| LE AREE CARSICHE GESSOSE D'ITALIA - Istituto Italiano di Speleologia - Memoria XIV, s. II (2003) | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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TUTELA E
VALORIZZAZIONE DELLE AREE CARSICHE ITALIANE NELLE ROCCE EVAPORITICHE: PROBLEMI
E PROSPETTIVE David Bianco (Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa) Marcello Panzica La Manna (Regione Siciliana - Assessorato Territorio e Ambiente, Via U. La Malfa, 169 - 90147 Palermo) Ugo
Sauro (Dipartimento di Geografia dell'Università di Padova) Riassunto In
Italia le formazioni evaporitiche affiorano su estensioni
percentualmente molto modeste (intorno all' 1 % del territorio
nazionale). Negli ultimi anni, essendosi consolidato un maggiore
interesse verso i fenomeni carsici in questi litotipi, è cresciuta la
consapevolezza della loro importanza naturalistico-ambientale e
culturale. La tutela degli ambienti nelle rocce evaporitiche, vista la
loro costante modesta estensione areale, implica il concetto di «difesa
dei relativi ambienti» nei confronti di tutti gli interventi che
potrebbero in qualche modo alterarne in modo grave o irreversibile gli
ecosistemi gessosi. In ogni caso, punto fondamentale nella strategia di
pianificazione è quello del coinvolgimento della popolazione che deve
diventare la vera protagonista della gestione della aree protette. Nel
presente lavoro dopo aver passato in rassegna gli strumenti legislativi
nazionali e regionali attualmente utilizzabili nella salvaguardia di
queste aree viene anche fornito un elenco aggiornato delle aree carsiche
gessose attualmente protette nel nostro paese. Parole
chiave: ambienti carsici nelle evaporiti, geo-ecosistemi e geositi
carsici, protezione, sviluppo sostenibile, Italia, aree protette, sito
d'importanza comunitaria Abstract In
Italy the evaporitic outcrops have a very limited extension (corresponding
to less than 1 % of the national territory). In the last few decades the
interest toward the karst phenomena in these litotypes grew rapidly as
well as the knowledge of their importance in the environmental and
cultural fields. Owing their scarce dimension, the safeguard of the
evaporitic outcrops necessarily implies the concept of the protection of
the whole related environments toward any possible action which may
spoil the gypsum ecosystems in an unrecoverable manner. In any case a
strategic point when planning the management of a protected area is to
involve the inhabitants directly in the management itself. In the
present paper, after a short overview on the existing national and
regional loyal ways to protect these areas, an updated list of the
Italian gypsum karst areas actually transformed into natural park or
preserves is given. Keywords: evaporitic karst environments, karstgeo-ecosystems and geo-sites, protection, sustainable development, Italy. Le
Aree Carsiche nelle Evaporiti - Motivazioni e metodi di tutela e
valorizzazione In
questo capitolo vengono affrontati gli aspetti della tutela e
valorizzazione delle aree carsiche in rocce evaporitiche presenti nel
territorio italiano. Nella trattazione di questo argomento bisogna
considerare che tra le rocce evaporitiche, che sono rappresentate da
litotipi di varia natura quali il salgemma ed altri sali solubili
(potassici, magnesiaci, ecc.), il calcare e il gesso, quest'ultimo
costituisce certamente la roccia di maggiore importanza sia per
l'estensione degli affioramenti che per le morfologie carsiche presenti. In
Italia le formazioni rocciose di tipo evaporitico affiorano su
estensioni percentualmente molto modeste (intorno all' 1 % del
territorio nazionale). Tuttavia, la loro estensione reale, come
formazioni sepolte, è di gran lunga maggiore. La presenza relativamente
scarsa di queste rocce in superficie si spiega in parte con la loro
elevata solubilità in natura, che per i gessi è circa 10 volte
superiore a quella dei calcari e per il salgemma circa 1000 volte,
catatteristica che ne facilita una rapida erosione di tipo «chimico».
Per questo stesso motivo mentre gli affioramenti di rocce gessose sono
abbastanza estesi, quelli di salgemma sono rarissimi e pressoché
puntiformi. Queste
rocce e i relativi ambienti rivestono, tuttavia, un'importanza
considerevole dal punto di vista naturalistico-ambientale ed economico.
