P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      
  
essere assunta in cielo. Questo lavoro rimase sino al 1694, anno in cui fa posto un nuovo quadro, raffigurante la Madonna e S. Gaetano, si rinnovò il tabernacolo e si riattò tutta la cappella. Ogni cosa venne eseguita a spese del cav. Orazio Rondinini, per la cui pietà sorse anche la Confraternita di S. Gaetano, composta di 120 persone, approvata il 25 luglio 1695 (V1.741).
Nel 1574 si menziona in cornu Evangelii un secondo altare, dedicato in seguito alla Madonna del Rosario.
Nonostante le diverse modificazioni subite, la chiesa nel 1699 è descritta con le pareti dipinte, tanto nel coro, quanto nelle cappelle e nel corpo.
Sul minuscolo campanile stava una sola campana, rifusa negli anni 1574 e 1657 a spese dei comune. In detto anno se ne aggiunse una seconda, più grossa, di libbre 226 (pesava la piccola libbre 115) a spese del parroco Francesco Sangiorgi, il quale nel 1660, coadiuvato dalla Confraternita del SS. Sacramento, fece erigere la torre campanaria, alta in. 10.55, descritta nella VMarelli spectabilis formae!
Il rettore gode oggi il titolo di arciprete, e ciò in forza d' un decreto del vescovo Marelli, in data 15 giugno 1741, con cui si volle premiare lo zelo e le benemerenze del parroco Pietro Rossi. Dipende da tempo dal vicariato di Riolo; il giuspatronato, per autorità apostolica, nel 1842 dai Sangiorgi passò alla nobile famiglia dei marchesi Zacchia Rondinini.
Andate distrutte o soppresse alcune chiese del vicinato, la parrocchia ora confina ad est con S. Giorgio in Vezzano (la Villa) ed a sud con S. Mamante in Coriano della diocesi di Faenza: a sudovest con Riolo e a nord con Ossano.
La chiesa attuale guarda alla via comunale, che passa a sud della medesima. Fu cominciata nel maggio 1900, su disegno delI' arch. cav. Anselmo Mongardi di Riolo ed a spese del patrono march. Camillo Zacchia Rondinini e dell' arciprete Domenico Borghesi. Venne benedetta il 12 maggio 1901 da Alfonso Maria Vespignani, vescovo di Cesena. E' di elegante costruzione, ad una sola navata (m. 14 x 6) e con tre altari entro le rispettive cappelle. Il quadro dell'altare maggiore, raffigurante l'Assunzione della Madonna, è di Gaetano Gandolfi. Nell'interno, sopra la porta principale, si legge un'iscrizione che ne ricorda l'erezione. La vecchia chiesa è pur essa rimasta e fa parte della canonica. Rimane inoltre il campanile, sul quale si collocarono nell'agosto 1911 quattro campane della fonderia di Francesco De Poli di Vittorio Veneto in sostituzione delle due vecchie, la maggiore delle quali si era rotta nel maggio di detto anno.
   

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