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Formazione Argille Azzurre
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Assai ricche di microfossili, le argille marine che a partire da 5,3 milioni di anni fa ricoprirono i sottostanti depositi continentali della FCOL conservano anche diverse tracce degli organismi - coralli isolati, brachiopodi, echinodermi, crostacei ma soprattutto molluschi - che vivevano nei
fondali fangosi di questo antico mare “padano”. Particolarmente rari, ma nello stesso tempo significativi, i ritrovamenti di vertebrati marini: tra questi segnaliamo, ad esempio, una specie dei fondali profondi come il “pesce sorcio” (genere
Trachyrincus), oppure un grosso cetaceo pelagico come la “balenottera” (genere
Balaenoptera), quest’ultima documentata da una bulla timpanica (osso dell’orecchio) fossilizzata.
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Fossili
rinvenuti nelle Argille Azzurre del Monticino.(foto F.
Liverani, disegno M. Sami) |
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a - Un
tipico pettinide di fondali fangosi, Korobkovia
oblonga |
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b - Piccoli
coralli isolati (diam.< 8 mm) di acque profonde,
parzialmente piritizzati. |
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c - Bulla
timpanica di "balenottera". |
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d - Balenottera. |
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Formazione
a Colombacci (FCOL)
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I fossili più comuni sono rappresentati da molluschi
di ambiente salmastro e/o di acque dolci tra i quali
abbondano i Limnocardini, originari dei grandi laghi
salmastri estesi nell’area egea e nell’Europa
orientale durante il Miocene superiore (Paratetide).
Ma i reperti di gran lunga più importanti del
Monticino sono rappresentati dall’eccezionale
paleofauna a vertebrati terrestri rinvenuta nei
riempimenti di antiche fratture carsificate messe in
luce dai lavori di cava tra il 1985 ed il 1991. La
fauna, ricca di quasi sessanta specie fra le quali
rinoceronti, iene, scimmie, mastodonti, coccodrilli,
varani, testuggini, boa, ecc. documenta molto bene l’ambiente
di tipo sub-tropicale che caratterizzava la “primitiva”
Vena del Gesso, che già poco meno di 5 milioni e
mezzo di anni fa era rimasta emersa per qualche
migliaio di anni prima di venire nuovamente sommersa
dal mare pliocenico! |
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a -
Valve di Limnocardini, tipici bivalvi di ambiente
salmastro di origine balcanica. (foto F. Liverani) |
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b - Melanopsis
narzolina, un gasteropode di acque dolci. (foto F.
Liverani) |
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c - Recupero
di un dente di rinoceronte preistorico in una tasca
fossilifera della cava Monticino. (foto G.P. Costa) |
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d - Molari
superiori di rinoceronte dopo il restauro. (foto F.
Liverani) |
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e - Ricostruzione
del rinoceronte "del Monticino" Stephanorhinus
cf. megarhinus. (disegno M. Sami) |
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f - Ipotesi
ricostruttiva del paleoambiente romagnolo di 5,4
milioni di anni fa, nel Miocene finale. (elaborazione
grafica E. Mariani) |
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Formazione Gessoso-solfifera (FGS)
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Dai sottili interstrati argillosi della FGS provengono resti fossilizzati di vegetali, tartarughe, uccelli, insetti (larve di “libellula”) e soprattutto pesci. L’ittiofauna della cava
Monticino, proveniente dagli interstrati basali, risulta povera di specie ma composta sia da forme francamente marine sia da altre tolleranti variazioni di salinità delle acque
(eurialine), suggerendoci un ambiente di laguna costiera comunicante col mare. Tra queste rileviamo una specie nuova di
Ciclide, Oreochromys lorenzoi, appartenente ad un gruppo di pesci diffusi soprattutto nelle acque dolci della fascia intertropicale
che dall’India attraverso l’Africa giunge al Sud America. Significativa la totale assenza di molluschi o di altri organismi abituati a vivere sul fondale, a causa delle condizioni asfittiche delle acque in profondità.
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a
- Larva di "libellula".
(foto F. Liverani) |
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b
- Ossa della zampa di "tartaruga"
preistorica.
(foto F. Liverani) |
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c,
d - Oreochromys lorenzoi, un pesce tropicale
d'acqua dolce.
(foto F. Liverani) |
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Peliti eusiniche (Formazione “ghioli di letto”)
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Conservano abbondanti resti di molluschi marini, echinodermi irregolari (“ricci di mare”) e pesci pelagici tra i quali abbondano i
Mictofidi, detti anche “pesci lanterna” poiché dotati di organi luminosi. Tutto ciò suggerisce un mare abbastanza profondo nel quale,
tra 8 e 6 milioni di anni fa, si verificavano cicliche variazioni
della circolazione delle acque, sintomo dell'imminente "crisi di salinità"
messiniana.
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a
- Schizaster sp., un "riccio di mare".
(foto F. Liverani) |
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b
- Un "pesce lanterna" attuale.
(foto F. Liverani) |
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c
- Aporrhais serresiana e d - Propeamussium
duodecimlamellatum, due molluschi di fondali
profondi e fangosi |
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