Le formazioni gessose oltre a fornire pietre da costruzione sono fonte
di composti ed elementi chimici come il solfato di calcio e lo zolfo. Il
salgemma ed i composti chimici associati sono importanti per l'industria
chimica ed alimentare. Le caratteristiche litologiche si riflettono sui
caratteri delle acque sotterranee, dei suoli e degli ambienti vegetali
associati. I contesti geologici in cui le evaporiti sono inserite sono
particolarmente interessanti dal punto di vista delle ricostruzioni
paleogeografiche. I processi morfodinamici che si esplicano su questi
litotipi portano allo sviluppo di paesaggi molto suggestivi, i quali
possono essere considerati tipi specifici di paesaggi carsici, con le
relative componenti superficiali e sotterranee. I
livelli e le lenti argillose spesso associate a queste formazioni
costituiscono il «parent material» per lo sviluppo dei suoli che
presentano una buona fertilità, come è documentato dall'uso agrario
per la coltivazione di cereali, di vigneti e di frutteti. Negli
ultimi anni, essendosi consolidato un maggiore interesse verso i
fenomeni carsici nelle aree evaporitiche, è cresciuta la consapevolezza
sulla loro importanza naturalisticoambientale e culturale, così come
nei tempi precedenti era già avvenuto per le più note aree carsiche in
rocce carbonatiche. Questi
ambienti hanno infatti attirato la curiosità di studiosi, naturalisti,
ambientalisti ed amministratori pubblici, divenendo oggetto di
interventi rivolti alla loro tutela e valorizzazione, quali
l'istituzione di specifici Parchi e Riserve naturali. Le
motivazioni che inducono a considerare le rocce evaporitiche, ed i
fenomeni geomorfologici ad esse associati, meritevoli di tutela e
valorizzazione culturale sono molteplici e tra questi citiamo i
seguenti: -
relativa «rarità» delle aree carsiche in rocce evaporitiche nel
contesto del nostro Paese e più ancora nel quadro dell'Europa e del
Mediterraneo; -
singolarità dei paesaggi, che talora comprendono una grande varietà di
forme distinguibili sia sulla base dei meccanismi genetici, sia per gli
aspetti dimensionali, tali da renderli un mosaico e un caleidoscopico
insieme, dove si riconoscono sovrapposizioni e compenetrazioni che
esprimono la complessa dinamica ambientale in atto; -
presenza di particolari associazioni di organismi vegetali ed animali,
che conferiscono a questi ambienti caratteristiche uniche; -
presenza di elementi di rilevante interesse geomorfologico, tra cui veri
e propri monumenti naturali, in forma di grotte, grandi conche chiuse,
valli cieche con inghiottitoi, campi di Karren che talora comprendono
forme esclusive legate a tipi specifici di roccia, come le «bolle» dei
gessi; -
evidenza nel paesaggio di segni che esprimono la storia del rapporto
uomo-ambiente e l'utilizzo delle risorse; tra questi segni ci sono anche
testimonianze archeologiche come, ad esempio, necropoli scavate nelle
pareti gessose. Tuttavia sarebbe sbagliato focalizzare la propria
attenzione soltanto su alcune peculiarità di questi ambienti, che vanno
invece considerati nella loro complessità. Gli interventi volti alla
tutela ambientale vanno inquadrati in un contesto che partendo dal
particolare giunga al generale. Gli
approcci possibili sono i seguenti: -individuazione di geositi e biositi;
-individuazione di geo-ecosistemi; -creazione di ecomusei. Per
«geosito» si intende un elemento «geologico in senso lato» e
pertanto anche geomorfologico, speleologico, ecc., di rilevante
interesse dal punto di vista del paesaggio naturale e/o della storia
geologica, geomorfologica ed ambientale di un determinato territorio.
