P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      
  
Chiesanova, cui viene fatto un lascito di cinque soldi. Qui si tratta senza dubbio della chiesa di Limisano. (1)
Al cominciare del sec. XV crescono le sue memorie. Accenniamo solo ad alcune. Zono di fr. Donato di Voltrignano, villa presso Laderchio, testando il 10 agosto 1408, vuole essere sepolto in S. Maria de Glexia Nova del comune di Laderchio e commette a don Bartolo, rettore di detta chiesa, la celebrazione di messe. Don Bartolo è il primo rettore rintracciato. Una distinta famiglia della villa di San Giorgio in Valdamone - che si disse perciò dei Sangiorgi; ma il vero loro casato era dei Tramazzoni e poscia dei Rondinini - aveva beni in Limisano, anzi un ramo di essa si era stabilito alla Torre. Questi, che ebbero poi il giuspatronato della chiesa, si mostrarono sempre verso di essa munifici benefattori. Rondinino Tramazzoni, caduto gravemente malato, aveva disposto di cinquanta lire con lo scopo ben determinato di acquistare un messale: ma, sopravissuto, egli stesso nel 1465 compra il messale e lo consegna al rettore don Nicolò. Lucrezia, sposa di Benedetto del fu Bello Rondinini dimorante alla Torre di Limisano, testando il 3 giugno 1526, elegge la sepoltura nella Chiesanova e le lascia beni. Un ramo dei Sangiorgi sì era stabilito a Rontana in quel di Brisighella, onde è che si trovano ancora denominati Montani o Rontana. Matteo Sangiorgi - il cui padre si chiamava Rontana - donò alla chiesa di Limisano terreni da costituire un discreto beneficio: in premio di ciò, con breve di Clemente VII, gli veniva concesso il diritto di giuspatronato. (2)
La parrocchia anticamente confinava con S. Giorgio in Vezzano. S. Giacomo in Arbustedo e con l'abbazia di S. Pietro in Sala. La sua chiesa era molto modesta: a travi, con un solo altare sotto una abside a volta con facciata a ponente, restaurata nel 1574 e 1609. Aveva una seconda navata d'umile struttura, a sinistra entrando. costruita nel 1694 - come da memoria posta sul pilastro a spese del cav. Orazio Rondinini, patrizio faentino. Misurava passi 18 x 8. L'abside dell'altare maggiore si volle nel 1574 dipinta di color celeste, cosparsa di stelle e con l'immagine della Vergine in atto di

(1) V. nota 4 a p. 59. ( Arch. Ferri in Bibl. Com., b. I. 18 apr. 1291 : « Actum in villa Limadieci, pp. d. Bonaiunta presb. plebis Campiani, d. Gerardo rectore ecclesie S. Prosperi de Trentula tt. - Iulianus q. Gerardi spidalerii de Limadiccio ecclesiis S. Andree de Auxano, S. Stefani de Aguzano, Ecclesie Nove, S. Bartholli de castro Serre, S. Gregorii de S. Vitale, laborerio Poutis de Imola, hospitalí S. Lazari de Imola, d. Bonaiuncte canonico plebis Campiani (lascia cinque lire ad ognuno). Sepulturam elegit apud ecclesiam S. Michaelis de Campiano etc. ». ASt. di Bol., 2/8191. In un atto di vendita del 13 febbraio 1157 rogato « in loco qui dicitur Campiano » si trova teste « Gerardus presbiter ecclesie S. Michaelis ». Chart. I., n. 165. E' della chiesa di Campiano? Rimane incerto.)

(2) ANot. di Brisigh., I. Zardelli, c. 33. 10 luglio 1460: « Christophorus f. Rondinini q. Fusci de S. Georgio districtus Vailis Hamonis vendidit petiam terre sitam in villa Limisani in fundo de Ghiexa Nova iuxta iura S. Mario de Ecclesia Nova. Actum in comit. Vallis Hamonis, in scola S. Georgii. in villa Limisani, in villa dicti Rondinini ». Ivi, c. 89, 18 nov. 1465: « Cum Rondininus q. Fusci de Tramazonibus de S. Georgio etc. Act. ut supra ». F. Calleg., X. 453r, AC., Collaz. di iuspatr., Limisano. B. Capucci, 28 apr. 1550;* V1741.
     

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