| P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927 | |||
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lazione entro le sue mura. (1) Venne costruito sulla sinistra del Senio, e presso un rio o torrentello detto ora della Doccia, che lambiva a nord-ovest le mura del mastio e della rocca, da cui prese nome, cioè di Riolo Secco, che doveva essere la caratteristica abituale del torrente. Laderchio, pur non essendo più centro di popolazione, di affari e di commercio, tuttavia mantenne la sua curia e la sua comunità. Riolo stesso si diceva in comune o curia di Laderchio: così abbiamo delle altre ville, come Cuffiano, Ossano, Limisano, Arbustedo, Sala, Barbanfusa, Poggio, ecc. Gli uomini stessi del comune, pur dicendosi di Laderchio, tenevano le loro adunanze nel castello di Riolo. (2) Nella seconda metà del secolo XV, a causa del dominio dei Manfredi, degli Sforza e del Borgia, Riolo cresce d' importanza, diviene il centro di tutta la vallata del Senio, e le ville tutte, a cominciare da Castelpagano, da Baffadi, ecc., tengono ivi le loro adunanze generali. (3) Laderchio allora cessa di dirsi comune e rimane semplice villa della curia di Riolo, prendendo anche il nome di Voltrignano, come da copiosi documenti del principio del sec. XVI. Laderchio costituiva nel 1517 una vasta possessione di 300 tornature di terra, con sopra quattro case coloniche, la principale delle quali si denominava appunto Voltrignano « alias Laderchio Rioli ». Era proprietà dei Laderchi di Faenza, nobile famiglia oriunda di questo luogo, e rimaneva in villa di Limisano. Una vendita di terra in fondo Felexedo - oggi Feliceto - in data 20 settembre 1513, (in cui il fondo si trova così ricordato: « in fundo Felexedi Laderchii vel Voltrignani, iuxta illos de Laderchio de Faventia ») viene appunto a precisare il sito dell' antico castello di Laderchio, corrispondente alla casa colonica detta ancora oggi Laderchia. (4) Precisata l' ubicazione dei due castelli o comuni, occorre parlare anche d' una loro antichissima villa denominata Sala, da cui prese nome la chiesa principale, intitolata a S. Pietro. A Milano, in via Belfiore fuori porta Magenta, si trova la chiesa di S. Pietro in Sala. Senza voler investigare l' origine di questo nome, comune alle due chiese e a molte altre, veniamo senz' altro alla nostra Sala, menzionata, come fondo ed in pieve di S. Angelo di Campiano, sino dagli anni 782 e 854. (5) (1) ASt. d. Bol., Provis., B, c. 252r; V. nota 2 a p. 1. (2) P. Calleg., passim dal 1411 al 1459; 8 dic. 1438. (3) B. Calleg., IX, 2v, 13 gennaio 1500, passim. (4) F. Calleg., IV. 179v, 16 apr. 1505; VI, 162r, 669; VII, 600r. (5) MARINI G., I Papiri, p. 151. Sala in Toscana significa corte. |
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Speleo GAM Mezzano (RA)