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Il gesso è
solfato di calcio biidrato (CaSO4
+ 2H2O), un sale
abbondantemente disciolto nell'acqua marina proprio come il
cloruro di sodio (o, più comunemente, “sale da
cucina”).
In mare aperto, cioè in normali condizioni marine, non si
verifica, come noto, la deposizione di alcun sale.
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Infatti, per
far precipitare il sale da cucina dobbiamo creare un
ambiente “isolato” di salina, come ad esempio quelle
di Cervia (foto a sinistra), in cui le acque
marine si possono concentrare per evaporazione sino alla
saturazione.
Per far funzionare una salina, la cui principale
caratteristica è di non essere in comunicazione
continua con il mare, dobbiamo immettervi acqua marina,
poi chiudere il collegamento con il mare, quindi far
evaporare l'acqua. |
Anche il gesso si deposita soltanto in questo
modo.
Poiché nell'intero bacino del Mediterraneo troviamo enormi
quantità di gesso risalenti al Messiniano, è ragionevole
ipotizzare che sei milioni di anni fa il suo collegamento con
l'oceano si sia in qualche modo interrotto, e che quindi il
Mediterraneo sia diventato un mare chiuso, trasformandosi in
sostanza in un'enorme salina.
Non si tratta di un'ipotesi puramente
fantasiosa, se si considera che anche oggi il Mediterraneo ha un
BILANCIO IDROLOGICO NEGATIVO, il ché significa che la quantità
di acqua portata dai fiumi e dalle piogge è inferiore a quella
che evapora.
In sostanza, se un evento geologico catastrofico provocasse oggi
la chiusura dello stretto di Gibilterra, è ragionevole
prevedere che nel volgere di qualche migliaio di anni il
Mediterraneo si prosciugherebbe come pensiamo si sia verificato
nel Messiniano.
La chiusura della comunicazione con l'Oceano Atlantico e
l'intensa evaporazione, innescata tra l'altro da un clima più
caldo dell'attuale, avevano determinato un quasi suo totale
prosciugamento, trasformandolo in una serie di “pozze”
salmastre in cui avveniva la deposizione del gesso, e a volte
addirittura del sale da cucina. Per immaginare le temperature
infernali su questa ampia e profonda depressione, possiamo
considerare miti le attuali temperature estive sul fondo della
depressione del Mar Morto. |
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| Per
approfondire: |
Inquadramento
geografico e geologico dei gessi d'Italia di Franco
Cucchi e Chiara Piano, 2003. |
| The record on
Messinian events in the Northern Apennines foredep basins
di M. Roveri, A. Landuzzi, M.A. Bassetti , S. Lugli ,
V. Manzi, F. Ricci Lucchi, G.B. Vai, 2004. |
| Sedimentary and tectonic evolution of the Vena del Gesso basin (Northern Apennines, Italy): Implications for the onset of the Messinian salinity crisis
(abstract) di M. Roveri, V. Manzi, F. Ricci
Lucchi, S Rogledi, 2003. |
| Deep
clastic evaporites deposition in the Messinian Adriatic
foredeep (northern Apennines, Italy) (Poster)
di V. Manzi, S. Lugli,
F. Ricci Lucchi, M. Roveri, 2004. |
| Chiaro-scuro,
cicli, clima e tempo: la vena del Gesso e la geologia
del 2000 di
G.B. Vai, 1999 |
| www.messinianonline.it |
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Un’immagine della Vena del Gesso vista dalla valle del Santerno.
I gessi appaiono come “incastrati” tra due formazioni rocciose che si sono formate in mare profondo.
Il gesso è però una roccia che, come il comune sale da cucina, non si deposita in queste condizioni.
Foto di Claudio Pollini (Speleo GAM Mezzano) |
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Il
Mare Mediterraneo come presumibilmente si presentava
durante il Messiniano (5/6 milioni di anni fa) |
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Le
evaporiti Messiniane nel Mediterraneo. Si tratta di uno
dei più grandi bacini evaporitici dell'intera storia
della Terra: nel corso in un periodo molto breve
(circa 600.000 anni) si sono depositati circa un milione
di chilometri cubi di sali cioè circa il 5% dei sali
contenuti negli oceani. |
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