AA.VV.- La collezione Scarabelli, 2 preistoria a cura di Marco Pacciarelli - Casalecchio di Reno (BO) - Novembre 1996
 

I MATERIALI DELL'ETA' DEL FERRO DELLA GROTTA DEL RE TIBERIO

Le ceramiche di importazione

di Maria Giovanna Bertani

Accanto al vasellame locale, 27 frammenti, appartenenti ad almeno 22 esemplari, attestano la presenza tra i materiali della grotta anche di più pregiate ceramiche di importazione, sia di produzione attica che di fabbrica etrusca.

La ceramica attica è rappresentata da due frammenti a figure rosse (D1) e da un fondo di stemless cup a vernice nera (E1).

I frammenti figurati (nn. 875-876), appartenenti con probabilità allo stesso coperchio di una lekane (o di una pisside), sono quanto resta di una classe che doveva essere ben più documentata, dal momento che "patere con figure dipinte di fattura greca" (Orsoni 1890) costituivano ancora nel 1872 uno dei souvenirs che i visitatori della grotta potevano acquistare dagli abitanti del luogo (cfr. Bertani, supra).

Il frammento maggiore, per il quale si propone una datazione al primo quarto del IV secolo a.C., presenta una decorazione ad animali, probabilmente affrontati (un cane e un cigno?), che costituisce un soggetto figurativo piuttosto diffuso nella produzione attica dalla fine del V secolo a.C. su piccoli recipienti o su parti accessorie (quali appunto i coperchi), ed è attestato in area padana, in particolare, da numerosi askoi della necropoli di Spina (Massei 1978); la forma della lekane, se è a questa che il frammento si deve riferire, è anch'essa frequente nel IV secolo a.C. nelle tombe di Spina, dove caratterizza i corredi femminili (Curti 1993, p. 292).

Appartiene invece alla produzione attica a vernice nera una stemless cup (n. 870) con piede modanato e decorazione impressa, ornata da quattro nitide palmette radiali a nove petali, irregolarmente alternate ad ovoli all'esterno di due circonferenze incise. Il tipo di piede è proprio di coppe, anche figurate, di pieno V secolo a.C. (Sparkes - Talcott 1970, pp. 102-104, fig. 5, tav. 22; CVA, Heidelberg, 4, tav. 181, n. 2) e in area padana si ritrova, tra l'altro, in un frammento a figure rosse da S. Polo (Damiani et al. 1992, p. 90, n. 604). In area romagnola un probabile frammento di stemless cup, datato agli ultimi decenni del V secolo a.C., è stato rinvenuto a Faenza, loc. S. Andrea in Panigale (Romagna 1981, p. 226, n. 90d.5), mentre altri frammenti di vasellame attico a vernice nera vengono, tra l'altro, da Dovadola (Prati 1996c, p. 331, fig. 194, 14), Covignano e Monte Faggeto (Romagna 1981, p. 325, n. 105.340; pp. 334-337, tav. 179).

Per quanto riguarda la produzione etrusca, i frammenti di skyphoi sovradipinti e i 21 frammenti a vernice nera attestano il pieno inserimento della valle del Senio in generale, e della grotta in particolare, nei circuiti commerciali che tra IV e III secolo a.C. collegavano l'Etruria settentrionale, e in particolare Volterra, all'area padana (Paoli - Parrini 1985, p. 183): a botteghe volterrane sono infatti da riferire tanto i frammenti sovradipinti, quanto la maggior parte del vasellame a vernice nera.

Gli skyphoi suddipinti (F1, nn. 949,1108; fig. 4, s.n. (23)) appartengono alla serie settentrionale del "Gruppo di Ferrara T. 585" (Sassatelli 1977; Jolivet 1980; Riccioni 1987; Bruni 1992, pp. 83-84, figg. 93-97, nota 190), i cui prodotti sono ampiamente diffusi in area padana da Spina (Massei 1978, passim; Riccioni 1987; Paoli - Parrini 1988, pp. 7072; Desantis 1993b, p. 308) a Ravenna (Bermond Montanari 1987, p. 380, n. 3a-b) e a Rimini (Maioli 1987, p. 384, fig. 3, nn. 3-6); da Sarsina (Ortalli 1988, p. 164, fig. 21) a Rocca S. Casciano (Prati 1996e, p. 337, figg. 198-199) a Monte Bibele (Aleotti et al. 1983, pp. 153-156, nn. 2-6); da Bologna (Vitali 1992, pp. 214-215, n. 5; p. 313, n. 8) fino a Este (Gamba 1987, p. 145, n. 693) e al Castellazzo della Garolda (Frontini 1987).

