|
|
|
Gruppo Speleologico "Cittą di Faenza", Gruppo Speleologico "Vampiro" Faenza - LE CAVITA' NATURALI NELLA VENA DEL GESSO TRA I FIUMI LAMONE E SENIO - Faenza, 1964 |
|
LITOLOGIA ED AMBIENTI DI SEDIMENTAZIONE Tutto il Miocene superiore italiano č caratterizzato dalla serie gessoso-solfifera variamente sviluppata nelle diverse zone. La formazione in Italia segue tutto il margine appenninico dal Piemonte (Astigiano) alla Calabria e si estende ampiamente nella Sicilia centro-meridionale. La precipitazione del solfato di calcio č avvenuta nell'acqua marina in condizioni particolari, cioč in ambiente sovrasalato. Le condizioni necessarie per la formazione dei gessi sono alta evaporazione, alta concentrazione salina, notevole distanza da grandi fiumi che determinano la diluizione dell'acqua marina,coste non molto alte, temperatura abbastanza elevata ed, in ultimo, condizioni paleogeografiche particolari (mari chiusi o lagune). Nella zona da noi presa in esame il limite inferiore della formazione gessoso-solfifera corrisponde esattamente al limite Nord-Est di quella marnoso-arenacea. I gessi quindi, stanno in concordanza sopra le sabbie e le marne del Tortoniano, costituendo una monoclinale con pendenza verso Nord-Est. La potenza della formazione in esame varia da punto a punto: dai m 100 e pił del podere Cavulla (Brisighella) van man mano diminuendo andando verso oriente fino ad esserne ricoperta dalla alluvioni del Lamone a Brisighella. Dal Monte fino al
Monticino si trova con continuitą il calcare evaporitico che sta alla
base della formazione con una potenza che varia dai cm 40 ai 70. Sopra i gessi si adagiano con netta discordanza angolare le argille plioceniche trasgressive (tali formazioni sono pił esattamente costituite da argille sabbiose Piacenziane e da sabbie gialle Astiane); questo passaggio litologico evidentissimo rappresenta il limite superiore della formazione evaporitica. Sotto il paese di Brisighella terminano i terrazzi fluviali in contatto discordante con la formazione gessosa del Messiniano, rappresentata da enormi massi di gesso cristallino su cui si ergono le torri che fanno corona alla cittadina. Abbandonato l'abitato e inerpicandosi lungo la strada provinciale che porta al Santuario della Madonna del Monticino si puņ agevolmente esaminare la serie stratigrafica della formazione gessosa. Alla base della formazione gessoso-evaporitica, si trova un calcare grigio-biancastro cariato, affiorante saltuariamente, che gli autori hanno denominato "cagnino", questo é di origine chimica e fa parte anch'esso della serie evaporitica; fra i banchi di gesso, spesso, sono interstratificate delle marne, a volte invece, tra un banco e l'altro di gesso, si trova un sottile strato o lente di calcare (cm 20/30) grigio-cenere, di origine chimica anch'esso e distintamente straterellato. Da Brisighella fino al Monte di Rontana a Sud, é ben visibile, oltre che il calcare gią descritto, anche la serie di strati alternanti di sabbie argillose che tendono qua e lą a rassodarsi per formare grossi noduli di marne fossilifere, serie sempre in successione generale ed immediata della massa del gesso cristallino. Tra la Chiesa della Madonna del Monticino e la Rocca tali marne argillose, interstratificate nei gessi, hanno rivelato impronte di Taxodium distichum-miocenicum Heer., di Cinnamomum polymorphum Heer., di Arundinites Goeperti Princ., di Quercus proteifolia Paol. e di Lebias Crassicanda. Nelle vicinanze di Brisighella il gesso si presenta in banchi irregolari inclinati di circa 45° verso Nord.Nord.Est. di colore grigio giallastro, a struttura cristallina con cristalli lamellari di varie dimensioni, uniti insieme in una massa feltrosa e con frequenti geminati a ferro di lancia. Verso il Monte la direzione e la tendenza degli strati mutano repentinamente, infatti i gessi lateralmente, a Ovest, scompaiono e sono sostituiti dalle argille plioceniche; la formazione evaporitica, invece, si viene qui a trovare spostata pił a Sud, esattamente al monte di Rontana. In questo monte, nella parte superiore della formazione gessosa, ed a Castelnuovo, compaiono piccole lenti e vene di calcedonio grigio (Rontana), oppure rossastro e bluastro (Castelnuovo), a volte di aspetto cavernoso per la inclusione di splendidi cristalli di gesso, e nuclei di calcare marnoso biancastro od azzurrognolo, spugnoso concrezionato, con vacui sovente tappezzati da efflorescenze saline, talora contenenti cristalli di gesso. Questo tipo di calcare si ritrova, formante una linea da Col Mora-Cą di Lą-Cą di Care-il Cavinale-Cą la Fornace, presso Pietralunga e lungo le pendici Sud-Est di monte Mauro, il cui versante meridionale mostra distintamente i banchi gessosi inclinati a Nord Nord Est di quasi 60°. Un'altro affioramento, sempre di calcare fossilifero, si ha presso Cą Carne. Il calcare marnoso ha per lo pił una colorazione azzurrognola, molto pił intensa internamente, mentre alla superficie assume spesso colori pił tenui, fino al biancastro, per alterazione. Dove la formazione assume notevole potenza ed estensione questo calcare é sfruttato tuttora per sottofondi di strade e per costruzione di moli (Porto Corsini). Una cava, saltuariamente attiva, é situata lungo la strada che costeggia il torrente Sintria (tra le confluenze del Rio Cavinale e del Rio Vespignano), qui i lavori di estrazione hanno messo in evidenza la giacitura e la potenza della