LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

GEOLOGIA

      

LA STORIA DEL GESSO 

    

Per capire come si è formato un corpo roccioso dobbiamo prima di tutto osservarne la forma e la geometria: osservare ad esempio se è stratificato, e nel nostro caso lo è con evidenza. Poi bisogna studiare i materiali che costituiscono gli strati, l'epoca e l'ambiente in cui si sono accumulati, e ancora con quali altre formazioni sono a contatto e il contesto geologico in cui il tutto si inserisce. 
I banchi della Vena del Gesso ad esempio sono stratigraficamente interposti, come in un sandwich, tra rocce che possiamo definire “terrigene”, derivate dai detriti portati in mare da antichi fiumi nell'epoca compresa circa tra 20 milioni e meno di un milione di anni fa. Infatti allora tutta la nostra regione era coperta da un mare profondo anche qualche centinaio di metri.

   

Se questo è il contesto geologico nel periodo immediatamente precedente la formazione dei gessi, ci potremmo anche aspettare che anche essi siano sedimenti detritici accumulati in mare profondo. 
INVECE NOI SAPPIAMO CHE NON E' IN QUESTE CONDIZIONI CHE IL GESSO SI DEPOSITA... 
E' bene allora indagare più a fondo sulle origini dei nostri gessi.
Scopriremo così che il gesso è una roccia molto particolare, diversa da quelle terrigene che lo accompagnano circostanti. 
Scopriremo che sei milioni di anni fa (è questa l'età della Vena del Gesso romagnola) nell'intero bacino del mare Mediterraneo si sono venute a creare delle condizioni ambientali molto particolari, da allora non più ripetutesi...

    

Il gesso è solfato di calcio biidrato (CaSO4 + 2H2O), un sale abbondantemente disciolto nell'acqua marina proprio come il cloruro di sodio (o, più comunemente,  “sale da cucina”).
In mare aperto, cioè in normali condizioni marine, non si verifica, come noto, la deposizione di alcun sale.

       

Infatti, per far precipitare il sale da cucina dobbiamo creare un ambiente “isolato” di salina, come ad esempio quelle di Cervia (foto a sinistra), in cui le acque marine si possono concentrare per evaporazione sino alla saturazione.
Per far funzionare una salina, la cui principale caratteristica è di non essere in comunicazione continua con il mare, dobbiamo immettervi acqua marina, poi chiudere il collegamento con il mare, quindi far evaporare l'acqua. 

Anche il gesso si deposita soltanto in questo modo.
Poiché nell'intero bacino del Mediterraneo troviamo enormi quantità di gesso risalenti al Messiniano, è ragionevole ipotizzare che sei milioni di anni fa il suo collegamento con l'oceano si sia in qualche modo interrotto, e che quindi il Mediterraneo sia diventato un mare chiuso, trasformandosi in sostanza in un'enorme salina.

Non si tratta di un'ipotesi puramente fantasiosa, se si considera che anche oggi il Mediterraneo ha un BILANCIO IDROLOGICO NEGATIVO, il ché significa che la quantità di acqua portata dai fiumi e dalle piogge è inferiore a quella che evapora.
In sostanza, se un evento geologico catastrofico provocasse oggi la chiusura dello stretto di Gibilterra, è ragionevole prevedere che nel volgere di qualche migliaio di anni il Mediterraneo si prosciugherebbe come pensiamo si sia verificato nel Messiniano. 
La chiusura della comunicazione con l'Oceano Atlantico e l'intensa evaporazione, innescata tra l'altro da un clima più caldo dell'attuale, avevano determinato un quasi suo totale prosciugamento, trasformandolo in una serie di “pozze” salmastre in cui avveniva la deposizione del gesso, e a volte addirittura del sale da cucina. Per immaginare le temperature infernali su questa ampia e profonda depressione, possiamo considerare miti le attuali temperature estive sul fondo della depressione del Mar Morto.

   

  
    

Un’immagine della Vena del Gesso vista dalla valle del Santerno.
I gessi appaiono come “incastrati” tra due formazioni rocciose che si sono formate in mare profondo.
Il gesso è però una roccia che, come il comune sale da cucina, non si deposita in queste condizioni.
Foto di Claudio Pollini (Speleo GAM Mezzano) 

      

Il Mare Mediterraneo come presumibilmente si presentava durante il Messiniano (5/6 milioni di anni fa)

     

Le evaporiti Messiniane nel Mediterraneo. Si tratta di uno dei più grandi bacini evaporitici dell'intera storia della Terra: nel corso in un  periodo molto breve (circa 600.000 anni) si sono depositati circa un milione di chilometri cubi di sali cioè circa il 5% dei sali contenuti negli oceani. 
      
        

 

Speleo GAM Mezzano (RA)