Tale elemento, inserito nel contesto della litosfera, deve essere
accessibile ad eventuali visitatori e/o studiosi. Alcuni geositi sono
veri e propri monumenti naturali in grado di offrire a realtà locali
particolari possibilità di sviluppo, anche economico; altri invece, pur
non possedendo requisiti di spettacolarità, rappresentano contenitori
di informazioni paleo-ambientali, o elementi significativi per la storia
della ricerca e della scoperta della natura da parte dell'uomo. I
biositi sono analoghi ai geositi ma sono relativi ad aspetti particolari
della biosfera. Per
geo-ecosistema si intende un sistema naturale complesso caratterizzato
da una sua struttura, una sua «composizione ed una sua dinamica,
strettamente correlate tra di loro. Nel caso dei geo-ecosistemi carsici
la struttura fondamentale è rappresentata dalla roccia solubile con la
sua conformazione geologica e geomorfologica. Nella sua composizione
entra anche l'acqua, l'atmosfera, il suolo e la porzione di biosfera che
si trova ospitata nello stesso geo-sistema. I principali motori del
sistema sono da un lato il flusso di energia radiante proveniente dal
Sole e dall'altro l'acqua che interagisce con l'atmosfera, il suolo e la
biosfera e che nel tempo modifica le caratteristiche del geo-ecosistema. Per
ecomuseo si intende un «sistema territoriale ed ambientale» composto
da elementi sia naturali, sia antropici, nel quale si possono
riconoscere con evidenza aspetti caratteristici della storia del
rapporto uomo-ambiente. Tali aspetti devono configurarsi come motivi
unificanti nel contesto dell'ambiente, del paesaggio e della cultura
della popolazione dello stesso territorio, in grado di stimolare
processi di apprendimento nell'ambito della relativa unità geografica.
Pertanto «ecomuseo» può essere un «geo-ecosistema» complesso o un
sistema di «geo-ecosistemi», visti dal punto di vista della storia del
rapporto uomo-ambiente e della stratificazione dei segni di questa
storia nel paesaggio, ed infine anche geo-ecosistema nella cui dinamica
l'uomo abbia assunto un ruolo fondamentale. La tutela degli ambienti
nelle rocce evaporitiche, implica il concetto di «difesa dei relativi
ambienti» nei confronti di tutte le minacce e gli interventi che
potrebbero in qualche modo alterarne in modo grave o irreversibile i
caratteri e la dinamica. Per
fare questo è indispensabile individuare strategie di sostegno ad
attività economiche tradizionali che trovano la loro espressione
nell'ambiente e nel paesaggio, e nel contempo promuovere altre attività
che si integrino con le precedenti senza comprometterne gli equilibri e
la dinamica ambientale e causare una perdita significativa di elementi
del patrimonio naturale, paesaggistico e culturale. In
un'ottica operativa si può procedere con diversi tipi di interventi,
senza tuttavia mai perdere la visione d'insieme. Se
si ritiene che solo certe aree siano meritevoli di protezione è
corretto procedere alla costituzione di Riserve naturali relative a
geositi o biositi appositamente individuati, meritevoli di
valorizzazione dai punti di vista della ricerca scientifica e del
turismo scolastico e culturale. Se
si intende, invece, focalizzare l'attenzione verso gli aspetti sistemici
di un'unità geografica più ampia si può procedere alla costituzione
di un Parco naturale, il quale può essere relativo ad un gruppo
montuoso, ad un bacino o fluviale o lacustre, o a un qualsiasi altro
geo-ecosistema meritevole di valorizzazione soprattutto dai punti di
vista naturalistici ed ambientali. Infine,
quando si individuano come principali motivi di interesse aspetti del
rapporto uomo-ambiente e dell'uso delle risorse, si può procedere alla
promozione di ecomusei, valorizzando il patrimonio ambientale,
paesaggistico e culturale nell'ottica di uno sviluppo sostenibile.
