| LE AREE CARSICHE GESSOSE D'ITALIA - Istituto Italiano di Speleologia - Memoria XIV, s. II (2003) |
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VALLE D'AOSTA
E PIEMONTE Giovanni
Badino, Arrigo A. Cigna, Chiara Silvestro (Società Speleologica
Italiana) Riassunto In
questa nota viene riassunto lo stato della conoscenza del fenomeno
carsico nei gessi, sviluppato in Piemonte ed in Val d'Aosta, sulla base
della bibliografia disponibile, della carta geologica dell'Italia (scala
1: 100.000), delle rispettive carte tecniche regionali nonché di alcune
osservazioni personali. Parole
chiave: Gotte nei gessi, Triassico, Messiniano, Piemonte, Val d'Aosta. Abstract The
present state of the knowledge of the karst phenomenon in gypsum, which
developed in Piedmont and Aosta Valley, is here summarised on the basis
of the references available, the Italian geologic map (1:100, 000
scale), the regional technical maps of Piedmont and Aosta Valley and few
personal investigations. Key-words:
Gypsum caves, Triassic, Messinian, Piedmont, Aosta Valley. Introduzione Le
principali aree carsiche in Italia sono situate nelle formazioni
calcaree delle parti più meridionali del Piemonte. Qui sono stati
trovati i più importanti sistemi carsici profondi: il complesso di
Piaggia Bella, nel Marguareis, è la più vasta cavità delle Alpi
italiane. L'attenzione
degli speleologi è quindi sempre stata polarizzata e premiata in aree
molto lontane da quelle in cui si trovano le formazioni gessose che
quindi sono state oggetto di ricerche marginali, concentrate soprattutto
nei primi decenni della recente storia della speleologia regionale,
prima che si iniziassero le ricerche sistematiche nelle grandi aree
carsiche meridionali. La
scarsa estensione dei fenomeni carsici in queste regioni ha dunque una
causa principale strutturale (un carattere eccessivamente frammentato
degli affioramenti), ma probabilmente il quadro generale è destinato a
modificarsi quando verrà condotto un lavoro di ricerca attento e
sistematico. In questa nota viene riportato l'attuale stato delle conoscenze sulla base delle pubblicazioni reperibili, della Carta Geologica d'Italia (1:100.000) e delle Carte Tecniche Regionali del Piemonte e della Valle d'Aosta (fig. 1). Inquadramento
generale I
gessi in Piemonte e Valle d'Aosta appartengono a due tipologie
fondamentali: formazioni gessose del Trias, distribuite nelle zone
alpine nord-occidentali sino ad alta quota (sulla Grivola arrivano ad
oltre 3000 m s.l.m.), e formazioni gessoso-solfifere del Miocene diffuse
su due grandi fasce nelle zone collinari del Piemonte centrale, in
sinistra e destra Tanaro. I
primi fanno parte di una unità (Formazione delle Carniole, Trias
inferiore) formata da lenti di gesso, anidriti e carniole. Tali
deposizioni sono presenti al contatto fra il basamento cristallino
metamorfico e la copertura carbonatica, dove costituiscono scollamenti. Queste
formazioni gessose sono sovente verticalizzate e quindi possono
costituire sistemi carsici di grande profondità. In Piemonte gli affioramenti gessosi maggiori sono proprio di questo tipo: Vallone Maurin, Colle della Gardetta, Colle Margherina, Colle del Mulo, tutti in provincia di Cuneo. In queste zone si ha formazione di sistemi carsici, con zone di assorbimento in quota e sorgenti anche notevoli a valle (10-20 1/s, come al Colle del Preit, Val Maira). In Valle d'Aosta le zone principali sono sopra l'abitato di Dolonne, nella Val Veni e sulla Grivola (fig. 2). I gessi messiniani sono invece orizzonti di potenza più ridotta (10-20 metri al massimo) in genere inclusi fra orizzonti argillosi che tendono ad impedirne la carsificazione. La principale zona in cui questi gessi affiorano è quella di Verduno-La Morra (destra Tanaro) ove si formano brevi circuiti carsici esplorabili. Valle
d'Aosta Vicino
al Piccolo S. Bernardo ci sono diversi affioramenti di gessi triassici
con doline di varie dimensioni. In una di esse, fra l'ospizio e la tomba
di Chanoux (diametro 10m x15m, profondità 8 m) si forma un lago
temporaneo a seguito di forti piogge che sparisce talvolta in autunno
(CAPELLO, 1955: 76). Nella
