LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

LA FAUNA

    

GLI UCCELLI

   

Le specie di Uccelli attualmente note come nidificanti sono 74, ma probabilmente il numero potrebbe aumentare in seguito a specifiche e più approfondite indagini.

Vi sono 5 specie di rapaci diurni, dal raro e localizzato Pecchiaiolo (Pernis apivorus) che si nutre di calabroni e vespe, alla comune Poiana (Buteo buteo), inoltre Albanella minore (Circus pygargus) presente con un discreto numero di coppie nei prati aridi e nei seminativi, Sparviere (Accipiter nisus) tipico dei boschi, Lodolaio (Falco subbuteo) e Gheppio (Falco tinnunculus), unici due rappresentante dell’ordine dei Falconiformi, il primo raro e nidificante nei boschi, il secondo molto comune sulle rupi del gesso.

Tra i Fasianidi sono presenti con popolazioni vitali solamente il Fagiano (Phasianus colchicus) e la Quaglia (Coturnix coturnix), mentre la presenza della Starna (Perdix perdix) è da imputare ai ripopolamenti a scopo venatorio, ma non alla presenza di nuclei in grado di riprodursi.

Ben 6 le specie di rapaci notturni, anche in questo caso con specie più comuni, come il Barbagianni (Tyto alba) e la Civetta (Athene noctua), legate alle aree agricole e alle abitazioni, o come l’Allocco (Strix aluco) che abita i boschi, e il Gufo comune (Asio otus). Più rari sono l’Assiolo (Otus scops), piccolo gufo migratore mediterraneo, e lo straordinario e davvero rarissimo Gufo reale (Bubo bubo), presente con un paio di coppie nelle rupi più impervie e tranquille.

Un’altra specie notturna è il Succiacapre (Caprimulgus europaeus), che vola di notte catturando insetti in volo e nidifica al terreno nei boschi più aridi.

Nella zona della Vena nidificano due specie di Columbiformi, la Tortora (Streptopelia turtur) e la comunissima Tortora dal collare (Streptopelia decaocto) e un Cuculiforme, il Cuculo (Cuculus canorus).
Tre le specie di picchi presenti nei boschi della Vena, tutte piuttosto comuni: Picchio rosso maggiore (Picoides major), Picchio verde (Picus viridis) e Torcicollo (Jynx torquilla).

I Passeriformi rappresentano l’ordine più numeroso, con 49 specie. Tra queste alcune rivestono maggiore interesse. La Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris) nidifica in alcune aree rupestri, a quote molto più basse rispetto alle normali abitudini della specie; analoga considerazione vale per il Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochrurus), anch’esso tipico delle rupi. I prati non troppo aridi costellati di arbusti di ginepro sono abitati dalla Tottavilla (Lullula arborea), simile alla più comune Allodola (Alauda arvensis), da cui è facilmente distinguibile soprattutto grazie al canto. Le rupi ed i calanchi privi di vegetazione ospitano anche il raro Calandro (Anthus campestris). Notevole abitatore delle aree rupestri e assolate è anche il rarissimo Passero solitario (Monticola solitarius), ormai confinato, nell’Appennino settentrionale, solamente alla Vena del Gesso; purtroppo localmente estinto come nidificante il congenere Codirossone (Monticola saxatilis). Nelle macchie termofile sono comuni molte specie di silvie mediterranee o, comunque, caratteristiche di ambienti aridi e caldi, come il Canapino (Hippolais polyglotta), l’Occhiocotto (Sylvia melanocephala), la Sterpazzolina (Sylvia cantillans), la Sterpazzola (Sylvia communis), il Luì bianco (Phylloscopus bonelli). Gli arbusteti aridi e i margini dei campi sono anche l’habitat del Fanello (Carduelis cannabina), e di due specie più rare: l’Averla piccola (Lanius collurio) e l’Ortolano (Emberiza hortulana); purtroppo pare essere localmente estinta l’Averla capirossa (Lanius senator). La comunità del bosco è molto ricca, per lo più di specie comuni, come Scricciolo (Troglodytes troglodytes), Usignolo (Luscinia megarhynchos), Codirosso (Phoenicurus phoenicurus), Pettirosso (Erithacus rubecula), Merlo (Turdus merula), Tordela (Turdus viscivorus), Capinera (Sylvia atricapilla), Luì piccolo (Phylloscopus collybita), Fiorrancino (Regulus ignicapillus), Pigliamosche (Muscicapa striata), Codibugnolo (Aegithalos caudatus), Cinciallegra (Parus major), Cinciarella (Parus caeruleus), Cincia bigia (Parus palustris), Picchio muratore (Sitta europaea), Rigogolo (Oriolus oriolus), (Garrulus glandarius), Fringuello (Fringilla coelebs), Verzellino (Serinus serinus), Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula) e Zigolo nero (Emberiza cirlus).

Le aree agricole ed aperte sono abitate da Rondine (Hirundo rustica) e Balestruccio (Delichon urbica) che costruiscono i nidi nelle abitazioni, come il Rondone (Apus apus), appartenente all’ordine degli Apodiformi; inoltre nidificano nelle campagne la Ballerina bianca (Motacilla alba), il Saltimpalo (Saxicola torquata), il Beccamoschino (Cisticola juncidis), la Gazza (Pica pica), la Cornacchia grigia, (Corvus corone), lo Storno (Sturnus vulgaris), il Passero d’Italia (Passer italiae), la Passera mattugia, (Passer montanus), il Cardellino (Carduelis carduelis), il Verdone (Carduelis chloris), lo Strillozzo (Miliaria calandra), ed un altro non Passeriforme, l’Upupa (Upupa epops).
Infine, la Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), il Martin pescatore (Alcedo atthis) e la Ballerina gialla (Motacilla cinerea) sono le uniche tre specie legate agli ambienti umidi, la prima soprattutto ai bacini per uso irriguo e le seconde ai torrenti appenninici.

Massimiliano Costa

  
  
       
  

 

Speleo GAM Mezzano (RA)