| AA. VV. - IPOGEA, numero unico del Gruppo Speleologico Faentino 1988/1993 - Faenza - 1993 |
|
I PRIMI DATI STRUTTURALI E STRATIGRAFICI DELL'ABISSO RICCIARDI Stefano Marabini, Gian Battista Vai (Istituto di Geologia e Paleontologia dell'Università di Bologna) Il riconoscimento di una faglia ad andamento longitudinale entro l'Abisso Ricciardi ben si inquadra nelle conoscenze geostrutturali di questo tratto della Vena del Gesso, ed anzi porta conferma a quanto già in parte pubblicato (Marabini e Vai, 1985). In questo lavoro si rileva infatti che la piega a ginocchio che interessa la successione evaporitica di Monte Mauro "è intersecata da faglie normali longitudinali che ribassano a gradinata l'unità verso SW, con rigetto complessivo di parecchie decine di metri. La principale di queste faglie è quella su cui è impostata la dolina della chiesa rudere di M.Mauro; essa si presenta come una frattura in estensione riempita per una larghezza di una decina di metri da una breccia a grossi blocchi disarticolati" (pag.28). Sulla base delle misure strutturali raccolte in grotta si può quindi certamente ipotizzare un assetto strutturale simile a quello illustrato nella sezione D-D' sul fianco meridionale della "dolina Chiesa". Tale assetto strutturale, con faglia diretta a lembo rialzato a NE, ben si accorda inoltre con la probabilità che il tratto terminale dell'Abisso Ricciardi si sviluppi parallelamente al contatto basale della successione gessosa. Il campione di calcare raccolto nella forra terminale dell'Abisso ha aspetto massivo, biancastro, con plaghe millimetriche traslucide e appare relativamente molle e polverulento. In sezione sottile appare come una micrite omogenea, passante progressivamente a una micrite impregnata da un feltro di cristalli aciculari decimillimetrici di gesso. L'abito di questi cristalli ricorda quello dei cristalli aciculari di anidrite. L'insieme di micrite-feltro di cristalli aciculari è punteggiato da masserelle di qualche mm, costituite da aggregati mesocristallini di calcite e gesso in varie proporzioni. Queste danno l'impressione di costituire i riempimenti di interstizi e cavità oppure nuclei di ricristallizzazione, tutti disposti in maniera irregolare. Nella micrite non compaiono resti di organismi. Macroscopicamente questo calcare ricorda le facies di alcuni blocchi biancastri contenuti nei due orizzonti caotici al tetto dell'VIII e X ciclo gessoso della Valle dei Santerno e Rio Sgarba e i blocchi di calcari evaporitici segnalati in posizione stratigrafica equivalente nella zona dei Gessi di Castelnuovo (Marabini e Vai, 1985), e forse altri ancora da studiare a diretto contatto del calcare di base nei pressi del poco distante Monte Incisa. Per le caratteristiche di microfacies e per la posizione stratigrafica sia nella successione dei cicli che nella sequenza di litofacies costituenti un singolo ciclo (Vai e Ricci Lucchi, 1977) si può arguire che questi calcari rappresentino facies evaporitico-calcaree bordiere rispetto alle lagune gessose depocentrali. Sia l'abbassamento di livello delle lagune salate per evaporazione che l'instabilità tettonica estensiva propria delle zone di cercine periferico (Vai, 1987) potrebbe aver facilitato lo scivolamento dei blocchi calcarei dai bordi verso il centro delle lagune gessose. Possiamo immaginare queste fascie bordiere come ambiente di sabkha con precipitazione diretta di fanghiglie micritiche e di aragonite. La fanghiglia argillosa raccolta in prossimità del campione di calcare è povera di microfossili, con forme rimaneggiate e distrofiche, che suggeriscono l'appartenenza ad argille di interbanco gessoso e confermano l'interpretazione data al calcare. In conclusione, anche se non se ne può essere ancora del tutto certi, l'insieme dei dati strutturali e litologici, conforta l'ipotesi che il tratto terminale dell'Abisso Ricciardi si sviluppi all'altezza stratigrafica dell'ultimo ciclo carbonatico ("calcare di base" o tutt'al più in corrispondenza di uno degli interstrati argillosi dei cieli evaporitici basali ("sottobanchi"). BIBLIOGRAFIA MARABINI S. & VAI G.B., 1985. Analisi di facies e macrotettonica della Vena del Gesso in Romagna. Boll. Soc. Geol. It., 104: 21-42, 16 ff., 1 tav. VAI G.B & RICCI LUCCHI F., 1977. Algal crusts, autochthous and clastic gypsum in a cannibalistic evaporite basin: a case history from the Messinian of Northern Apennines. Sedimentology, 24:211-244. VAI G.B., 1987. Migrazione complessa del sistema fronte deformativo - avanfossa - cercine periferico: il caso dell'Appennino Settentrionale. Boll. Soc. Geol. It., 38: 95-105, 5ff., 1 tav. |
Speleo GAM Mezzano (RA)