LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

CASE, ROCCHE E BORGHI

        

COSTA

       

L'antica Gallisterna di mezzo o Superiore è denominata oggi La Costa. La chiesa è posta a breve distanza dalla strada provinciale (Via Firenze) e si disse, secoli orsono, di S. Stefano in Paganico. Un'altra chiesa, posta sulla destra del Senio, di fronte e distante per duos iactus lapidis, cioè quanto due tiri di sasso, era dedicata a S. Martino con l'appellativo in Saxo o de Gallisterna. Le due chiese unite e concentrate formarono poi l'attuale parrocchia della Costa.

   
S. Martino in Sasso o di Gallisterna
   

Un oratorio o piccola chiesa, detta di San Martino in Sasso viene ricordata nella bolla di Onorio II (1126-110). Il podere, pure di S. Martino in Sasso, in altre due bolle del 1151 e 1179. Nel 1187 troviamo questa chiesa dipendente dal Monastero di S. Pietro in Sala di Laderchio (la Badia di Riolo). Si diceva in Sasso, perché costruita alle falde della cresta gessosa di Montemauro sul versante dei Crivellari e sulla sponda sinistra del Senio. 

   

In un atto del 1507 ci si esprime così: "Actum in ecclesia S. Martini de Gallisterna iuxta lumen Vallis Senni". Difatti oggi, nel podere che prende nome dalla chiesa scomparsa, si rinvengono ruderi di costruzioni romaniche e medioevali, che indicano appunto il sito in cui sorsero in tempi remoti abitazioni e la stessa chiesa. Dal 1285 a tutto il 1400 prende il nome di S. Martino di Gallisterna quasi naturalmente, come ad indicare che prima si guardava in alto e da allora si iniziava a dare più importanza alla bassa ("D. Andreas q. Bonaldonus, qui moratur ad Montem Maiorem, reliquit III sol. bon. Ecclesie S. Martini de Gallisterna" - Don Andrea Bonaldoni, che dimora a Montemauro, lascia 3 soldi bolognesi alla chiesa di S. Martino di Gallisterna).

   

Il nome di Sasso rimane a case della parrocchia poste più in alto, come da atti del 1430 e 1527; ed una di esse resta tuttora a poco più di un chilometro da dove sorgeva la chiesa.

   

La Costa era una villa della parrocchia di S. Martino (13 ottobre 1513: "...petiam terre in fundo Coste S. Martini de Gallisterna"), benché posta sulla sinistra del Senio, abitata da distinta famiglia - i Costa -, che tenne alto il prestigio del proprio casato con notai, sacerdoti e rettori delle principali chiese della vallata. Le chiese, di S. Stefano prima, e di S. Martino dopo, furono chiamate nel dipanarsi del 1500, "della Costa". Erano entrambe rettorie dipendenti da Montemauro: quella di S. Martino era senza dubbio la più antica e la più importante. Oltre i ricordi citati, comprovano il nostro asserto tanto di fonte battesimale ivi esistente, che la seguente memoria del 22 maggio 1418. Il castello dei nobili di Sassatello era situato sulla sinistra del Senio e nei confini delle parrocchie di Paganico e Sasso Letroso. Testando in detto castello Chiara Bonacorsi di Faenza, sposa del nobil uomo Francesco Sassatelli, vuole essere sepolta non in una delle due chiese vicine, ma bensì in quella di S. Martino di Gallisterna. Restano molti altri ricordi della chiesa e dei suoi rettori. Il 7 dicembre 1317 si trova nominato Misotto. Nel secolo XV c'era in diocesi grande scarsità di clero: due o tre chiese erano affidate ad un solo rettore. Così avveniva delle due chiese di S. Martino e di S. Stefano.

   

Non prive d'importanza sono le elezioni del rettore, di nomina delle principali famiglie della parrocchia, avvenute il 27 novembre 1499 ed il 10 novembre 1504. Il notaio Fancesco Callegari di Riolo non può, nella prima nomina adunare i capi famiglia in un sol luogo, causa, così dice, la guerra già incominciata in Imola dal duca Valentino contro i Riario Sforza, per cui si porta alle diverse ville della zona e sente il parere degli interessati, ovunque li incontra, anche sul greto del fiume. Nella seconda nomina era costretto ad adottare lo stesso sistema a causa della guerra civile tra i Vaini ed i Sassatelli. In altra elezione di rettore, 3-7 maggio 1507, si trovano presenti in chiesa quei "de la Perdella, de la Costa, de Miola, de Rivola, de Terenzano" ed il contadino della possessione dei nobili di Sassatello. Dall'elenco di dette ville si può esattamente precisare l'estensione della parrocchia: nell'atto del 1499 si nominano Rivola, i Crivellari, la Perdella, la Serodina presso il Senio e Plasignano; nell'atto del 1504 troviamo Rivola, la Perdella, i Crivellari, Passatello, la Valle di Gallisterna, Terenzano, Miola, il Piano, la Serodina, la Crocetta e Plasignano, ville quasi tutte di Gallisterna superiore. Alcune di dette ville rimasero sotto la Costa sino al 1835, benché a nord-ovest di S. Tommaso di Gallisterna; solo in detto anno furono aggregate a questa parrocchia.

      

Tratto da: "La Chiesa della Costa - Dalle origini al restauro" a cura di Don Sante Oriani e di Sergio Savorani. Riolo Terme, 2003  

  
    

 

Speleo GAM Mezzano (RA)