Questi tre tipi di approccio alla tutela e promozione del patrimonio
naturalistico, ambientale e culturale, non si escludono a vicenda. Così
un parco può essere costituito da un sistema di riserve rappresentate
da geositi e biositi, oppure, in un parco possono essere individuate
riserve meritevoli di piani ambientali specifici. Un Parco naturale può
anche essere parte o coincidere in tutto o parzialmente con un
eco-museo. In
ogni caso, punto fondamentale da tenere sempre presente nella strategia
di intervento e di pianificazione di queste aree è quello del
coinvolgimento della popolazione che deve diventare la vera protagonista
della gestione della aree protette. Le
Aree Carsiche nelle Evaporiti in Italia - Un patrimonio da tutelare e
valorizzare Senza
dubbio le aree italiane nelle evaporiti sono molto varie dai punti di
vista geologico, geomorfologico ed ambientale. La varietà di formazioni
evaporitiche che vanno dal Paleozoico al Cenozoico ed i diversi contesti
morfotettonici ed ambientali in cui queste formazioni sono inserite
conferiscono all'insieme di queste aree un interesse eccezionale dai
punti di vista naturalistico e paesaggistico e della storia del rapporto
uomo-ambiente. È possibile individuare numerosi geositi, geoecosistemi
ed ecomusei meritevoli di specifici progetti di tutela e di
valorizzazione. Il
quadro attuale degli interventi di tutela del patrimonio carsico in
rocce evaporitiche nel territorio italiano presenta notevoli differenze
tra le diverse regioni. In primo luogo può certamente affermarsi che
gli interventi di tutela di maggiore rilievo insistono in quelle aree in
cui i fenomeni risultano più diffusi e maggiormente conosciuti, sia dai
ricercatori che dagli speleologi e dai naturalisti in senso lato.
Preliminarmente bisogna distinguere gli strumenti normativi di tutela
dei fenomeni carsici nelle evaporiti in due differenti categorie: - strumenti di tutela indiretti; -
strumenti di tutela diretti. Nel
primo gruppo vanno inseriti tutti quegli atti normativi (leggi,
direttive, decreti, ordinanze...) di ambito comunitario, nazionale e/o
locale, che pur non riguardando le aree evaporitiche consentono una loro
tutela perché rivolti a beni naturali e culturali ad esse associati. Al
riguardo si possono citare: - la direttiva europea Habitat (n° 92/43
CEE) e relativi atti di recepimento nazionali. Tale norma consente
l'individuazione di una serie di Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.)
finalizzati alla salvaguardia di particolari habitat e di specie animali
e vegetali ad essi connessi. In Italia sono stati individuati 2523 siti
(D.M. 3/4/2000), tra i quali numerosi comprendono aree evaporitiche. Per
quanto riguarda questa particolare normativa di tutela si evidenzia che
tra gli habitat di interesse sono ricomprese le "steppe
gessose", "le grotte non ancora sfruttate a livello
turistico" oppure specie animali quali i "chirotteri"; -
le norme nazionali in materia di tutela dei beni ambientali e culturali
(ora riunite nel testo unico del D. Lgs. 29/10/1999, n. 490), che
tramite specifici "vincoli" permettono la salvaguardia di
emergenze di particolare pregio paesaggistico e/o di siti e reperti
archeologici spesso presenti all'interno di aree e grotte in rocce
gessose; -
l'istituzione di Parchi naturali, Nazionali o Regionali, all'interno dei
quali sono comprese aree carsiche in rocce evaporitiche, che pertanto
godono di regimi di salvaguardia previsti per la tutela dell'ambiente
naturale nella sua interezza. Gli
strumenti normativi di tutela diretti sono quelli appositamente
individuati per la specifica salvaguardia di emergenze carsiche e
naturalistiche in rocce evaporitiche. Tali atti normativi sono
riconducibili prevalentemente all'istituzione di appositi Parchi e
Riserve naturali a livello regionale, presenti esclusivamente nelle
regioni Emilia Romagna e Sicilia. Di
seguito si propone una tabella esemplificativa dei diversi interventi di
tutela che riguardano aree evaporitiche del territorio italiano. Ipotesi
di nuovi interventi e considerazioni conclusive Nelle
pagine precedenti sono state affrontate le motivazioni e le metodologie
che permettono una adeguata salvaguardia delle aree carsiche in rocce
evaporitiche, con particolare riguardo alla specifica situazione
