LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

FLORA E VEGETAZIONE

    
     

La Vena del Gesso presenta un andamento da NW a SE in forma di bastione, con un’altitudine media di circa 250 m s.l.m.; una tale collocazione genera differenze climatiche nei due versanti, con evidenti variazioni nella vegetazione.  

Infatti il lato esposto a NE, caratterizzato anche da una pendenza lieve, riceve un minore soleggiamento, è maggiormente battuto da venti. In questo versante la vegetazione copre la maggior parte del suolo.

Il lato esposto a SW, che presenta pareti subverticali con ridotta vegetazione, ha un microclima più arido ed è caratterizzato da un maggiore soleggiamento anche nei mesi invernali. Inoltre le pareti rocciose riflettono e cedono parte del calore assorbito, abbassando le punte estreme di freddo, la copertura vegetazionale, con un consistente numero di specie mediterranee, copre una minore porzione di territorio.

In un primo tempo i botanici ritennero di poter individuare una flora legata alle caratteristiche del gesso, ma successivamente tale ipotesi è stata superata e viene oggi riconosciuto alla flora e alla vegetazione di questi ambienti un generico valore calcifilo e xerofilo. E' esauriente a tale proposito la trattazione di Zangheri che, confrontando flora e vegetazione dei gessi romagnoli con quelle delle rupi calcaree, non trova differenze notevoli tra queste.

La Vena dei Gesso ospita comunque una flora estremamente ricca ed interessante: una straordinaria varietà di ambienti racchiude quasi 2000 Taxa vegetali (fra specie, sottospecie e varietà), catalogati dallo stesso Zangheri.


Transetto-tipo (trasversale) della vegetazione arboreo-cespugliosa nella Vena del Gesso (da: Ettore Contarini). 

Nonostante l'ambiente spesso aspro ed inospitale, la vegetazione muta continuamente il paesaggio, con forme e colori insoliti e straordinari. Stupende sono le fioriture di orchidee viola e di eliantemi bianchi e gialli in primavera, di rari gigli rossi nei prati in giugno, di garofani rosati in autunno, tanto per fare qualche esempio. L'articolata morfologia ha consentito inoltre a numerose piante, talora uniche, di trovare sul gesso un ambiente-rifugio. 

La maggior parte di esse appartiene al mondo strettamente mediterraneo, caldo e secco, come il leccio (Quercus ilex), che risalta con grossi e scuri cespugli lungo le cenge che solcano le assolate pareti volte a sud, il terebinto (Pistacia therebinthus), che nella regione è presente solo nella fascia gessoso-calcarea romagnola, poi il raro alaterno (Rhammus alaternus), i cisti ecc.

Nei versanti settentrionali e nella stretta e umidissima gola del Rio Basino, dove non batte mai il sole, vegetano alcuni esemplari di borsolo (Staphilea pinnata), alberello che appartiene alla flora dell'alto Appennino.

Veri e propri relitti della calda era terziaria, che qui dimorano avendo trovato un ambiente-rifugio che ha consentito loro di sopravvivere alle variazioni climatiche connesse con le ultime glaciazioni, sono l'Heliantemum jonium dai bei fiori gialli che ha in Romagna il suo limite settentrionale di distribuzione e la Cheilanthes persica, che ha nella Vena del gesso l'unica stazione conosciuta in Italia. 

I lavori della cava hanno invece definitivamente cancellato l'importante presenza di Scolopendrium hemionitis, "la più mediterranea delle felci" che aveva, anch' essa davanti alla Grotta dei Re Tiberio, la sua unica stazione sul versante adriatico d'Italia.

Luciano Bentini

 
Per approfondire: Cheilanthes - Viaggio botanico in val Sintria, di Sandro Bassi, 2004
   Flora e vegetazione di Francesco Corbetta, 1994
    
    

 

Speleo GAM Mezzano (RA)