La ceramica a vernice nera (G) è rappresentata soprattutto (81 %) dalle forme potorie della kylix (o della ciotola) e dello skyphos, anche se in generale le dimensioni dei frammenti sono troppo ridotte per poterne proporre un inquadramento tipologico, e in diversi casi persino per identificare con precisione la forma d'appartenenza. La maggior parte dei frammenti (G1, nn. 860, 865, 869, 871-874, 930, 944-948; G4, n. 857) è caratterizzata da un'argilla fine, di colore nocciola o arancio-rosato, e da una vernice nera uniforme e spesso lucente, che ne rivelano la fabbrica etrusco-settentrionale (cfr. Montagna Pasquinucci 1972). L'esemplare più integro (G1, n. 930) è una kylix ad anse non ripiegate, della serie Morel 4115 (Morel 1981, p. 390, tav. 117): la forma è tra le più diffuse in quella che è stata definita la "facies delle vernici nere" di area padana (Vitali 1993, p. 73; carta di distribuzione in Giovagnetti 1991, p. 96, fig. 6), ed è accostabile in particolare, per il profilo del piede e la decorazione a sole rotellature, alle kylikes della prima fila della necropoli di Monte Tamburino, datate alla fine del terzo quarto del IV secolo a.C. (Vitali 1987, pp. 324-329, figg. 11-12). Analoga decorazione a sole rotellature e piede leggermente profilato ha anche il fondo n. 869, probabilmente appartenente ad una kylix dello stesso tipo, anche se lo stato di conservazione non consente di escludere che possa trattarsi di una ciotola; mentre due frammenti di orlo (G1, nn. 944-945) attestano la presenza di ciotole ad orlo ingrossato e distinto (Morel 1981, serie 2538, p. 181, tav. 54).

Altri frammenti a vernice nera sono invece riferibili con probabilità ad una produzione padana, spinetica (cfr. Paoli - Parrini 1988, pp. 117-120), e in particolare il fondo di ciotola n. 908 e lo skyphos n. 907, della serie Morel 4321 (Morel 1981, p. 306, tav. 127), caratterizzati da argilla pallida e da vernice nera opaca (cfr. Fiorentini 1963, pp. 10-11). La presenza di frammenti di produzione spinetica viene a comprovare l'esistenza di una direttrice commerciale che collegava la valle del Senio alla zona deltizia, costituendo un sostanziale proseguimento dell'asse transappenninico che metteva in relazione la zona con l'Etruria settentrionale (cfr. Sassatelli 1977; Vitali 1986, pp. 23-24), e lungo la quale possiamo ritenere transitati anche i prodotti attici.

Note

23 - Oltre ai due frammenti della collezione Scarabelli, un terzo frammento suddipinto, che conserva un breve tratto di due bande parallele, è conservato nella cassa senza provenienza più volte menzionata (cfr. Bertani, supra, nota 26).

D. Ceramica attica a figure rosse

D1. Coperchi

875. Piccolo frammento di coperchio di lekane (o pisside); argilla arancio; vernice nera lucente, uniforme; il lato decorato presenta linee e punti (piumaggio di volatile?); il lato opposto è verniciato; fr. Forse appartiene allo stesso coperchio del n. 876.

876. Frammento di coperchio di lekane (o pisside) a figure rosse; argilla arancio, compatta; vernice nera lucente, uniforme; sul lato a vista restano il muso e il collo di un cane, con collare a punti, volto verso destra, forse affrontato ad un volatile (un cigno?) volto a sinistra, di cui sembra di riconoscere parte della testa e del becco; una doppia fascia - a risparmio e sovradipinta in rosso opaco - chiude in alto la figurazione, circondando la presa; il lato opposto è interamente verniciato; fr. Per soggetto e resa della decorazione il frammento è accostabile in particolare ad alcuni askoi, forma sulla quale questo genere di figurazione è molto diffuso: cfr., tra gli altri, CVA, Stuttgart, 1, tav. 29, nn. 5 e 7; CVA, University of Reading, 1, tav. 27, n. 5a-b; Curti 1993, p. 298, n. 389; Sassatelli 1993, pp. 99-100, n. 124, con altri riferimenti. Tra i coperchi di pissidi o di lekanai con analogo tema cfr. inoltre CVA, Wien, Sammlung Matsch, tav. 8, nn. 10-11; CVA, Wurzburg, 2. tav. 32. nn. 2-5. Primo quarto del IV sec. a.C. [1/2]

