 |
Le acque sotterranee
Al rilevamento delle grotte fa seguito lo studio delle acque sotterranee.
Gli speleologi esplorano le gallerie percorse dai torrenti, anche se queste sono completamente sommerse.
Dove il passaggio è impedito da tratti troppo stretti si fa ricorso alla
colorazione |
|
delle acque tramite fluoresceina, una sostanza innocua che è possibile rilevare
anche a bassissime concentrazioni.
In Italia e nel Mondo gran parte delle acque potabili sono di origine carsica,
inoltre questi sistemi risultano particolarmente sensibili all’inquinamento.
A questo va aggiunto che il reale percorso delle acque è quasi sempre del tutto
indipendente dalla morfologia esterna.
E’ chiaro quindi che lo studio dell’idrologia sotterranea risulta uno dei
compiti più importanti che gli speleologi si sono dati. |
|
|
|
I riempimenti
Nel corso dei millenni le acque hanno trascinato all’interno delle grotte ciò che incontravano nel loro cammino prima di inabissarsi. Anche se oggi questi riempimenti si trovano a diverse decine di metri di profondità ci parlano dell’ambiente esterno, come era in un remoto passato. |
|
Un accurato esame di quello che può sembrare soltanto un insignificante accumulo di argilla e di sassi può quindi rivelare dei dati di grande interesse per la scienza.
E’ possibile, ad esempio, attraverso un esame dei pollini, risalire alla vegetazione presente migliaia di anni fa e di conseguenza alle condizioni climatiche del passato.
Le grotte della Vena del Gesso sono ricche di riempimenti, alcuni anche di diversi metri di altezza.
Le grotte sono dunque un ambiente davvero unico e le osservazioni che gli speleologi possono fare sono assai varie e investono molte discipline scientifiche quali la geologia, l’idrologia, la biologia, la climatologia.... |
|
|
 |
La difesa della fauna ipogea: i
chirotteri
L’intervento dell’uomo ha messo in serio pericolo l’esistenza di questi piccoli mammiferi.
L’uso indiscriminato dei pesticidi sta seriamente mettendone in discussione la
sopravvivenza anche nelle grotte della Vena del Gesso.E’ compito degli
speleologi |
lo studio ed il
monitoraggio dei chirotteri anche nelle cavità più remote e di
difficile accesso.
E’ comunque evidente che soltanto una seria regolamentazione dell’uso
dei pesticidi potrà in futuro salvare la vita a questi innocui animali. |
|
|
 |
La salvaguardia dell’ambiente ipogeo
Un compito molto impegnativo, quasi disperato, attende i moderni speleologi: consegnare alle generazioni future l’ambiente carsico così come è oggi.
Le grotte sono poco visibili e, nel caso della Vena del Gesso, percorribili, in genere, con difficoltà. |
|
E’ difficile convincere chiunque dell’importanza di salvaguardare luoghi nascosti, non direttamente
accessibili, ma soltanto una diffusa coscienza ed un’attenzione costante possono
creare i presupposti per una loro efficace difesa. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|