| AA. VV. - IPOGEA, numero unico del Gruppo Speleologico Faentino 1988/1993 - Faenza - 1993 |
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MATERIALI OSSEI RINVENUTI NELLE ESPLORAZIONI DELL'ABISSO RICCIARDI Dino Scaravelli (Istituto per la Conservazione e lo Studio dei materiali naturalistici della Romagna, P.zza P. Zangheri, 6. 47123 Cesena - FO). L'esplorazione dei gessi romagnoli continua. L'attenta osservazione del territorio e la "profonda" conoscenza dei luoghi permette al Gruppo Speleologico Faentino nuovi successi. Come ad esempio l'apertura e l'esplorazione del sistema denominato "Abisso Ricciardi", che ha portato alla luce un insieme eterogeneo di resti scheletrici, per lo più rilocalizzati nel sito di ritrovamento da passate attività idriche. I resti si presentano in alcuni casi ricoperti da cristalli o piccole concrezioni di gesso, come anche il caso di un nicchio di Pomatia elegans, gasteropode comune, in superficie, nella zona. Solo una parte di questi resti è stata finora analizzata e sono stati identificati i chirotteri: Ferro di cavallo maggiore Rhinolophus ferrumequinum (Schr., 1774) Ferro di cavallo minore Rhinolophus hipposideros (Bech., 1800) Miniottero Miniopterus schreibersi (Natt., 1819) Si tratta delle specie a più ampia distribuzione nelle grotte della zona. Inoltre sono stati trovati resti dei roditori: Ghiro Myoxus glis (L., 1766) Arvicola di Savi Pytimys savii De Sei., 1838 Topo selvatico Apodemus sylvaticus L., 1758 Solo il ghiro frequenta abitualmente le cavità sotterranee, mentre gli altri due sono forse vittima di cadute, cosi come il Gatto Felis catus L.,1758 che probabilmente vi è stato gettato, essendo presenti i resti di almeno tre individui, di cui due giovani. Altro materiale proveniente dalla cavità è attualmente in studio. |
Speleo GAM Mezzano (RA)