| AA. VV. - IPOGEA, numero unico del Gruppo Speleologico Faentino 1988/1993 - Faenza - 1993 |
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GROTTA SOTTO LA ROCCA DI MONTE MAURO Marco Sordi Non ci aveva del tutto convinto il buon Gianni quando ci annunciò trionfale di aver individuato una prosecuzione in questa cavità catastata dal Gruppo tanti anni or sono e situata nella parete sud (versante Zattaglia) di M. Mauro. Di buchi, da quelle parti, ce ne sono tanti, con aria, senza aria, orizzontali, verticali, ecc., ma nessuno "buono". Vale comunque la pena di andare a vedere e così facciamo Robertino ed io in un bel pomeriggio di sole. Il vestibolo della grotta pressochè asciutto, con gesso pulverulento che al minimo movimento va in sospensione e la forte corrente d'aria rendono la cavità non particolarmente ospitale. Ben presto oltrepassiamo il limite del vecchio rilievo tramite una strettoia già lavorata e giungiamo nel punto dove Gianni ha iniziato l'ulteriore disostruzione. Non è molto invitante, possibile sì ma non invitante, per lo meno non come il sole ed il vino che ci aspettano fuori; decidiamo quindi di uscire, ma Roby, accidenti a lui, mette il naso in una fessurina che sta lì dietro ed .... esplode in una risata; tira tanta aria e scende verticale, il sasso dice almeno venti metri. Gianni si era accanito in un improbabile budello senza vedere la prosecuzione logica. Per la verità per arrivare a metterci il naso e anche un sasso occorre una taglia un po' ridotta, la fessura misura sì e no una ventina di centimetri e per metterci pure una corda e uno speleologo è giocoforza lavorare di "Makita". Alla seconda uscita allarghiamo la strettoia ad una misura accettabile, e mentre fuori una nebbia fittissima abbraccia il monte, tre pile frontali quasi scariche illuminano debolmente ad occhi stupefatti uno scenario incredibile. Dopo pochi metri di fessura ossessiva tutto si spalanca in un enorme meandrone dalle pareti lontanissime. Venti metri di vuoto e si atterra su massi franati grandi come case. Aleggia un qualcosa di magico, è come essere entrati in una stanza chiusa da millenni; siamo contenti, un po' meno nell'uscire dalla fessura, molto di meno ancora quando, a tarda ora, dobbiamo rimorchiare il generatore nelle nebbie di M. Mauro, con l'impressione di essere svaniti nel nulla e dimenticati da tutti. Può sembrare strano, ma la storia di questa esplorazione potrebbe fermarsi qui, infatti le numerose punte susseguitesi in oltre un anno non hanno aggiunto molto di più che qualche decina di metri in dislivello ed in sviluppo alla grotta, deludendo le nostre speranze di penetrare più a fondo nei segreti di M.Mauro. Ogni tentativo di scendere in profondità, infatti, è sempre stato frustrato dalle fessure impraticabili e quindi l'esplorazione è stata, in pratica, un susseguirsi di pendoli, traversi, arrampicate che però, prima o poi, chiudevano in basso. La grotta è, in sostanza, impostata su una grande frattura con direzione est, parallela alla parete esterna, senza alcuna traccia di attività idrica neppur remota, a parte i veli di umidità che hanno creato, per dissoluzione, i bei drappeggi candidi che ricoprono le pareti. I crolli hanno contribuito, per il resto, a disegnare una morfologia dalle caratteristiche usuali alle Apuane. Per la verità, l'ultima discesa ci aveva portato in una zona a -60 di profondità con tracce di scorrimento d'acqua e cunicoli con tanto di volta erosa; ma, al di là del significato di queste morfologie, resta il fatto che essa è troppo stretta per passare e non abbastanza promettente per impegnarsi, almeno per ora, in una disostruzione che necessiterebbe di un lungo ed impegnativo lavoro. Le soddisfazioni esplorative comunque non sono mancate, la grotta è abbastanza tecnica e, a parte i primi metri, per il resto la progressione è affidata sempre alle corde, fatto piuttosto insolito dalle nostre parti. Ciò ha costituito un buon banco di prova per sperimentare la chiodatura su tasselli Fix nel gesso, e infatti la cavità è stata teatro di due esercitazioni della squadra del C.N.S.A.S. dell'Emilia Romagna. In caso di ripetizione si consiglia comunque di verificare lo stato dei chiodi, non esistendo ancora dati certi sull'usura di questi sistemi di ancoraggio in seguito alla permanenza in grotta; inoltre è stata riscontrata una non piena affidabilità alle ripetute sollecitazioni dei tasselli infissi nel gesso. Le prospettive per questa cavità non sembrano tante, ma a M.Mauro, quando c'è il sole, si sta tanto bene e potete scommetterci, gira e rigira, prima o poi qualche vecchio buco si approfondirà. 387 E/RA GROTTA SOTTO LA ROCCA DI M. MAURO CTR 1:5000 239134 ZATTAGLIA Loc. M. MAURO - BRISIGHELLA Lat.44° 14' 11" 29 Long. 11° 42' 09" 73 q.460; D. -59; S. 278 m. |
| Fig. 1 - Grotta sotto la Rocca di M. Mauro: l'ambiente sotto il primo pozzo (foto Ivano Fabbri). |
| Fig. 2 - Il rilievo. |
Speleo GAM Mezzano (RA)