E. Ceramica attica a vernice nera

E1. Stemless cups

870. Stemless cup; vasca a profilo arrotondato; fondo interno appena concavo; piede ad anello con profilo a doppia modanatura; argilla nocciola, compatta; vernice nera con riflessi argentei, uniforme; all'interno, al centro della vasca, decorazione a stampiglia con quattro palmette alternate a serie di ovoli, disposte con qualche irregolarità all'esterno di due sottili circonferenze concentriche incise a compasso; a risparmio la base d'appoggio del piede e il fondo esterno, che presenta al centro un punto entro due circonferenze concentriche a vernice, di cui quella esterna bruna per diluizione; fr. Cfr. per la forma CVA, Heidelberg, 4, tav. 181, n. 2; Sparkes-Talcott 1970, fig. 5 n. 487, tav. 22; per la decorazione ibidem, tav. 49, n. 468. Ultimi decenni del V sec. a.C.

F. Ceramica etrusca sovradipinta

F1.Skyphoi

Dagli scavi Lanzoni

949. Skyphos sovradipinto; vasca profonda; parete a profilo leggermente convesso; orlo obliquo all'interno; argilla beige-arancio, compatta; vernice nera, a tratti lucente, spessa e uniforme; sovradipintura rossa opaca, diluita in modo disomogeneo; una solcatura all'interno, alla base dell'orlo; interamente verniciato; della decorazione resta la porzione sommitale del collo di un cigno di profilo verso sinistra e parte del piumaggio delle ali, reso a pennellate ampie e corsive; fr. Forma Morel 1981, serie 4321 (p. 306, tav. 127); serie settentrionale del "Gruppo di Ferrara T. 585" (Riccioni 1987). Fine IV-inizi III sec. a.C. [2/3]

1108. Skyphos sovradipinto; parete a profilo leggermente convesso; argilla beige-arancio, compatta; vernice nera, a tratti lucente, spessa e uniforme; sovradipintura rossa opaca, piuttosto spessa e omogenea; interamente verniciato; della decorazione suddipinta restano due linee verticali (corpo del cigno?; stelo di palmetta?) e parte della cornice inferiore, a doppia fascia; fr. Probabilmente appartenente allo stesso skyphos del n. 949.

G. Ceramica etrusca a vernice nera

G1. Kylikes/Ciotole

860. Kylix; vasca a profilo arrotondato; labbro diritto; orlo appena obliquo all'interno, arrotondato; accenno di attacco di ansa; argilla nocciola; vernice nera, a tratti lucente, spessa e uniforme; tracce circolari di lisciatura attorno all'attacco dell'ansa; fr.

865. Ansa di kylix (o skyphos), a sezione circolare; argilla rosata; vernice bruna; fr; nd.

869. Ciotola o kylix; vasca a profilo arrotondato; piede ad anello con cordolo sottile all'attacco della vasca; argilla arancio, compatta; vernice nera, a tratti lucente, spessa e uniforme; all'interno, al centro della vasca, rotellature a spirale in cinque/sei file, di dimensioni progressivamente crescenti; a risparmio la base d'appoggio del piede e il fondo esterno, che presenta al centro una circonferenza irregolare dipinta, con sbavature; fr. ["Frammento di tazza Etrusca - 1873 D. Zauli"].

871. Ciotola o kylix; orlo arrotondato con tratto di parete rettilinea; argilla arancio-rosata; vernice nera lucente, spessa e uniforme; fr.

872. Ciotola o kylix; vasca a profilo arrotondato; labbro diritto; orlo appena obliquo all'interno, arrotondato; argilla grigio-beige; vernice nera, lucente all'interno della vasca, uniforme; fr.

873. Ciotola o kylix; vasca a profilo arrotondato; labbro diritto; orlo leggermente ingrossato, arrotondato; argilla beige; vernice nera, piuttosto lucente, spessa e uniforme; fr.

874. Kylix; orlo leggermente ingrossato, obliquo all'interno; ansa orizzontale a bastoncello, a profilo triangolare arrotondato; argilla beige; vernice nera, piuttosto lucente, spessa e uniforme; fr.

