LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

LA FAUNA

      

I MAMMIFERI

      

I Mammiferi sono rappresentati da 42 specie.

Particolare rilievo meritano i Chirotteri. Alcune specie appartenenti a questo ordine erano, fino ad una ventina d'anni or sono, assai numerosi nelle grotte della Vena del Gesso Romagnola e nei vicini Gessi Bolognesi. La diminuzione di queste specie è imputabile all’uso dei pesticidi in agricoltura, che provoca la diminuzione degli insetti di cui i pipistrelli si nutrono.

Il Toporagno appenninico (Sorex samniticus) è un interessante insettivoro endemico della catena montana italiana, presente con altre 7 specie di Insettivori: Riccio (Erinaceus europaeus) [1], Talpa (Talpa europaea) [2], Toporagno comune (Sorex araneus) [3], Crocidura ventre bianco (Crocidura leucodon) [4], Crocidura minore (Crocidura suaveolens), Toporagno acquatico di Miller (Neomys anomalus) [5], Mustiolo (Suncus etruscus) [6].

La Lepre (Lepus europaeus) [7] è piuttosto comune, anche nelle zone di gariga, oltre che nei coltivi e nei calanchi a nord della Vena.

Sono presenti 12 specie di Roditori, tra cui alcune molto comuni e banali, come l’ubiquitario Ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus), il Ratto nero (Rattus rattus) [8] e il Topolino delle case (Mus domesticus), tutte legate alle abitazioni umane, l’Arvicola di savi (Microtus savii) [9] comune nelle aree prative e nei coltivi, il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus) [10] caratteristico delle aree boscate, ma molto adattabile. Più strettamente legati ai boschi sono il Topo selvatico collogiallo (Apodemus flavicollis) [11], l’Arvicola rossastra (Clethrionomys glareolus) [12], lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris) [13], il Ghiro (Glis glis) [14], il Moscardino (Muscardinus avellanarius) [15] e il Quercino (Eliomys quercinus) [16]; quest’ultima specie, piuttosto rara in Italia, è spesso presente anche nelle macchie termofile delle rupi. 

      

Istrice

   
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Infine, il roditore più importante è l’Istrice (Hystrix cristata) [17], che trova nei caldi ambienti della Vena un habitat ideale ad ospitare una importante popolazione. Questo grande e spettacolare roditore mediterraneo fino a qualche anno fa era molto raro a nord del crinale appenninico ed essenzialmente localizzato in Romagna, dove la Vena del Gesso ha rappresentato uno dei primi siti di colonizzazione, già a partire dai primi anni ’80. Attualmente la specie è stabilmente presente in Romagna, ove risulta in ulteriore espansione. Nella Vena del Gesso si segnala l’utilizzazione di grotte come tana; comportamento coerente con le abitudini note per l’Istrice, che si rifugia in anfratti e buchi sotterranei appositamente scavati o adattati da cavità preesistenti.

Tra i Carnivori è comune la Volpe (Vulpes vulpes) [18] e sono presenti 4 specie di Mustelidi: Faina (Martes foina) [19], Tasso (Meles meles) [20], Donnola (Mustela nivalis) [21] e Puzzola (Mustela putorius) [22]. Quest’ultima è sicuramente la specie di maggiore interesse conservazionistico, poiché ovunque in forte diminuzione.

Infine, sono presenti due specie di Artiodattili, il Cinghiale (Sus scrofa) [23], fin troppo abbondante, e il Capriolo (Capreolus capreolus) [24], importante elemento dell’ecosistema forestale.

Massimiliano Costa

  

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Speleo GAM Mezzano (RA)