LA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

IL PARCO

   
  
PARCO DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA
COMUNICATO STAMPA
FEDERAZIONE SPELEOLOGICA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA
SPELEO G.A.M. MEZZANO
GRUPPO SPELEOLOGICO FAENTINO

2002

   

Finalmente, dopo un’attesa durata più di 30 anni, il parco della Vena del Gesso romagnola pare sia in dirittura d’arrivo.

Ultimo, tra gli enti locali interessati, anche il Consiglio Provinciale di Ravenna ha approvato il parco. Ora il Consiglio Regionale può procedere all’istituzione dello stesso: ci auguriamo che ciò avvenga senza ulteriori rinvii.

Il parco che si va a realizzare non è certo quello che volevano i gruppi speleologici, in particolare non tutto l’affioramento gessoso si trova in “zona di protezione generale”, inoltre l’organo di governo del parco stesso è eccessivamente subalterno alle amministrazioni locali non consentendo quindi una soddisfacente programmazione del territorio.

Comunque già da tempo abbiamo ritenuto condivisibile il progetto e lo abbiamo considerato un punto di partenza che può essere migliorato con il successivo “Piano territoriale del Parco”.

Ciò che ora ci aspettiamo è una politica di conservazione della natura resa comunque compatibile con la presenza e con l’attività dell’uomo.Occorre inoltre superare le troppe diffidenze e pregiudizi e questo può avvenire soltanto attraverso una partecipazione molto vasta, coinvolgendo, oltre alle amministrazioni locali, l’associazionismo ambientale ed in primo luogo quello speleologico (ricordiamo che il Parco della Vena del Gesso ha come principale distinzione la presenza di notevoli ambienti carsici: attualmente oltre 35 chilometri di grotte conosciute), la scuola, le imprese, e le professioni.

Deve poi giocare un ruolo primario il mondo scientifico, in particolare l’Università di Bologna, l’Istituto Nazionale di Speleologia, la Soprintendenza ai Beni Archeologici, nonché le strutture presenti in zona quali il Centro di Documentazione della Vena del Gesso di Riolo Terme e la Capanna Speleologica della Tanaccia.

La partecipazione dovrebbe essere intesa non solo come un atto amministrativo o, peggio ancora, come un modo per tutelare interessi particolari, ma come un importante momento di crescita del rapporto tra uomo e natura, ambiente e attività dell'uomo.

Con questo spirito i gruppi speleologici sono disponibili, se richiesto, a mettere a disposizione conoscenze e competenze, dando fin da ora la piena disponibilità, per la gestione del parco, alla pari degli altri soggetti coinvolti.

Si è più volte detto che il parco rappresenta un’opportunità di sviluppo e ricchezza. Noi pensiamo che possa essere, anche e soprattutto, un’importante occasione di crescita culturale, un luogo di ricerca e di studio del territorio, uno strumento di divulgazione delle conoscenze, per questo riteniamo che una parte importante delle risorse debba essere in tal senso indirizzata.

Pensiamo poi che sarebbe un grave errore concepire il parco della Vena del Gesso romagnola come parco divertimenti (per questo c’è Mirabilandia), un luogo cioè dove attrarre soltanto frotte di turisti (considerati come una mera risorsa economica).

La Vena del Gesso va concepita come un luogo di studio e approfondimento ambientale d’inestimabile valore storico e culturale, uno spazio nel quale riflettere sul rapporto uomo-natura come fondamentale elemento creativo e ricreativo.
Infine va sottolineato che la tutela di questo territorio non si esaurisce con la costituzione del Parco, restano aperti altri gravi problemi ed emergenze ambientali: l’invadente ricostruzione della Pieve di Monte Mauro e soprattutto la cava di Borgo Rivola. Quest’ultima è indubbiamente l’emergenza ambientale più grave della Vena del Gesso.

In questo senso va sottolineato che alcune cose sono state fatte per limitare l’irreversibile distruzione determinata dall’attività estrattiva, ma non bastano.

Occorre contenere l’attività di cava che, ribadiamo, deve continuare entro rigorose linee di protezione ambientale e sotto costante monitoraggio. Vanno, con maggiore rigore scientifico, definite le quantità di gesso estraibile e la precisa ubicazione del luogo di estrazione, compatibilmente con le esigenze di tutela ambientale. Vanno inoltre ricercate tutte le possibili alternative economiche che consentano di non distruggere un bene protetto dall’Unione Europea quali sono le grotte.

Non dobbiamo infatti dimenticare che la cava opera in un ambiente di eccezionale valore archeologico, basti pensare alla celeberrima “Grotta del Re Tiberio” ed ai due tra i più grandi sistemi carsici della Vena del Gesso.

Per questo ogni atto della Pubblica Amministrazione, deve, in via prioritaria, tutelare l’ambiente, invertendo quella tendenza che fino ad ora ha privilegiato principalmente gli interessi economici delle società BPB e Davillia. 

Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna

Speleo GAM Mezzano

Gruppo Speleologico Faentino

      
  
    

   

Speleo GAM Mezzano