grandi dimensioni le cui acque, a quanto sembra, alimentano una risorgente vicinissima a quella della Tanaccia. Un'altra interessante cavità è la Tana della Volpe che si sviluppa parzialmente sotto l'abitato di Brisighella. Purtroppo la splendida "valle cieca", che si apre subito sotto il Santuario del Monticino e da cui ha origine questa grotta, è stata utilizzata come discarica dalla vicina cava.

 

I Gessi di Rontana e Castelnuovo sono interessati da un unico grande sistema carsico che comprende tutte le principali grotte.Nei pressi di Monte Rontana l'Abisso Fantini, sicuramente la grotta "verticale" più frequentata della Vena, e l'Abisso Garibaldi formano, insieme, un grande complesso da cui ha origine il percorso sotterraneo del Rio Cavinale. Più a valle, nei pressi di Castelnuovo, l'Abisso Mornig, l'Abisso Peroni e la Risorgente del Rio Cavinale, costituiscono la parte terminale del percorso ipogeo del Rio Cavinale, che, dopo un breve percorso esterno, si immette nel torrente Sintria.Tra l'Abisso Fantini e l'Abisso Mornig resta una vasta zona, nei pressi del Parco Carnè, interessata da grandi doline, ma ancora quasi inesplorata, infatti le grotte presenti, tra le quali la maggiore è l'Abisso Faenza, non raggiungono il Rio Cavinale essendo occluse da potenti riempimenti.

 

Nei pressi della cima di Monte Mauro un' imponente serie di doline fa pensare ad un vasto sistema carsico ancora in gran parte inesplorato. Le grotte fino ad oggi conosciute, in particolare l'Abisso Ricciardi, l'Abisso Babilonia e la grotta risorgente sulla destra idrografica del rio Basino, sono infatti ben lontane dall'esaurire le potenzialità della zona. Anche l'idrologia sotterranea resta, in parte, ancora da definire. Di fondamentale importanza, e relativamente meglio definito, è il sistema carsico Inghiottitoio del Rio Stella, Risorgente del Rio Basino, Abisso F 10, Grotta a sud est di ca' Faggia. Le prime due grotte formano, insieme, un grande traforo idrogeologico che, dalla imponente valle cieca del Rio Stella, attraversa da parte a parte la bastionata gessosa nei pressi della Sella di ca' Faggia, tra Monte Mauro e Monte della Volpe.

 

A Monte della Volpe sono presenti due sistemi carsici di primaria importanza, ma profondamente alterati dalle attività di cava. La Grotta del Re Tiberio (sicuramente la cavità naturale più conosciuta della Vena, in piccola parte turistica) vanta un'imponente bibliografia, quasi esclusivamente di carattere archeologico. Grazie alle più recenti esplorazioni, la grotta riveste ora una notevole importanza speleologica, essendo parte terminale di un vasto sistema carsico che comprende tra l'altro: l'Abisso Mezzano, l'Abisso Cinquanta e l'Abisso Tre Anelli. Il secondo grande sistema carsico si sviluppa in prossimità dei Crivellari e vanta come principali cavità la Buca Romagna, la Grotta Grande dei Crivellari e la Grotta uno di ca' Boschetti.

 

Nei Gessi di Monte del Casino e Tossignano è presente uno tra i più grandi sistemi carsici della Vena. La cavità assorbente posta a quota più elevata è l'Abisso Lusa, che si apre nei pressi della Sella di ca' Budrio e si immette poi nell'Inghiottitoio a ovest di ca' Siepe, formando un'unica grotta, molto complessa ed ancora non completamente esplorata. La risorgente del rio Gambellaro convoglia la totalità delle acque del sistema, che confluiscono poi nel fiume Senio. Da citare, infine, l'Inghiottitoio di ca' Poggio, grotta verticale di non rilevanti dimensioni, sempre parte dello stesso sistema carsico, ed assai frequentata dai corsi speleo della regione.   

   

Nonostante la loro scarsa estensione, i Gessi di Monte Penzola, sulla sinistra idrografica del Fiume Santerno, possono ora vantare un nuovo grande complesso carsico: la grotta della Befana. Da segnalare l'insolita presenza di una sorgente sulfurea all'interno della cavità stessa.

   
       
           
     

 

Speleo GAM Mezzano (RA)