stratificazione. Alcuni banchi sono ricchissimi di conchiglie fossili, in particolare di grandi bivalve; furono anche rinvenuti, inclusi nella roccia, esemplari di legno fossilizzato ed impronte di foglie, le fibre di legno sono state, in massima parte, sostituite da calcite, spesso in nitidi cristalli scalenoedrici. Notevoli poi i limpidissimi cristalli di calcite, splendidamente cristallizzati nelle pił varie fogge, che si rinvengono in litoclasi od in cavitą della roccia. Furono rinvenute anche alcune stalattiti e stalagmiti composite, che dovevano indubbiamente avere la loro sede in una cavitą non comunicante con l'esterno, in seguito raggiunta e messa in luce durante l'estrazione della pietra da lavoro. A Nord della. strada provinciale che dalla Rocca si dirige verso Cą Trebbio e Saletto, la formazione gessosa del Messiniano č ricoperta da straterelli d'esiguo spessore di una marna argillosa compatta,azzurro-bruna, includente pure brecciole a minuti elementi, fossilifera. Non é evidente una regola di associazione delle rocce accompagnanti il gesso, né sono spiegabili le localizzazioni delle varie concentrazioni: gesso cristalizzato a grana pił o meno fine, gesso saccaroide e gesso fibroso (quest'ultimo si trova quasi sempre in leptoclasi). Si osserva, in generale, un graduale passaggio da un tipo all'altro entro una determinata estensione e tale passaggio sembrerebbe si realizzasse, per lo pił, nel senso della lunghezza che in quello della larghezza del versante; ciņ si potrebbe mettere in relazione con le interruzioni nelle allungate depressioni in cui si formarono. Infatti, cominciando a considerare il gesso dell'Imolese, notiamo che questo si trova sul fiume Sillaro in due o pił strati solamente, i quali aumentano di numero gradatamente verso Tossignano sul Santerno, per poi raggiungere la maggiore potenza di strati sul Senio. Di qui, verso Sud Est, le masse diminuiscono gradualmente (Brisighella), poco dopo, sono ridotte ad uno o pochi strati a Maiolo sul Marzeno e quindi scompaiono nella valle del fiume Montone. In sostanza la cosidetta "Vena del gesso" raggiunge la, massima potenza - oltre ai m 150 - tra il Senio ed il Sintria, per poi diminuire di spessore e di continuitą fino ad essere decisamente discontinua. Cosģ a Tossignano, da una parte, e a Brisighella, dall'altra, gli strati gessosi sono pił sottili ed il loro spessore complessivo non arriva a m 100; a sinistra del Santerno e a destra del Lamone la formazione gessosa é ripetutamente interrotta, per il contrafforte Santerno-Sillaro si nota che l'allineamento Pieve di Gesso-Gesso-Sassatello é discontinuo, ciascuna localitą, costituendo un lembo selenitico isolato. La direzione media della formazione gessosa corre da Nord Nord Ovest a Sud Sud Est, ma non é costante ed i tratti, compresi rispettivamente fra il Sillaro ed il Santerno, fra il Santerno ed il Senio, fra il Senio e il Sintria e fra il Sintria ed il Lamone, appaiono disposti lungo una linea curva avente la convessitą rivolta a Nord Est. Anche l'inclinazione, che raggiunge un valore massimo di 50° o 60° tra il Senio ed il Sintria, cioé nel tratto di massima potenza, é incostante e, in generale, diminuisce man mano che ci si allontana dalla zona suddetta. E' notevole il fatto che sono i corsi d'acqua che separano in vari segmenti la formazione gessosa e che le porzioni di essi, poste a Sud. Est. della catena suddetta, mostrano una deviazione della loro direttrice, come se i corsi d'acqua, per attraversare la vena del gesso, si fossero diretti verso i punti di minor resistenza. Nella zona da noi considerata gli strati gessosi comprendono molte varietą del minerale: si hanno piccoli cristalli a monte della Uccelliera, alla sinistra del Santerno, cristalli lamellari a Tossignano, gesso saccaroide bianco rosato a Sassatello. Pieve di Gesso e Gesso, e infine varietą fibroso-raggiata a Rio Sgarba. Sono associate rocce silicee, argillose, marnose e calcaree, queste ultime sono pił precisamente i calcari di base e quelli di tetto della formazione selenitica, gli uni ben distinguibili dagli altri: i primi in masse informi, compatti, talvolta siliciferi (Vespignano), i secondi marnosi o lentiformi e venati, contenenti cristalli di gesso come a monte dell'Uccelliera e, raramente, cristalli di calcite e baritina (Gesso), ora travertinosi, terrosi, alabastrini lacunari (M.Mauro e Brisighella). L'argilla interstratificata col gesso é scistosa e qua e lą ricca di efflorescenze saline; la marna di colore bruno sovrasta il gesso, occupando alcune zone dove la formazione selenitica appare interrotta. I fossili della formazione gessosa sono numerosi, ma si trovano solo nei calcari, nelle argille e nelle marne, mentre mancano quasi totalmente nel gesso propriamente detto; oltre ai fossili gią nominati, negli straterelli sottili di marne argillose interetratificate ai gessi, sono stati trovati strati a Congerie. L'etą dei gessi di questa zona é da tutti gli autori concordemente definita come la parte pił alta del Miocene,cioé il Messiniano; ci si trova di fronte ad un vero e proprio orizzonte guida compreso tra la parte pił alta della formazione marnoso-arenacea (Tortoniano) e la base della formazione argillosa del Pliocene (Piacenziano-Astiano). In questa particolare roccia lerosione quaternaria ha dato origine ai fenomeni carsici che sono loggetto della presente trattazione. |
Speleo GAM Mezzano (RA)