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A partire dal 1985 un fortuito rinvenimento alla Cava Monticino di Brisighella ha portato alla luce uno straordinario deposito di fossili di età messiniana finale (circa 5,5-5 milioni di anni), con specie faunistiche scomparse da tempo dai nostri ambienti: antilopi, rinoceronti, cavalli, formichieri, scimmie, iene, oltre ad un numero elevatissimo di piccoli roditori ed insettivori. E' un importantissimo ritrovamento di faune continentali risalenti a questo tormentato periodo geologico. Prima di questo rinvenimento, la Vena del Gesso romagnola era famosa soprattutto per le ricche collezioni di pesci fossili. Le varie specie di pesci, per essere più o meno strettamente vincolate a certe condizioni di temperatura e salinità dell'acqua in cui vivono, sono ottimi indicatori di ambiente. In particolare ci possono testimoniare le variazioni di salinità nel tempo e nello spazio. Grazie ai numerosi fossili, impariamo, così che la concentrazione, in assoluto, è andata crescendo durante la formazione della Vena del Gesso. La crescita però non è stata né lineare né continua, bensì marcatamente periodica o ciclica. Ad ogni aumento di concentrazione, che portava a precipitazione di gesso e, se possibile, di sali, è seguito rapido il ritorno a condizioni di salinità quasi uguali a quelle dell'acqua marina. |
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Speleo GAM Mezzano (RA)