stessa zona alcune doline nei pressi di Cima La Tour si sviluppano sotto
la morena per dissoluzione del sottostante gesso triassico (FRANCHI,
1899; MARINELLI, 1905). Nell'area
fra Courmayeur e il Piccolo S. Bernardo, vicino al villaggio di Thovez
c'è un notevole affioramento di gesso cristallino con una grotta
abbastanza grande (CAPELLO, 1955: 78): • La Grande Caverna (Gran Borna), 2004 PiAO, La Thuile, m 1550 s.l.m., sviluppo 130 m, sviluppo verticale: -42 m; +20 m (fig. 3) (CAPELLO 1939: 18). Nella
stessa zona si osservano doline e occasionali sprofondamenti (CAPELLO,
1955: 72). Due pozzi sono descritti da CAPELLO (1939): -Pozzo
del M Du Parc, La Thuile, diametro 4 m, profondità: circa 20 m. Si è
aperto d'improvviso nel 1937, dietro le case di Thovez; l'entrata è
chiusa da una pietra; -Pozzo
di Pian Prà, La Thuile, profondità: circa 30 m. Si è aperto
d'improvviso nel 1928 lungo la strada per Pian Prà; l'entrata è chiusa
da una pietra. Vicino
a Courmayeur, sul Col Checrouit ci sono varie doline di diverse forme e
dimensioni: alcune di esse sono veri pozzi pieni di neve sino al tardo
autunno. La dolina più grande si trova sul versante settentrionale
Testa d'Arp a 2270 m s.l.m., con un diametro di 50 m e una profondità
di 18-20 m (CAPELLO, 1955: 83-84). La formazione di gesso si estende
sino al villaggio di Dolonne, dove sgorga l'acqua assorbita in quota con
una sorgente (circa 100 l/s) che è probabilmente la più grande in
gesso dell'intera Italia nordoccidentale (VIGNA, 2003, com. pers.). In
Val Veni c'è una grotta (Balma dei Camosci, Courmayeur), alla base di
paretine a 1952 m s.l.m., a lato della morena destra del ghiacciaio del
Miage; è percorsa da un torrentello, probabilmente una perdita della
Dora. Secondo CAPELLO (1939; 1955: 88) la grotta può essere stata
parzialmente erosa dal torrente. Vicino
alla Grivola, ad un'altezza di circa 3000 m s.l.m., c'è un affioramento
di gessi triassici che dovrà essere oggetto di future ricerche per le
sue caratteristiche particolari. Novara In
Val Toggia (Formazza), c'è un'area dove si trovano il gesso del Trias
con dolomia e calcari; il primo appare in genere nelle zone più ripide.
Ad un'altezza di circa 2400 m s.l.m., a OSO di Punta Fiorina (Marck-Horn)
ci sono alcune doline di qualche decina di metri di diametro con la
superficie parzialmente coperta di erba. Una di queste doline, con una
grotta sul fondo è descritta da CELLA et al. (1999): • Grotta del Gesso, 2717 PiNO, Formazza, 2367 m s.l.m., sviluppo 48 m, sviluppo verticale: -26 m. (fig. 4) (CELLA, RICCI & CALCAGNO, 1999). Un'altra
serie di doline si trova dove il gesso è coperto da detriti, circa 30
metri più in alto del lago Boden. Tali doline sono abbastanza regolari,
di forma tondeggiante con un diametro generalmente minore di 3 m e una
profondità di un metro. Il suolo è una mistura di scisti e argille
coperto di erba. Ci sono altre doline a quota 2190 m s.l.m., a Nord del
lago Fisch, in un terreno simile a quello descritto sopra, ma esse sono
di dimensioni maggiori, sino 10-20 m di diametro (MARINELLI, 1908). Una
descrizione più dettagliata dell'area è data da CAPELLO (1955: 99 e
seguenti). Durante
lo scavo del tunnel ferroviario del Sempione vennero intercettate varie
sorgenti alcune delle quali avevano una concentrazione molto alta di
solfato di calcio (CAPELLO, 1955: 125). Torino Nella
valle della Dora Riparia, fra Cesana e Oulx, si sono formate varie
doline di diverse dimensioni e forme in affioramenti di gessi del Trias
(CAPELLO, 1955: 44). Doline e piccole grotte vengono spesso trovate in
quest'area. Vicino
al Moncenisio ci sono importanti affioramenti di gessi triassici che
meritano ricerche più accurate. Alessandria Vicino
ad Alice Bel Colle (Acqui Terme) ci sono alcuni affioramenti di gessi
del Miocene sfruttati industrialmente. L'estrazione del minerale ha
distrutto una grotta: attualmente solo l'ingresso è ancora intatto
mentre le parti interne sono state distrutte (CELLA & VASELLI,
1989). Asti Nel
territorio di Montiglio Monferrato c'è una formazione molto importante
consistente in gessi messiniani tanto deformati da aver assunto una
