Numerosissimi gli Invertebrati, in particolare, di notevole importanza è la fauna entomologica, certamente meno appariscente, ma di grande valore scientifico.
Fra gli abitanti delle grotte in pericolo di estinzione a causa del progressivo peggioramento della qualità delle acque sotterranee sono anche gli insetti Ortotteri del genere
Dolicopoda.
Presso Monte Mauro viene segnalata una colonia di Iolana iolas, farfalla rara in tutta la penisola italiana e per ora presente con quest'unico nucleo in Romagna. Anche gli insetti, purtroppo, stanno subendo il dramma dello sfascio ambientale per i disboscamenti, i danni alla cotica erbosa e conseguenti smottamenti, le palificazioni e gli impianti di ripetitori radiotelevisivi, le acque inquinate. In vetta alla collina scomparsa sul Monticino a causa dei lavori della cava della “Gessi del Lago d'Iseo”, ad esempio, vi era l'unica colonia di tutta la Val Lamone del raro lepidottero
Thersamonia thersamon, specie non più ritrovata, così come non è più stata raccolta un'altra interessante farfalla, la “Sfingide”
Haemorragia tityus, che volava copiosamente al tramonto intorno alle piante di Lonicera.
Del resto, per la fauna degli Artropodi, in questi ultimi anni le sistematiche ricerche tra gli anfratti cespugliosi e i dirupi, i prati a “gariga” e le aree boscate più calde e aride della Vena, hanno portato alla conoscenza di elementi inaspettati, fino ad oggi localmente sconosciuti, tipici delle aree mediterranee; tra questi, degni di nota sono il Buprestide
Agrilus marozzinii Gobbi, che risultava prima d’ora conosciuto soltanto dalla costa tirrenica dalla Toscana verso sud.
Sugli stessi Gessi, in ristretti ambienti a microclima opposto a quello caldo e arido, sono state segnalate altre specie, pure esse di elevato valore come indicatori ambientali e punti di riferimento biogeografici, che appartengono di norma alla fascia altitudinale montana a clima fresco umido. Tra queste ultime sono comprese anche specie rare di origine atlantica o centro europea, associate a relitti floristici anch’essi di tipo montano alpino: si tratta di una piccola fauna infeudata sul fondo delle doline, delle cavità carsiche, di limitatissimi spazi presso le fredde imboccature delle risorgenti, dove convivono, ad esempio, il Coleottero Carabide
Nebria fulviventris e l'arbusto Staphylea pinnata, (entrambi rinvenibili, in Emilia-Romagna e nelle limitrofe regioni appenniniche, solo nell’alto Appennino).
Nell'attuale periodo climatico temperato si trovano in tal modo, sovrapposti, i resti di faune diverse sopravvissute nello stesso comprensorio al limite biologico, i cui componenti si sono distribuiti e adattati nei microambienti estremi più confacenti alla loro
bio-ecologia, conservatisi grazie alla particolare situazione geomorfologica della Vena dei Gesso. |