LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

Il Parco

Parco Regionale "Vena del Gesso romagnola" - Sistema museale della Provincia di Ravenna

   

7 -  UN' "OCCHIATA GEOLOGICA" ALLA VALLATA

  

Da questo punto panoramico abbiamo una buona visione geologica d’assieme della bassa vallata del fiume Lamone, costituita da rocce sedimentarie di prevalente origine marina e parte di una catena montuosa relativamente “giovane” - l’Appennino Romagnolo - che si è formata ed innalzata negli ultimi 15 milioni di anni, tra la fine del Terziario e l’inizio del Quaternario.

Formazione Marnoso-arenacea (FMA) 
Costituisce il substrato roccioso - ovvero l’ossatura - di gran parte del “nostro” Appennino e comprende un’enorme pila di strati arenacei (areniti, cioè sabbie “pietrificate”) e marnosi (marne, fanghi argillosi consolidati in calcare) dello spessore massimo di oltre 3 chilometri. La FMA deve la sua origine alla sovrapposizione di migliaia di particolari “frane” sottomarine, le correnti di torbida, scivolate dall’area alpina sui profondi fondali marini romagnoli durante il Miocene medio-superiore (tra 15 e 8 milioni di anni fa). 

   

Formazione Gessoso-solfifera (FGS) 
A partire da circa 6 milioni di anni fa (all’interno dell’intervallo di tempo geologico detto Messiniano) il Mediterraneo di allora rimase isolato dall’Oceano Atlantico, disseccandosi ripetutamente e dando luogo - per alcune centinaia di migliaia di anni - alla precipitazione di ingenti depositi salini. Tale immane catastrofe ecologica, definita “crisi di salinità messiniana”, ha lasciato nella Romagna occidentale un’importante “traccia” rappresentata dalla dorsale selenitica della Vena del Gesso.

Geologia della media vallata del Lamone, fianco sinistro, in pianta (sopra) e in sezione (sotto) (modificato da S. Marabini & G.B. Vai, 1989). Nota: per l'interpretazione delle unità geologiche vedi la Legenda dello schema inserito più sopra (in verde chiaro, le "sabbie gialle" o F.ne Sabbie di Imola).

Formazione a Colombacci (FCOL)
Di spessore estremamente limitato, riunisce i sedimenti che tra 5.6 e 5.3 milioni di anni fa (Messiniano finale) si depositarono sulle evaporiti documentando una serie di ambienti continentali e di transizione, da condizioni di “lago-mare” salmastro a situazioni marginali di delta-conoide fluviale fino a laghi o paludi alcaline. 

Formazione Argille Azzurre (FAA) 
Dopo 700 mila anni di “separazione”, circa 5.3 milioni di anni fa (all’inizio del cosiddetto Pliocene) si riaprì il collegamento tra Mediterraneo e Oceano Atlantico e la lunga “crisi di salinità” ebbe fine. L’antico fondale fangoso che da allora e per oltre 4 milioni di anni occupò gran parte del “golfo padano” è registrato dai sedimenti argillosi della FAA: questi, intaccati dall’erosione meteorica, spesso sviluppano il caratteristico paesaggio dei calanchi. Nel Ravennate–Forlivese la FAA include anche depositi grossolani come lo “spungone”, un’arenaria assai fossilifera databile a più di 3 milioni di anni da oggi. 

Formazione di Olmatello 
Nel corso dell’ultimo milione di anni il progressivo sollevamento della catena appenninica e l’accumulo detritico determinato dall’erosione della stessa portarono al colmamento del “golfo padano” ed alla conseguente nascita della moderna Pianura Padana. La definitiva emersione del territorio viene registrata dai sedimenti di piana alluvionale della F.ne di Olmatello, forse collocabili in un momento del Pleistocene Medio, tra 0.5 e 0.3 milioni di anni fa.

Alluvioni terrazzate 
I sovrastanti depositi alluvionali succedutisi nel corso del Pleistocene Superiore, costituiti da ghiaie, sabbie e limi, subirono cicliche fasi di escavazione fluviale che li isolarono sotto forma di superfici relitte - rialzate rispetto al fondovalle attuale - denominate “terrazzi” alluvionali: nella bassa valle del Lamone se ne contano almeno 5 ordini, la cui antichità decresce con il diminuire della quota topografica. 

   
  

Pannello originale

  
  
  
   
 

 

Speleo GAM Mezzano (RA)