potenza di 200-300 metri, economicamente sfruttati con cave in
sotterraneo. Durante gli scavi sono state trovate grotte nelle parti
superiori, vicino alla superficie. Queste grotte non sono state
topografate. La
formazione è molto compatta ed impermeabile, tanto da essere stata
utilizzata come deposito di sostante tossiche. In effetti pare esclusa
l'esistenza di carsismo. Cuneo Come
detto più sopra, le principali formazioni di gesso del Piemonte si
trovano nel Cuneese. Nelle
montagne fra la Val Stura e la Val Maira, vicino al Colle di Valcavera,
vi è un insieme di doline in gessi del Trias, con un diametro di circa
3 m e una profondità da 2 a 8 m (MADER, 1897; MARINELLI, 1908). Nelle
vicinanze di Testa di Bandia (2456 m s.l.m.) vi sono un gran numero di
doline di forme diverse con un diametro medio di 25 m (massimo 40-60 m)
e una profondità di 7-8 m (massimo 15-20 m). Vicino alla parte
superiore del Vallone di Bandia, sopra 2200 m s.l.m., si trovano alcune
piccole doline (diametro 2-4 m e profondità 1-2 m), così come nella
Valle del Preit (CAPELLO, 1955: 16 e seguenti). In
una cava di gessi del Miocene vicino a Monticello d'Alba c'è la più
lunga cavità in gesso dell'intero settore (BERGERONE, 1975; ELIA,
1986): •
Grotta nei Gessi, 19 Pi-CN, Monticello d'Alba, 208 m s.l.m., sviluppo
658 m, sviluppo verticale 5 m (BALBIANO C., 1993) (fig. 5). Questa
grotta è importante perché in una sala è stata trovata della epsomite
nonostante che questo minerale non sia stabile nell'ambiente umido delle
grotte (CELLA & Ricci, 1990-9; AGSP, 1995). In
un'altra cava di gesso c'è un'altra grotta parzialmente distrutta dai
lavori di estrazione (CELLA, 1989): • Grotta nella cava Sud-Est, Monticello d'Alba, 220 m s.l.m., sviluppo 14 m, sviluppo verticale -2 (fig. 6). Ringraziamenti Gli
autori ringraziano il Prof Bartolomeo Vigna e la Dr. Marina Zerbato per
le utili informazioni fornite. Bibliografia AGSP,
1995 - Atlante delle grotte e delle aree carsiche piemontesi. Reg.
Piemonte - Assoc. Gruppi Spel. Piemontesi, Torino, pp. 1-206. BALBIANO
C., 1993 - Le grotte del Piemonte. Via dalla Pazza Folla, Novara, 148
pp. BERGERONE
V., 1975 - Grotta nei gessi. La ratavuloira, Notiz. Speleo Club. Saluzzo,
2, pp. 15-19. CAPELLO
C.E, 1938 - Grotte e caverne delle valli delle Dore Baltea e Riparia.
Boll. Com. Glac. Ital., 19, pp. 135-178. CAPELLO
C.F., 1939 - Sui terrazzi fluvio glaciali e sulla morfologia carsica
delle valli di Pré St. Didier (Valle dAosta). Boll. Soc.Geol. Ital., 58
(1), pp. 14-28. CAPELLO
C.E, 1955 - Il fenomeno carsico in Piemonte. Le zone interne del sistema
alpino. C.N.R., Centro Studi Geogr. Fis., Bologna, pp. 1-140. CELLA
G.D., 1989 - Grotta presso la cava sud-est di Monticello dAlba (CN).
Labirinti 9, Gr. Grotte CAI Novara, pp. 51-52. CELLA
G.D., Ricci M., 1990-91 - Primo ritrovamento di Epsomite nelle grotte
del Piemonte. Atti XVI Cong. Naz. Spel., Udine 6-9 Sett. 1990. Le Grotte
d'Italia, s. 4, 15, pp. 107-115 CELLA
G.D., Ricci M. , CALCAGNO J., 1999 - Grotte delle nostre parti - IV
Passo San Giacomo. Labirinti 19, Gr. Grotte CAI Novara, pp. 4-12. CELLA
G.D., VASELLI C., 1989 - Attuali conoscenze sul fenomeno carsico nella
Provincia di Alessandria. Atti XV Cong. Naz. Spel., Castellana Grotte
10-13 Sett. 1987. Gruppo Puglia Grotte & Amm. Com. Castellana
Grotte, pp. 95-107. ELLA
E., 1986 - Il carsismo nei gessi braidesi. A.G.S.P., - Sintesi delle
conoscenze sulle aree carsiche piemontesi. Reg. Piemonte - Assoc. Gruppi
Spel. Piemontesi, Torino, p. 79. FRANCHI
S., 1899 - Nuove località con fossili mesozoici nella zona delle pietre
verdi presso il Colle del Piccolo S. Bernardo (Valle dAosta). Boll. Com.
Glaciologico, p. 315. MADER
F., 1897 - Die hóchstenTeile der Seealpen und der Ligurischen Alpen in
Physiographischer Beziehung. Leipzig, Fock, p. 186. MARINELLI
O., 1905 - Sulla diffusione e sul carattere prevalente dei fenomeni
carsici nei gessi delle Alpi Italiane. Mondo Sotterraneo, 1 (4), pp.
72-78. MARINELLI
O., 1908 - Fenomeni carsici nei gessi e nei calcari della Val Toggia.
Mondo Sotterraneo, 3 (12), pp. 1-5. |
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