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LA STORIA DEL GESSO (2)
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Circa 5,7 MILIONI DI ANNI FA (MESSINIANO
SUPERIORE)
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Ai bordi del mediterraneo, per buona parte
prosciugato, ove oggi si trova l'Appennino romagnolo, esisteva una
laguna evaporitica in cui si erano depositati, a scarsa profondità e in
concordanza con i sottostanti sedimenti terrigeni della Formazione
Marnoso-Arenacea, i banchi della futura Vena del Gesso.
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Circa 5,4 MILIONI DI ANNI FA (MESSINIANO
SUPERIORE)
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A seguito di forti spinte interne alla
crosta terrestre che si espandevano verso Est a partire dall'area
sardo-corsa, i banchi di gesso si erano piegati e
"accatastati" tra loro per emergere dalla laguna, venendo a
costituire una catena di monti di gesso bordata verso Nord Est da
specchi d'acqua connessi al grande Lago-Mare. Era questo l'ambiente di
deposizione dei terreni prevalentemente terrigeni della Formazione a
"Colombacci", che contiene la fauna continentale trovata nella
cava Monticino di Brisighella nel 1985.
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Circa 3,2 MILIONI DI ANNI FA (PLIOCENE
MEDIO)
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Dopo che la catena gessosa del Messiniano
era stata sommersa dal rapido innalzamento del livello marino
verificatosi all'inizio del Pliocene, su di essa si era già accumulato
un ingente strato di sedimenti marini prevalentemente argillosi,
riccamente fossiliferi, il cui spessore avrebbe raggiunto parecchie
centinaia di metri. Si tratta delle Argille Azzurre che costituiscono
oggi la zona dei Calanchi.
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OGGI
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A partire da circa un milione di anni fa,
allorquando si è iniziato il sollevamento definitivo dell'Appennino
romagnolo, anche i banchi di gesso sepolti sono stati gradualmente
riesumati e sottoposti all'erosione esercitata dagli agenti meteorici
(pioggia, vento, gelo...), i quali hanno asportato parte della spessa
copertura argillosa. E' nata così la Vena del Gesso odierna, che
affonda le proprie radici nella storia geologica di oltre 5 milioni di
anni fa.
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