LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

CASE, ROCCHE E BORGHI

      

VARNELLO

  
Scrive Giovanni Cavina (Antichi Fortilizi di Romagna, 1964): 

Sulla strada che da Brisighella conduce a Rontana e poi prosegue per Riolo, a circa un chilometro e mezzo di distanza, dal lato sinistro si incontra un gruppetto di case coloniche chiamate case Varnello (alt. m. 279). Al di sopra di esse vi è un'altura denominata il Monte (alt. m. 333), dove probabilmente esisteva l'antico Castello, di cui oggi non si rinviene alcuna traccia.

Di Varnello si sa soltanto che fu Castrum e che nel 1371 era già ridotto a Villa con 10 foc. Da allora seguì sempre le sorti della vicina Brisighella. È ricordato dal Metelli (I, 409), perché nell' anno 1477 «Roberto Malatesta, signore di Rimino, incamminatosi per la Valle del Senio, di là piegata l'andata a traverso delle montagne, arrivava dopo un disastroso viaggio nella Valle di Amone al Castello di Varnello, di dove, trovatavi una frotta di Galeotto (Manfredi) mandatavi a pigliare i passi e dispersala, si calò improvvisamente sopra Brisighella, e per una viuzza che corre presso alla Torre del Gesso si gittò dentro la Terra».

In questa località v'era una volta un Ospedale, di cui fa cenno il Metelli (I, 118) : « Gli avi nostri avevano in costume non solo di munire certi valichi con rocche e castella, ma di fondare ospizii a piè delle più alte montagne per raccogliervi coloro che fossero soppressi da qualche morbo tra via, o che essendo oppressi dalla fatica sostenuta in lunghi pellegrinaggi avessero uopo di acquistar lena per continuarli. Ivi alle falde di detto monte (Rontana), su di un luogo che appellavano Plagna sorgeva uno di que' benefici asili (anno 1182) poco lungi da una chiesuola dedicata a S. Paolo, che era posta su una collina, e sebbene questi antichi nomi siansi del tutto perduti, pure vivendo ancora per quelle circostanze la memoria dello Spedale di Varnello, siamo indotti a credere, che fosse d'esso, tenendo noi per fermo che tutti gli altri, che portano sì fatti nomi abbiano un tempo servito a questo medesimo ufficio e tanta era in que' tempi la venerazione verso i pellegrini che molti pietosi uomini ridotti in fine di vita legavano parte delle loro sostanze per fondare e dotare questi ospizii, per la qual cosa grande era il numero, che di loro vi aveva dentro la Valle di Amone, fra i quali il più antico, di cui ci sia rimasta notizia, sedeva sulla costa di un monte che chiamavano e chiamano La Carla, dentro cui fino dal secolo undecimo abitavano alcuni confrati, che vi stavano intenti alla cura e alla custodia de' pellegrini, che ivi passavano per la pubblica via, che piegando alla destra del fiume Amene, e salendo i monti va a mettere nella Valle del Marzano».

...Oltre ai viandanti affaticati o infermi in questi ospedaletti venivano raccolti i fanciulli illegittimi o trovatelli a mezzo delle famose ruote. « Erano nella Valle di Amone - così scrive il Metelli (IV, 41) - fin da tempo immemorabile per umana pietà e a certi passi più frequentati state poste le ruote per deporvi i parti generati da illegittimo congiungimento, dalle quali non appena raccolti gli infelici fanciulli venivano mandati all'ospizio di Faenza per esservi nudriti».

Che nella località Varnello esistesse un ricovero od ospedaletto di questo genere è confermato da quanto si legge a pagina 23 dell'opuscolo anonimo "Cenni storici di Rontana" (1901): «Nel territorio della Plebale di Rontana vi era un ricovero ed ospedale detto di S. Antonio di Varnello dal nome della borgata in cui era situato, ricovero ed ospedale fondato da Faentini quando nel 1178 ebbero il possesso del Castello di Rontana. I beni di questo pio luogo esistono in parte tuttora uniti alla Congregazione di Brisighella ».

In questa sede si conserva ancor oggi memoria di un Oratorio dedicato a S. Antonio Abate, di cui restano appena tracce nell'edificio colonico in completa rovina. Si può immaginare che fesse annesso all'Ospedale di Varnello, il quale figura nell'elenco degli ospedali che il Visitatore Apostolico mons. Ascanio Marchesini visitò nei mesi di maggio e giugno 1573, in Diocesi di Faenza...

E poiché stiamo parlando degli Ospedali della Valle del Lamone, non va dimenticato che ve n'era pure uno nel capoluogo di Brisighella. Secondo il Metelli (I, 288) esso fu fondato nell'anno di Cristo 1400 dalla Confraternita dei Battuti bianchi e si nominò Ospedale di S. Maria de' Battuti. Tramutò poi l'antico nome in quello di Nostra Donna del Rosario ed ebbe in paese una Chiesuola detta appunto Il Rosario. 

Il Metelli stesso ci informa che in quell'epoca in tutta la Romagna v'erano Confraternite dette dei Battuti bianchi, alle quali appartenevano uomini, matrone, fanciulli che ostentavano il pentimento delle proprie colpe con una particolare foggia delle vesti e infliggendosi battiture volontarie e sanguinose.

Nel 1797, con l'invasione napoleonica, l'ex-Monastero di S. Bernardo fu destinato a ospedale per gli infermi con i fondi della Confraternita dei Battuti.

Dal Castello di Varnello prese origine l'antica e nobile famiglia Lega di Brisighella, detta un tempo Venturi della Lega, di cui fu capostipite Berlando di Varnello, nato nel 1305... 

L'attuale casa Varnello fu costruita ai primi del secolo a cura del signor cav. Giuseppe Liverzani. Ricevette il nome di Manicomio, volendosi con questa parola alludere al temperamento strano e quasi pazzoide di coloro che la costruirono e poi l'abitarono... 

        
        

 

Speleo GAM Mezzano (RA)