LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

Il Parco

Parco Regionale "Vena del Gesso romagnola" - Sistema museale della Provincia di Ravenna

 
11 e 11a - "UN'OCCHIATA GEOLOGICA" AL FRONTE DI CAVA 
      

Questa vista da “manuale di geologia” (vedi foto da "punto di osservazione 11" e foto da "punto di osservazione 11a") permette di apprezzare la spettacolare discordanza angolare esistente tra le evaporiti gessose della parte bassa della parete ed un sottile spessore di F.ne a Colombacci (da qui non riconoscibile) passante, in concordanza, alle Argille Azzurre marine del Pliocene inferiore basale.


Ma cos’è una discordanza angolare?
Possiamo notare come gli spessi banchi gessosi, intersecati da numerosissime fratture, siano assai più inclinati delle soprastanti argille marine e sembrino come troncati, in cima, da una netta superficie irregolare: in termini geologici questa differenza di giacitura e la superficie irregolare che la individua vengono definite una discordanza angolare. 

   

       

Schema semplificato della discordanza angolare tra Gessoso-solfifera e Argille azzurre. (Pannello 11, in alto e pannello 11a, in basso).

Che cosa significa? Per prima cosa possiamo ritenere che gli strati gessosi, depostisi sul fondale pianeggiante di una vasta “salina” naturale (tra 6 e 5,6 milioni di anni fa), siano stati precocemente piegati, sollevati e portati all’emersione dal cosiddetto evento tettonico intra-messiniano (circa 5,5 milioni di anni fa). Intaccati dagli agenti atmosferici, i gessi subirono intensi fenomeni di erosione e carsismo prima di venire ricoperti dalle melme ciottolose lagunari della F.ne a Colombacci (circa 5,4 milioni di anni fa) ed infine dai più recenti fanghi marini rappresentati dalle Argille Azzurre (a partire da 5,3 milioni di anni fa), dopo essere stati sommersi dal mare pliocenico. 


Aggiungiamo, infine, che la F.ne Gessoso-solfifera è normalmente costituita da una quindicina di banchi gessosi: siccome qui ne affiorano soltanto i primi 6-7, dobbiamo concludere che l’irregolare superficie erosiva che li tronca (vedi punto d’interesse n.9) esprima anche una “lacuna stratigrafica”. Geologicamente parlando questo concetto implica che per un certo intervallo di tempo manchi la corrispondente “documentazione rocciosa”, in questo caso i banchi gessosi superiori asportati dall’antica erosione di circa 5 milioni e mezzo di anni fa. 

Più in particolare...
Nei circa 30 metri di depositi pelitici marini delle Argille Azzurre esposti nella parete di cava sono state individuate, grazie ai microfossili, le Biozone a Sphaeroidinellopsis, a G. margaritae e la base di quella a G. puncticulata, ossia la parte “bassa” e “mediana” del Pliocene inferiore. Esse rappresentano circa 800 mila anni di deposizione, registrando un tasso di sedimentazione piuttosto basso rispetto al resto del Pliocene e del Pleistocene Superiore. 

In alto: colonna stratigrafica semplificata della Sezione Monticino. I numeri romani indicano i primi sei cicli evaporitici.

   
            

Ricostruzione degli ambienti che si sono succeduti nell'area del Monticino negli ultimi sei Ma (Ma=milioni di anni) (disegno M. Sami)
a - deposizione delle evaporiti in lagune sovrassalate (da 6 a 5,6 Ma)
b - emersione e carsificazione precoce degli strati gessosi (da 5,6 a 5,4 Ma)
c - i gessi vengono ricoperti da ambienti paludosi e lagunari (da 5,4 a 5,3 Ma)
d - il mare ritorna a sommergere l'area (da 5,3 a 0,9 Ma)
e - il sollevamento appenninico determina la definitiva emersione del territorio (da 0,8 Ma)
    

PANORAMICHE INTERATTIVE

Nei pressi del "punto di osservazione 11".

   
Pannello originale:
  
  
   
 

 

Speleo GAM Mezzano (RA)