| LE AREE CARSICHE GESSOSE D'ITALIA - Istituto Italiano di Speleologia - Memoria XIV, s. II (2003) |
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INTRODUZIONE |
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Paolo Forti (Istituto Italiano di speleologia, via Zamboni, 67 - 40126 Bologna, Italia - forti@geomin.unibo.it) |
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Nel
1917 vedeva la luce la monografia "Fenomeni Carsici nelle
Regioni Gessose d Italia" a firma di Olinto Marinelli, che
rappresentava il primo tentativo di descrizione organica delle
conoscenze sul carsismo epigeo ed ipogeo nei gessi del nostro paese. In
realtà allora le esplorazioni speleologiche nei gessi erano ancora
assolutamente sporadiche e limitate a piccolissime zone; inoltre
pochissimo si conosceva delle morfologie epigee ed ipogee
caratteristiche dei gessi e ancora meno dei processi che ne
determinavano lo sviluppo. Se
si eccettuavano infatti alcune rare e scarne descrizioni presenti in
pubblicazioni non specifiche, nessuna ricerca era stata sviluppata nelle
aree carsiche gessose sino alla fine del 1800. Questa
mancanza di interesse verso gli affioramenti evaporitici derivava
direttamente dal fatto che era convinzione generale che i fenomeni
carsici non potessero svilupparsi altro che nelle rocce calcaree:
pertanto la situazione italiana in questo campo era assolutamente
simile, se non forse addirittura un po' migliore, a quella nel resto del
mondo. Infatti proprio nel nostro Paese, nell'ultima decade del 1800 e
nei primi 15-20 anni del 1900 si iniziarono a sviluppare studi e
ricerche che permisero di evidenziare come varie aree gessose d'Italia
fossero molto interessanti per i fenomeni carsici epigei ed ipogei
ospitati. L'opera
del Marinelli ha rappresentato appunto il momento di sintesi di questo
fervore esplorativo dei primi anni del 1900 ed ha mantenuto intatta la
sua validità per oltre 50 anni. Infatti
il periodo che va dalla fine della prima guerra mondale alla fine degli
anni '60 vedeva in tutto il mondo un vistoso calo di attenzione verso le
grotte ed i fenomeni carsici in gesso a causa del fatto che le
migliorate tecniche esplorative rendevano più interessanti e avvincenti
le ricerche nei profondi abissi nei calcari. In questo lasso di tempo
esclusivamente nell'Emilia Romagna le esplorazioni continuarono a
rivolgersi ai gessi, anche e soprattutto per l'assenza in tale regione
di aree carsiche in calcare. Negli
anni '70, grazie alle ricerche effettuate essenzialmente nei Gessi
Bolognesi, che avevano portato alla descrizione di meccanismi
speleogenetici completamente nuovi e di forme sia erosive che
deposizionali assolutamente peculiari, l'interesse verso i fenomeni
carsici in questi litotipi tornò ad aumentare, coinvolgendo nel tempo
anche ricercatori e speleologi di altre regioni. Un
primo salto qualitativo si ebbe nel 1985 quando si svolse a Bologna il
"Primo Simposio Internazionale sul Carsismo nelle Evaporiti",
con la partecipazione di specialisti provenienti da 12 Paesi di 3
continenti. Grazie anche a questa manifestazione la Sezione Carsismo del
Gruppo Nazionale di Geografia Fisica e Geomorfologia organizzò una
serie di stage, cui parteciparono di volta in volta alcune diecine di
ricercatori di differenti università italiane, allo scopo di effettuare
studi multidisciplinari in aree carsiche gessose. Tali stage portarono
alla pubblicazione, nell'ambito delle Memorie dell'Istituto Italiano di
Speleologia, di tre differenti monografie: "I Gessi di Santa
Ninfa (Trapani)" (1989), "L'area carsica delle Vigne
(Verzino, Crotone)" (1998) e infine "L'area carsica di
Borzano (Albinea - Reggio Emilia)" (2001). Recentissimamente
poi si è scoperto che le aree carsiche gessose possono essere
addirittura più sensibili alle variazioni microclimatiche di quelle
carbonatiche e pertanto potrebbero diventare luogo preferenziale per lo
studio dei mutamenti climatici in atto nel nostro pianeta. Parallelamente
all'aumento dell'interesse scientifico le aree carsiche gessose d'Italia
hanno visto crescere enormemente il numero delle esplorazioni
speleologiche, tanto che, attualmente, non esistono praticamente Regioni
in cui non siano stati descritti fenomeni carsici epigei e/o ipogei in
questo litotipo, anche se le differenze nelle conoscenze sono ancora
estremamente elevate da area ad area: a conferma della rilevanza delle
esplorazioni speleologiche condotte nel nostro Paese va qui ricordato
che attualmente all'Italia appartiene il record di profondità in gesso
con 265 metri (Sistema di Monte Caldina, Reggio Emilia). Infine,
in questi ultimi anni, le aree carsiche gessose con i loro peculiari
ecosistemi sono state riconosciute di estrema importanza naturalistica,
tanto che varie di esse sono state trasformate in Parchi o Riserve
Naturali. Per tutti questi motivi si è ritenuto logico realizzare, in
occasione del Secondo Simposio Internazionale sul Carsismo nelle
Evaporiti, una monografia che facesse il punto delle conoscenze attuali
sulle aree carsiche gessose d'Italia. A
differenza della monografia del Marinelli, che trattava quasi
esclusivamente l'aspetto geografico e geomorfologico di queste aree, nel
presente volume si sono considerati anche altri aspetti, da quello
biologico a quello paleontologico, da quello archeologico a quello della
fruizione sociale. La
monografia è suddivisa in due parti nella prima delle quali i fenomeni
carsici nei gessi italiani vengono inquadrati nel loro complesso, mentre
la seconda è costituita dalla descrizione puntuale di tali fenomeni
