LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

LA FAUNA

       
RINOLOFO EURIALE (FERRO DI CAVALLO EURIALE)
Rhinolophus euryale 
(Blausius 1853)
   

    
Descrizione
   

Lunghezza testa - corpo 43-58 mm; lunghezza coda 22-30 mm; avambraccio 43-51 mm; orecchio 18-24 mm; apertura alare 300-320 mm; lunghezza condilobasale 16-17,6 mm; peso 8-17,5 g. parti superiori grigio-brune, centralmente più chiaro, pelle nuda bruno-rosata, peli più scuri a volte attorno agli occhi, pelliccia soffice e vaporosa.

   
Identificazione in natura
   

Di dimensioni intermedie rispetto alle precedenti specie di Rinolofidi, è contraddistinto dalla cresta nasale superiore appuntita. A riposo, appeso liberamente al substrato, solitamente non è completamente avvolto dalla membrana alare, lasciando coperta una parte del ventre. Spesso tra gli individui, sempre un po' distanti gli uni dagli altri, si osservano contatti e interazioni sociali di vario genere. Lascia i rifugi sensibilmente più presto, in serata, rispetto alle due specie cogeneriche. Si tenga presente che è difficile comunque valutare le dimensioni relative di queste specie e che per il riconoscimento è perciò sempre necessaria l'osservazione della foglia nasale, che di profilo rileva una caratteristica prominenza superiore acuta. Ultrasuoni caratteristici a circa 100 kHz.

   
Distribuzione ed habitat
   

Entità mediterranea, in Europa è segnalato per la parte meridionale, Francia e penisola Iberica, Italia e Balcania. Presente in tutta Italia, si localizza nelle aree dal bioclima mediterranee. Sedentario, si muove comunque anche di decine di chilometri tra i roost. Il suo status è quello di specie vulnerabile, in declino in alcune are soprattutto per il disturbo arrecato alle grotte in tutto l'areale europeo. Anche in Regione risulta assai meno frequente dei due con generici, ed è localizzato in poche località poste comunque in diverse province. Risulterebbe più frequente verso la costa, ma ancora non sappiamo nulla sulla sua riproduzione in Regione, non essendo ancora stata trovata una nursery. Si rinviene comunque sempre in piccolo numero durante l'ibernazione in angoli temperati di vari tipi di ipogei
Per la Romagna le prime segnalazione vengono dai gessi faentini. I ritrovamenti per la Provincia di Ravenna ricalcano le stazioni dei "Gessi" già a suo tempo indicate, confermando la scarsa presenza di effettivi e la forte troglofilia della specie.

Dino Scaravelli

     
  

 

Speleo GAM Mezzano (RA)