| Aria di Montagna (bollettino CAI Imola) - Gennaio 2004 |
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Il
punto sull’idrologia nei gessi tra Senio e Sillaro L’ACQUA
NELLE VENA DEL GESSO E’ POCA
In questi ultimi
anni un problema ricorrente è rappresentato dalla scarsa presenza di
acqua in tutta Italia per diversi mesi dell’anno. Anche nel resto del
mondo è sempre più problematico reperire acqua potabile e per questo gli
ambienti carsici rivestono un’importanza sempre maggiore in quanto ne
forniscono il 70%, percentuale destinata a crescere. Questo in Italia si
dimezza ed è ancora più bassa se si tiene in considerazione solo
l’Italia Settentrionale fino ad essere nulla o quasi in Emilia Romagna;
la causa è che nella nostra regione non ci sono grandi massicci carsici.
Sintetizzo qui le ricerche sull’argomento effettuate dalla Ronda
Speleologica Imolese del CAI in ambienti carsici nelle colline imolesi,
settore della Vena del Gesso (VdG) compresa tra i torrenti Senio e Sillaro. Nel versante che riguarda il torrente Senio c’è da segnalare il rio perenne di Monteroni, a sud della VdG, che nasce sotto la chiesa di Sasso Letroso, percorre tutta la grotta alla quale da il nome e confluisce nel torrente Senio di fronte alla cava di gesso di Monte Tondo. Un rio stagionale lo troviamo nella grotta di Sassatello che si trova sul fondo della prima dolina che si incontra risalendo la VdG da Borgo Rivola. Questo Rio è probabilmente (ma ancora non è stato accertato) lo stesso che troviamo a quota inferiore nella Grotta Caronte, situata tra le prime case che si incontrano risalendo la VdG, esplorata alcuni anni fa dallo Speleo GAM di Mezzano, dove si trova un lago stagionale di sette metri di lunghezza e quattro di profondità. Un altro laghetto occupa tutta la base di una grotta di recente scoperta, Abisso Camelot, che si apre a Ovest della chiesa di Sasso Letroso. Il percorso successivo di queste acque non si conosce ma la speranza è che arrivino nel complesso di Monte del Casino, anche se in verità le possibilità sono veramente poche in quanto le due grotte sono molto distanti, divise tra loro da importanti faglie. La zona a est della faglia del Rio Gambellaro, occupata dal Complesso Carsico di Monte del Casino, è indubbiamente la più interessante di queste aree carsiche. Nel Complesso troviamo due torrenti principali, quello che parte dalla dolina di Cà Calvana e quello che nasce nell’ Abisso A.Lusa. I due si uniscono nella zona della faglia del Gambellaro. Essi raccolgono le acque di tanti altri rii che percorrono la grotta e dopo aver incontrato anche l’acqua proveniente dall’Inghiottitoio presso Cà Poggio e dalla Grotta E.Lanzoni vanno ad alimentare il sifone della Risorgente del Rio Gambellaro, affluente interno del rio principale di questa grotta. Nonostante la siccità dello scorso anno (2003), nel Complesso Carsico di Monte del Casino e nell’Inghiottitoio presso Cà Poggio durante l’estate è stata notata una quantità maggiore di acqua rispetto agli anni precedenti, questo è dovuto all’aria più calda che entrando in grotta porta una maggiore quantità di umidità che condensa contro le pareti fredde. E’ in questo modo che vengono alimentati i torrenti nelle grotte, oltre naturalmente all’acqua portata da pioggia e neve. Sul Monte del Casino, o Rocchetta, si trovano anche due sorgenti a polla, la prima nei pressi dell’Abisso Camelot e quella ben più conosciuta da sempre chiamata “di quota 192” a poca distanza dalla Risorgente del Rio Gambellaro del quale è affluente; il rio Gambellaro finisce poi il suo percorso nel fiume Santerno poco a sud di Codrignano. A ovest della faglia non