italiana. Lo stato attuale degli interventi di tutela di tali aree risulta ancora frammentario considerato che, salvo casi eccezionali, questi interessano per la maggior parte singoli geositi, spesso di limitate estensioni. Sulla base di tale considerazione sarebbe pertanto necessario che la problematica della tutela delle aree carsiche evaporitiche venisse affrontata in un'ottica di sistema, con l'individuazione di una rete di aree protette. Queste potrebbero essere finalizzate da un lato alla salvaguardia delle emergenze di maggiore valenza naturalistica, scientifica e ambientale, dall'altro allo sviluppo di attività a basso impatto in aree tradizionalmente depresse dal punto di vista economico, specie se ubicate nelle regioni meridionali e in particolare in Sicilia. Dagli strumenti di tutela potrebbero derivare infatti significativi incentivi per la creazione di circuiti turistici dedicati alla conoscenza integrata degli ambienti naturali (nelle componenti biotiche e abiotiche), delle emergenze storico-archeologiche, dell'agricoltura tradizionale e delle attività minerarie legate allo sfruttamento dello zolfo e dei sali, sviluppatesi negli ultimi due secoli. Per quanto riguarda lo specifico caso della Sicilia, che possiede la maggiore estensione di affioramenti evaporitici dell'intero Paese (oltre 1000 km2) e la più vasta gamma di forme carsiche superficiali e sotterranee situate in un contesto climatico ed ambientale tipicamente mediterraneo, potrebbe realisticamente ipotizzarsi la creazione di un vero e proprio Parco delle evaporiti che possiederebbe tutti i requisiti per essere poi proposto sia come elemento del World Heritage list dell'UNESCO, sia come riserva della biosfera. Particolare attenzione dovrà essere posta in futuro alla rete europea destinata alla tutela della biodiversità continentale, ossia la Rete Natura 2000, prevista dalla Direttiva Habitat n° 92/43 CEE e costituita dall'insieme dei Siti di interesse comunitario (SIC) e delle Zone di protezione speciale ZPS). La costituzione - tutt'ora in corso - di questo importante sistema dovrebbe consentire di dare maggiore forza ed organicità alle politiche di tutela e valorizzazione delle emergenze ambientali, pur nel rispetto delle peculiarità e specificità locali. L'Unione Europea riserva infatti particolare attenzione alle aree in cui si sono individuate significative presenze di habitat e specie animali e vegetali ritenute di interesse comunitario. Occorre dunque ricordare che buona parte delle aree carsiche gessose italiane ricade all'interno di Siti di importanza comunitaria proprio perché in tali aree troviamo habitat e specie animali di importanza internazionale (si pensi ad esempio ai Chirotteri troglofili). Per la tutela della biodiversità europea è stato anche predisposto uno apposito strumento finanziario denominato "Life Natura" grazie al quale e possibile realizzare progetti di conservazione nell'ambito della Rete Natura 2000. In Emilia Romagna sono già stati finanziati due i progetti Life Natura per la tutela di habitat e specie animali presenti in aree gessose (Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, Riserva Naturale di Onferno). Certamente nei prossimi anni anche altre aree gessose verranno interessate da questo tipo di progetti; è particolarmente auspicabile che più aree carsiche vengano interessate dallo stesso progetto per dare maggiore risalto al tema della "Rete" e sviluppare proficue collaborazioni e partnership tra tutti i possibili interessati (Enti di gestione di aree protette, Enti locali, Gruppi speleologici, Università, Associazioni, ...). La tipologia di interventi che sarà possibile realizzare nell'ambito di tali progetti è estremamente varia: protezione delle cavità carsiche, realizzazione di programmi di monitoraggi, stipula di affitti/convenzione con le proprietà, acquisizioni di aree di particolare pregio, etc. Dal momento che, come sopra ricordato, la gran parte delle aree gessose nazionali ricade all'interno di Siti di importanza comunitaria, sarà quindi possibile e opportuno utilizzare anche il "Life Natura" per raggiungere, preferibilmente con un pieno coinvolgimento delle comunità locali, i ben noti obiettivi di conservazione e valorizzazione. |
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Nota bene: all'interno dei Parchi e delle Riserve Naturali sono stati individuati numerosi Siti di importanza comunitaria. |
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Bibliografia CASTIGLIONI
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dell'Università di Messina. (carta diffusa in poche copie). FERRARESE
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T., MADONIA, G., PALMERI, A., SAURO, U., 2001 - Atlante dei Karren nelle
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Speleo GAM Mezzano (RA)