LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

CASE, ROCCHE E BORGHI

 

SASSATELLO

   
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“Castrum Saxadelli” oppure “Sassatelli” è citato nel 1060 a seguito di un assedio da parte dei Faentini, che fallirono la conquista. Occupato nel 1198 dai bolognesi, due anni dopo la rocca fu espugnata ai Guelfi  da parte dei Ghibellini della Val di Senio, capeggiati da Alberto Caporella. Riporta questo evento il Ghirarducci:

   

“ L’anno di nostra salute MCC essendo Pretore di Bologna Rolando Rossi Parmigiano, Alberto Araldo Caporella Montanaro huomo facinoroso et di gran seguito occupò il castello di Sassatello; il perché giudicando i Consigli espediente di provedergli, tosto vi mandarono Rolando Pretore con alcune bande di soldati; ma Alberto vedendosi di gran lunga inferiore, et Rolando arrivargli sopra, tosto se ne fuggì in una spelonca (Grotta del Re Tiberio n.d.r.) fra quei monti vicini con tutti i suoi seguaci; mà seguitato dal Pretore e scoperto, col foco et col fumo lo cacciò fuori, et fattolo prigione, con tutta la sua compagnia, fece che Alberto, come capo, fosse per un piede appiccato ad un’albero, et postogli un grave sasso al collo et così miseramente morì. Venuto Sassatello nelle mani del Pretore, acciochè esso nello avvenire non fosse più ricetto dè seditosi, col fuoco lo distrusse”.

    

Quel che resta del castello di Sassatello e di ca' Sassatello (al centro della foto) in basso la dolina-inghiottitoio nel fondo della quale si apre la "Grotta sotto ca' Sassatello"; sullo sfondo si nota la devastante cava di gesso di Borgo Rivola. (foto P. Lucci, Speleo GAM).

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Un'altra versione dell'episodio è citata da Pompeo Vizani, nel 1596, e sostanzialmente non si discosta da quella del Ghirarducci:

  

"Ma il podestà Rolando Rossi quivi andò a trovarlo, e ponendo paglia e legni verdi all'entrata della spelonca, fece sì co fuoco, e fumo, che fù forzato Alberto di uscir fuora cò suoi compagni, che tutti furono de Bolognesi mandati a fil di spada... ".

  

In mano ai bolognesi, nel 1277 fu assediato dai ghibellini faentini anche in questo caso senza esito  favorevole.

  
Nel 1296 venne espugnato da Maghinardo Pagani.
   

Il castello fu di Riccardo e Lamberto Sassatelli, nel 1371 dice l’Anglico: “castrum Saxadelli, ad cujus Custodiam moratur unus Castellanus…” . Nel 1414 Giovanni XXIII (antipapa) lo diede a Ludovico Alidosi di Imola.  Nel 1435 venne preso da Guidantonio Manfredi, ma già nel 1437 ritornò agli imolesi.

  

I ruderi del castello sono ancora visibili salendo su uno sperone di gesso sulla sinistra idrografica del fiume Senio presso Borgo Rivola. E’ visibile un tratto delle mura della rocca, anche le mura esterne della casa colonica sono quelle della cinta del castello.

 
    
   

 

Speleo GAM Mezzano (RA)