c’è niente da segnalare fino all’area della cava Spes; in questa zona un rio lo troviamo all’interno dell’Inghiottitoio sotto il Casone Nuovo ed è possibile che quest’acqua arrivi dentro la cava stessa o che confluisca nella Risorgente delle Banzole, una bellissima grotta interamente percorsa da un rio perenne che nasce poco sotto a villa Banzole, ha un primo percorso esterno che forma una valle cieca e termina in un inghiottitoio dando poi vita alla grotta; tornato all’aperto confluisce nel Rio Sgarba dopo un breve percorso. Il rio Sgarba raccoglie le acque di una vasta zona a sud della VdG, tra Tossignano e Campiuno, non è quindi da considerare acqua di provenienza carsica, attraversa la Vena con un percorso in parte sotterraneo e confluisce nel Santerno a nord di Borgo Tossignano. Nella rupe di Tossignano c’è acqua solo nella Grotta del Laghetto, risulta difficile individuare la provenienza di quest’acqua perché questa zona in superficie è caratterizzata da caotici ambienti tettonici. In tutto il Monte del Casino sono poi state fatte delle ricerche riguardo pozzi o cisterne artificiali; presso quasi tutte le abitazioni se ne trova una, quasi sempre adiacente all’abitazione come il pozzo della chiesa di Sasso Letroso, altre distanti come a Cà Siepe; diverso il discorso a Villa Banzole, qui è stato notato un pozzo adiacente alla costruzione principale, un altro presso le stalle mentre un terzo si trova circa cento metri a valle, presso un laghetto; un viale ancora bene evidente collega i ruderi al laghetto stesso. Questo era sicuramente l’insediamento più importante di tutto il monte del Casino, lo testimoniano l’imponenza dei ruderi ma anche una chiesa e varie case nei pressi. La villa fu anche assediata per diverse settimane dai briganti del Passatore. A valle del ponte della Statale Montanara sul fiume Santerno, per un breve tratto l’acqua del fiume scorre sui Gessi, tra queste rocce si trova una sorgente carsica perenne. A ovest del fiume si trova il Monte Penzola con la Grotta della Befana, anch’essa percorsa da un torrente che viene arricchito da una sorgente sulfurea ipogea, unica in Emilia Romagna; queste acque risorgono nella zona della ex cava Paradisa e dopo un breve percorso arrivano nel fiume Santerno. Più a monte, nei pressi di Casetta Gessi, un rio stagionale unisce la grotta dello Sfollato e quella dei Ricci Porcelli mentre poco sotto la cima del monte Penzola si trova una sorgente la cui acqua viene raccolta in un laghetto. Altre acqua carsiche si trovano nell’alta Valsellustra (vedi Aria di Montagna sett. 2002). Sul Monte La Pieve purtroppo serve un aggiornamento: sempre presente la sorgente sul lato sinistro della strada che si dirige verso Fontanelice, non è più localizzabile la polla a nord del rilievo, finita sotto un aratro, le acque che un tempo uscivano dalla polla ora le troviamo sulla carrareccia sottostante. L’ultima nota riguardante la Risorgente di Gesso, una cavità attualmente occlusa da dove però esce un rio perenne affluente del torrente Sillaro. In totale le risorgenti carsiche tra Senio e Sillaro possono fornire solo poche decine di litri al secondo, rispecchiando le caratteristiche delle aree carsiche italiane in Gessi del Messiniano; non si può pensare ad un uso industriale di queste acque, ma sono importanti per la natura della VdG. In questi ambienti umidi crescono piante rare e vivono animali in via di estinzione. Chi voglia frequentare la VdG, a pochi passi da casa per questo può trovare ambienti incredibilmente selvaggi in gran parte non contaminati dall’opera dell’uomo. Loris Garelli Ronda Speleologica Cai Imola |
Speleo GAM Mezzano (RA)