LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

LA FAUNA

      
I CHIROTTERI
          

I Chirotteri, più generalmente conosciuti come Pipistrelli, sono il gruppo più numeroso ma meno conosciuto tra i Vertebrati italiani anche per le notevoli difficoltà che caratterizzano gli studi su questi vertebrati. Capolavori evolutivi, questi unici mammiferi capaci di volo attivo portano un pesante fardello di tradizioni negative e di disinformazione. Non sono certo ciechi né si attaccano ai capelli, ma al contrario sono fondamentali negli equilibri naturali con la grande quantità di insetti anche molesti catturati nelle cacce notturne guidate anche dall’uso del biosonar. Al termine “pipistrelli” si preferisce “chirotteri” in quanto il primo si rifà essenzialmente ai generi Pipistrellus e Hypsugo, mentre il secondo disegna più propriamente tutto l’ordine con l’ etimo, sottendente a “mano alata”, che li rappresenta particolarmente bene. I Chirotteri sono stati tra i primi vertebrati ad essere protetti nel nostro paese. Essendo animali “utili” nella lotta alle zanzare malariche, già con l’articolo 38 della legge sulla caccia 1016 del 1939 essi venivano appunto protetti. E’ infatti da rilevare come il patrimonio internazionale di Chirotteri sia ormai un bene in rapido declino come dimostra la situazione europea: su 30 specie presenti 8 sono in pericolo di estinzione, 4 vulnerabili e 15 sono da considerasi rare. Oggi a tutti gli effetti sono protetti anche dalla legge nazionale e, soprattutto, sono inclusi nelle normative comunitarie ratificate dal nostro paese. Dal 1979 tutte le specie sono garantite dall’Allegato II della Convenzione di Berna come “rigorosamente protette” a parte P.pipistrellus , in Allegato III, come “protetta”. Sono anche protetti ai sensi della Convenzione di Bonn sulla conservazione delle specie migratorie. In particolare sono poi inserite nell’Allegato II della Direttiva CEE “Habitat” 92/43, quali “specie animali la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione”, le specie Rhinolophus euryale, Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, Miniopterus schreibersii, Myotis bechsteini, Myotis blythi, Myotis myotis, Myotis emarginatus e Barbastella barbastrellus. Nell’Allegato IV della stessa direttiva sono comunque compresi tutti i “Microchirotteri” tra le “specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”. Tali disciplinari non sono solo meste grida di allarme ma rivestono particolare importanza per la stesura dei piani di finanziamento delle attività di conservazione finanziate dalla CEE, dove i Chirotteri possono effettivamente giocare un ruolo primario come specie guida…

Dino Scaravelli

  
(Tratto da: Scaravelli D., Gellini S., Cicognani L., Matteucci C. (a cura di), 2001 Atlante dei mammiferi della Provincia di Ravenna. Amm. Prov. Ravenna e S.T.E.R.N.A.)
       

I CHIROTTERI DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

     

Le specie la cui presenza è accertata nelle grotte della "Vena" sono: Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), il più diffuso, presente in gran parte delle grotte; Ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros), meno comune ma osservato in varie grotte, anche se sempre in pochi esemplari isolati: Grotta della Tanaccia, Risorgente del Rio Basino, Grotta della Colombaia, Abisso A. Lusa, Grotta Biagi; Rinolofo euriale (Rhinolophus euryale), segnalato finora al complesso Biagi Tanaccia, alla Tana del Re Tiberio, alla Grotta Sorgente del Rio Basino, nonché una consistente colonia con alcune centinaia di individui alla Grotta della Lucerna; Miniottero (Miniopterus schreibersi), ancora numericamente abbondante ma solo con due grandi colonie: Tanaccia e gallerie abbandonate della Cava ANIC, quest'ultima trasferitasi dalla Tana del Re Tiberio; i due grandi Myotis (Myotis myotis e Myotis blythii), molto più rari, presenti nella Risorgente del rio Basino e nella Risorgente del rio Gambellaro. In una sola cavità, l'Inghiottitoio De Gasperi, è stato trovato l'Orecchione (Plecotus sp.), chirottero che solo occasionalmente frequenta l'ambiente ipogeo. Da segnalare, infine, la presenza, presso la grotta "Buco uno di Monte Mauro", del Vespertilio di Natterer (Myotis nattereri), unica stazione provinciale conosciuta ed una delle pochissime a livello regionale. 

Luciano Bentini e Dino Scaravelli

          

I chirotteri della Vena del Gesso romagnola: le specie presenti 

          
  

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1 - Colonia di Miniopterus schreibersi nella Tanaccia di Brisighella (Foto I. Fabbri, G.S.F.)
2 - Visione ravvicinata di una colonia di Ferro di cavallo maggiore  nella Tanaccia di Brisighella. (Foto I. Fabbri, G.S.F.)
3 - Vespertilio maggiore (Foto I. Fabbri, G.S.F.)
4 - Ferro di cavallo minore (a sinistra) e due esemplari di Miniottero (Foto I. Fabbri, G.S.F.)
5 - Ferro di cavallo minore con i piccoli
6 - Vespertilio maggiore
7, 8  - Serotino comune
9 - Vespertilio di Natterer
10 - Orecchione (Foto I. Fabbri, G.S.F.)
    
  
  

 

Speleo GAM Mezzano (RA)