P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      
  
Il fondo o villa di Sala era situato sulla sinistra del Senio e si estendeva lungo un vasto altipiano sul quale sorsero altre ville e Riolo medesimo. A nord-ovest sorgevano colli, in parte boscosi ed in parte coltivati a vigneti ed olivi, che riparavano Sala dalle bore invernali. Sopra le più alte cime campeggiava una vasta e folta selva, di cui rimane ancora ricordo in un fondo della prebenda parrocchiale di Riolo denominato la Selva dell'Abate. Era senza dubbio un' incantevole posizione atta al raccoglimento ed alla preghiera e che si prestava assai bene a un monastero benedettino.
Come nei primi due ricordi, così a tutto il secolo XII, Sala non è specificata di questo o di quel paese o castello; solo nel sec. XIII cominciò a denominarsi di Laderchio, e, dalla metà in poi del sec. XV anche di Riolo. Il nome di Laderchio rimane costantemente al monastero sorto in detta località; anzi questo nome sostituisce negli ultimi secoli quello di Sala.
Conchiudiamo riassumendo un documento del 6 luglio 1525, il quale riporta in un modo curioso i nomi dei luoghi di cui sopra abbiamo parlato. Ponia Ferlotti, dimorante alla Saletta di Riolo - luogo presso Sala - elegge la sepoltura nel cimitero della chiesa dell' abbazia di S. Pietro in Sala di Laderchio « alias de Riolo, quia tempore iuventutis ipsius testatricis Riolus predictus dicebatur Laderchius ». (1) Si viene appunto a dire come Riolo, comune, aveva sostituito quello di Laderchio. Ma quanto si verrà in seguito dicendo delle singole chiese del comune, gioverà non poco ad illustrare ciò che qui abbiamo sommariamente spiegato.
Riolo, l' antico Riolo Secco, nel 1914 è stato ufficialmente chiamato Riolo dei Bagni.

(1) F. Calleg., X, 107v.
      

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