908. Ciotola; vasca troncoconica a profilo appena convesso; fondo interno concavo; piede ad anello, alto internamente; argilla pallida, tendente al verdastro; vernice nera, opaca, con ampie abrasioni: fr.

930. Kylix ad anse non ripiegate; vasca a profilo arrotondato; labbro diritto; orlo appena arrotondato; fondo interno concavo; piede ad anello, modanato esternamente; anse orizzontali a bastoncello, a profilo triangolare arrotondato; argilla arancio-rosata; vernice nera piuttosto lucente, con riflessi bluastri, spessa e uniforme sulla vasca, più diluita sul piede; all'interno, al centro della vasca, solcatura circolare a compasso entro rotellature a spirale in sei/sette file, di dimensioni progressivamente crescenti; a risparmio la base d'appoggio del piede e il fondo esterno, che presenta al centro una circonferenza irregolare dipinta, con sbavature; ri e it. Cfr. Morel 1981, serie 4115 (p. 390, tav. 117). Ultimi decenni del IV sec. a.C. [Frammento di Vaso Etrusco]. [1/3]

Dagli scavi Lanzoni

944. Ciotola; parete a profilo convesso; orlo leggermente ingrossato, distinto da una solcatura; argilla arancio-rosata; vernice nera lucente, con riflessi argentei, spessa e uniforme; fr; nd.

945. Orlo di ciotola; come il precedente; fr. nd. Cfr. Morel 1981, serie 2538 (p. 181, tav. 54).

946. Frammento di parete di forma aperta; argilla beige; vernice nera lucente, con riflessi argentei, spessa e uniforme; fr; nd.

947. Kylix; parete a profilo convesso; orlo arrotondato; argilla beige; vernice nera con riflessi argentei, spessa e uniforme; tracce concentriche di lisciatura in corrispondenza dell'attacco dell'ansa; fr; nd.

948. Ansa di kylix, ad orecchia a sezione circolare; argilla arancio; vernice nera abbastanza lucente, uniforme; fr; nd.

G2. Skyphoi

907. Skyphos; corpo a profilo concavo; fondo interno concavo; piede ad anello; argilla pallida, grigio-beige; vernice nera, opaca, tendente al verdastro all'interno, diluita e rossastra all'esterno nella parte inferiore del corpo e sulla costa del piede; a risparmio una fascia all'attacco del piede e il fondo esterno; fr. Cfr. Morel 1981, serie 4321 (p. 306, tav. 127). Fine IV-inizi III sec. a.C.

G3. Anforette (?)

1026+1106. Frammento di anforetta (?); spalla arrotondata; labbro rettilineo svasato; orlo arrotondato; ansa verticale, a nastro, impostata appena sotto l'orlo e sulla spalla; argilla beige, a tratti arrossata in frattura; vernice nero-olivastra, lucente, con riflessi argentei, stesa uniformemente sull'intera superficie esterna e su parte di quella interna, fino all'altezza della spalla; fr e ri; nd.

G4. Pareti/Piedi

857. Frammento di parete pertinente a forma aperta; argilla beige; vernice nera lucente, con riflessi argentei, spessa e uniforme; fr; nd.

864. Frammento di parete pertinente a forma chiusa; argilla bruno-grigia; vernice nera opaca; uniforme; marcati segni di tornitura sulla superficie interna; fr; nd.

866. Frammento di piede a stelo; base ad anello, con due sottili solcature all'esterno; argilla biancastra; vernice nero-olivastra; opaca, uniforme; fr.

Dagli scavi Lanzoni

943. Frammento di parete pertinente a forma chiusa; profilo leggermente convesso; argilla biancastra; vernice tendente al verdastro, opaca, uniforme; due sottili solcature parallele sulla parete esterna; interno non verniciato, con chiari segni di tornitura; fr; nd. Probabilmente appartenente allo stesso pezzo del n. 1107.

1107. Frammento di parete di forma chiusa; profilo leggermente convesso; argilla biancastra; vernice tendente al verdastro, opaca, uniforme; quattro sottili soleature sostanzialmente parallele sulla parete esterna; interno non verniciato, con chiari segni di tornitura; fr; nd. Probabilmente appartenente allo stesso pezzo del n. 943.

      

Speleo GAM Mezzano (RA)