LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

CARSISMO E SPELEOLOGIA

 
 

Il dopoguerra e la nascita dei gruppi speleologici

Dopo la partenza di Mornig, per l'Africa le ricerche nella Vena del Gesso hanno una drastica battuta d'arresto, fino a quando tra il 1953 e il 1955 il Gruppo Grotte 'Pellegrino Strobel" di Parma svolge alcune campagne esplorative nelle aree di Monte della Volpe e di Monte del Casino, nel corso delle quali vengono rinvenute diverse nuove cavità, fra le quali le più notevoli sono indubbiamente la Grotta risorgente del Rio Basino e l'Inghiottitoio presso Ca' Poggio.
Nel 1956 nascono quasi contemporaneamente a Faenza due gruppi speleologici, il "Città di Faenza" e il "Vampiro", che si fondono nel 1966 dando origine al Gruppo Speleologico Faentino. Ai loro esordi le due associazioni prendono contatto con Mornig, che per tre estati consecutive, dal 1955 al 1957, torna in Romagna nella speranza di poter riprendere il lavoro interrotto 20 anni prima. Si ha così un vero e proprio passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova generazione, che raccoglie l'eredità della Società Speleologica Romagnola, fondata dallo stesso Mornig.
Tra il 1956 e il 1970 il G.S. Faentino affronta esplorazioni, ricerche e studi sempre più impegnativi e sistematici, i cui risultati sono oggetto di specifiche monografie e lavori di sintesi.

Gessi di Brisighella: Esplorazione e rilievo di tutti i rami della Tana della Volpe fino al sifone che ne costituì il limite estremo (superato solo agli inizi degli anni '80). Scoperta del grande complesso ipogeo della Tanaccia e collegamento dello stesso, mediante disostruzione di due ostiche strettoie, con il collettore drenante le acque delle cavità assorbenti Biagi e Brussi (1958), per uno sviluppo complessivo di oltre 2000 metri.

Gessi di Rontana e Castelnuovo: Scavo nella grande frana che nel 1940 aveva interessato la rupe di Castelnuovo, ostruendo l'ingresso della Grotta Risorgente del Rio Cavinale (1965): in tal modo è nuovamente accessibile il corso d'acqua sotterraneo ed è possibile riprendere le ricerche iniziate da Mornig. Scoperta e prima esplorazione dell'Abisso Carné (1956), alla quale partecipa lo stesso Mornig, e successivamente dell'Abisso Faenza.

Gessi di Monte Mauro - Monte della Volpe:Dal 1957 inizia l'esplorazione della Grotta risorgente del Rio Basino, oltre il limite raggiunto dallo "Strobel": superando numerose frane e tratti allagati; nel contempo viene individuata la via di accesso all'Inghiottitoio del Rio Stella. Ma soltanto nel 1964 viene superato il diaframma tra le due cavità, rappresentato da un'ennesima ciclopica frana.

Gessi di Sasso Letroso - Monte del Casino - Tossignano:In questo settore opera nel biennio 1960-61 il CERIG (Centro Emiliano Ricerche Idro-Geologiche) di Bologna, rivedendo le grotte già conosciute dello "Strobel" e compiendo la prima esplorazione della Risorgente del Rio Gambellaro. Da segnalare inoltre l'attività svolta dagli imolesi della Ronda Speleologica AKU-AKU, fondata nel 1963 (l'attuale denominazione è Ronda Speleologica Imolese C.A.I.), che porta tra l'altro alla scoperta e al rilevamento di alcune nuove cavità nell'area delle Banzole, sulla destra idrografica del Rio Sgarba.

Gli anni '70 vedono un rallentamento delle ricerche nella Vena del Gesso soprattutto perché il Gruppo Speleologico Faentino è impegnato in spedizioni extraregionali e solo i tempi morti sono dedicati alle grotte di casa. 

Luciano Bentini

  
   
  
       
Per approfondire Gruppo Speleologico "Città di Faenza", Gruppo Speleologico "Vampiro" Faenza - Le cavità naturali della Vena del Gesso tra i fiumi Lamone e Senio, 1964
  

1 2 3 4 5

6 7 8 9
    
1 - Giovanni Mornig, a sinistra, con due membri del gruppo speleologico faentino sulle erosioni a candela, all'epoca (1956) prive di vegetazione, lungo la strada che conduce al parco Carnè (foto Pier Paolo Biondi G.S.Faentino).   
2 - Pozzo di 26 metri nell'Abisso Acquaviva, Brisighella (foto I. Fabbri, G.S.Faentino).
3 - Controluce nella grotta sotto ca' Castellina, Monte Mauro (foto I. Fabbri, G.S.Faentino).
4 - Il buco uno di Monte Mauro in un disegno di Liverani, risalente alla metà del XIX secolo. 
5 - Il buco uno di Monte Mauro (foto C. Pollini, Speleo GAM).
6 - La "Sala delle sabbie", Grotta della Tanaccia (foto arch. Speleo GAM). 
7 - La dolina dell'Inghiottitoio di ca' Poggio (foto arch. Speleo GAM).  
8, 9 - La sala iniziale della Risorgente del rio Gambellaro (foto arch. Speleo GAM). 
   
    
      

 

Speleo GAM Mezzano (RA)