Dal latino "cribellarius"
(cribrum = vaglio, crivello, setaccio) e dal romagnolo "karvèl",
crivello. Oppure come garavela (raccolta) dall'antico tedesco
"Garba" (covone).
Il borgo dei
Crivellari è citato per la prima volta in documenti notarili del 1251
col nome De Crevelariis. Citato poi nel 1419 come li
Crivilari, nel 1491 come de Crovellariis, nel 1495 come
Villa de Govellaris, nel 1509 come fundus Crovellariorum.
Da sempre le costruzioni sono state realizzate quasi esclusivamente in
gesso e in selce
locale.
I Crivellari costituiscono pertanto una rarissima testimonianza di un
paese costruito “sul gesso e con il gesso”.
Purtroppo il progressivo abbandono del borgo ha determinato il crollo di gran parte degli edifici dall’originalissima struttura architettonica.
Non mancano comunque alcuni recenti restauri effettuati da privati su
alcuni edifici, ora utilizzati come "seconde case".
L’inarrestabile calo degli abitanti è del resto testimoniato dai dati provenienti dall’archivio della vicina Parrocchia di Borgo
Rivola:
| 1931 |
177 abitanti |
| 1948 |
109 abitanti |
| 1966 |
74 abitanti |
| 1980 |
47 abitanti |
| 1989 |
7
abitanti |
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Purtroppo lo stato di degrado di molti edifici è tale da rendere
problematica qualsiasi opera di recupero, sarebbe quantomeno necessario
un urgente lavoro per arrestare parte dei crolli. |
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S. MARTINO DEI CRIVELLARI |
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Scrive il Gaddoni (Le chiede della Diocesi di Imola,
1927):
A sud della Costa, oltre il Senio, salendo la cresta gessosa, in confine con Montemauro, si trova un gruppo di case denominate i Crivellari.
... Distrutta la chiesa parrocchiale di S. Martino, si sentì ben presto dagli abitanti dimoranti
sulla destra del Senio, specie dai più lontani, il bisogno d'altra chiesa. Difatti risorse nel 1641 in forma di oratorio nella borgata dei Crivellari per volontà di Pietro Spada, che riservò a sè ed eredi il giuspatronato e la nomina del rettore al semplice beneficio, eretto ad onore di S. Martino nell'oratorio medesimo.
Il quadro su tela, raffigurante S. Martino, deve essere rifatto nel 1780. Restauri all'oratorio e casa annessa si ricordano nel 1777 e
1835... |
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