Regione per Regione. La speranza degli Autori è che questa opera possa in futuro suscitare un sempre maggior interesse attorno alle aree carsiche gessose non solo in Italia ma in tutto il resto del mondo, anche e soprattutto per una loro migliore conservazione e salvaguardia. |
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The
monography "Fenomeni Carsici nelle Regioni gessose d Italia" (Karst
Phenomena in the Gypsum regions of Italy) by Olinto Marinelli saw the
light in 1917. It was the first attempt at describing the knowledge in
an organic way on both surface and deep karst in the gypsum outcrops of
Italy. At that time, speleological exploration of gypsum was still quite
sporadic and limited to very small areas, therefore, very little was
known on either surface or underground morphology typical of gypsum, and
even less on the processes which determined their development. Apart
from rare and short descriptions found in non-specific publications, no
research was carried out in the gypsum karst regions until the end of
the 1800's. This lack of interest towards evaporitic outcrops was due to
the generally held conviction that the karst phenomenon could develop
only in limestone rocks. Therefore, the Italian situation was the same
as, or perhaps a little better, than the rest of the world. However, in
the last decade of the 1800's and the first 1520 years of the 1900's, it
was indeed in our country that studies were carried out which
demonstrated how several Italian gypsum areas were very interesting
because of the karst phenomena found there. Marinelli's
work represented the synthesis of the explorative fervour of the first
years of the 1900's and it maintained its validity for over 50 years.
The period of time that went from the end of the First World War to the
end of the 60's saw, all over the world, a diminished interest for caves
and karst phenomena in gypsum; this was caused by the improved
explorative techniques which made research in the limestone abysses more
interesting and captivating. During this time, exploration of gypsum
only continued in Emilia Romagna, principally because of the absence of
karst areas in limestone in this region. Thanks to research carried out
essentially on the gypsum area close to Bologna in the 70'S, that
brought about a description of completely new speleogenetic mechanisms
and absolutely peculiar erosive and depositai forms, there was a return
of interest for gypsum karst phenomena, involving researchers and
speleologists also from other regions. A
first step forward was made in 1985, when the "Primo Simposio
Internazionale sul Carsismo nelle Evaporiti" (First International
Symposium on Evaporite Karst) took place in Bologna with the
participation of experts from 12 countries and 3 continents. Also thanks
to this reunion, the Sezione Carsismo del Gruppo Nazionale di Geografia
Fisica e Geomorfologia (Karst Section of the National Group of Physical
Geography and Geomorphology) organised a series of stages to which, in
turn, participated some tens of researchers from various Italian
universities with the object of undertaking multidisciplinary studies in
gypsum karst areas. Such stages led to the publication - in the ambit of
the Memorie dell'Istituto Italiano di Speleologia (Memories of the
Italian Institute of Speleology) - of three different monographies:
"I Gessi di Santa Ninfa (Trapani)" [The Gypsum of Santa Ninfa
(Trapani)] (1989), "L'area carsica delle Vigne (Vezino, Crotone)
" [The Vigne karst area (Verzino, Crotone)] (1998) and finally
"L’area carsica di Borzano (Albinea - Reggio Emilia) " [The
Borzano karst area (Albinea - Reggio Emilia)] (2001). It
was also discovered, quite recently, that the gypsum karst areas could
be even more susceptible to microclimatic variations than the limestone
ones and, therefore, they could become the preferential places where to
study the climatic variations taking place in our planet. Together
with increased scientific interest, the Italian gypsum karst areas have
seen a considerable increase in the number of speleological explorations,
so much so, that there is practically no region where gypsum surface
and/or deep karst phenomena have not been described, although knowledge
differs greatly from area to area. As proof of the speleological
explorations undertaken in our country, it should be mentioned that the
gypsum depth record belongs to Italy (-265 metres in Monte Caldina Cave,
Reggio Emilia). Finally,
in these last years, the karst gypsum areas with their peculiar
eco-systems have been recognised as having great natural importance so
that various ones have been turned into Parks and Natural Reserves. For
all these reasons, it was thought logical to produce - on the occasion
of the Second International Symposium on the Evaporites Karst (Secondo
Simposio Internazionale sul Carsismo nelle Evaporiti) - a monograph
which would give a comprehensive view of present knowledge on the gypsum
karst areas of Italy. Differently from Marinelli's monography, which dealt almost exclusively with the geographical and morphological aspects of these areas, the present work takes into consideration other aspects: from the biological one to the paleontological, from the archaeological to that ofsocial fruition. This monography is divided in two parts: the first one deals with the Italian gypsum karst in general, while in the second one, a detailed description is given, Region by Region. It is the hope of the Authors that this work will, in the future, promote an increasing interest in karst gypsum areas both in Italy and in the rest of the world also, and most of all, for their better conservation. |
Speleo GAM Mezzano (RA)