| P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927 | |||
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e dove affiorano avanzi di antica costruzione.
Ma noi supponiamo piuttosto che in quel sito esistesse il castello di Serravalle, dopo la cui distruzione, la località prese nome di fondo Castellaro, come troviamo in carte dei sec. XV e XVI. Piuttosto è da credersi che anticamente la chiesa si trovasse nella borgata di Isola, mezzo km. a sud di Gallisterna, quasi circondata dal Senio. Testando il
17 agosto 1285 Andrea di Bonaldone, che dimorava a Montemauro, elegge la sepoltura nella propria pieve di S. Maria e lascia beni a varie chiese del plebanato, tra cui si ricordano le chiese
de Ysola, di S. Martino di Gallisterna, di Arbustedo, di Vedreto, ecc. La chiesa d' Isola dovrebbe corrispondere all'attuale S. Tommaso di Gallisterna, trasportato in tempi posteriori, forse in seguito a qualche inondazione, in
un luogo più alto, dove si denominò de Plasignano. Non è tuttavia da escludere l' altra ipotesi, cioè che ad Isola ed a Plasignano esistessero due chiese distinte e contemporanee. La massa di Plasignano viene ricordata, in bolle pontificie ai vescovi d'Imola nel 1126, 1151, 1179. ecc., e deve essere la stessa, che col nome di villa, in curia di Gallisterna, troviamo di poi in atti del 1419, 1421, 1456, 1509, ecc. (1) Nel 1512 la chiesa di S. Tommaso si dice de Plasignano seu de Gallisterna: le rimane in seguito solo quest'ultimo nome. Plasignano, rimasto nome d'un fondo, su cui si trovavano vari appezzamenti di terra della prebenda, è ancora menzionato nel 1741 e 1754; poi scompare (V, P). Nei rogiti del notaio Pietro Callegari di Riolo, a cominciare dal 17 novembre 1419 in poi, si trovano frequenti memorie di questa chiesa, in legati fatti alla medesima, in elezioni di sepoltura - quei del Gualdo nel 1420 ed i Cimbaloni nel 1421 attestano di aver ivi ab antico la tomba di famiglia - ed in una testimonianza del 12 aprile di detto anno, si parla di certo don Cristoforo Billacqua di Riolo, rettore di S. Tommaso di Plasignano. La chiesa era rettoria dipendente dalla pieve di Montemauro. Aveva una discreta prebenda, per cui il rettore poteva affittare i beni e commettere la cura della chiesa stessa al cappellano, dimorando altrove. Molte affittanze abbiamo dal 1493 al 1553. Il Concilio di Trento abolì i privilegi di tal fatta, che generavano non pochi inconvenienti. Ometteremo nell'elenco dei rettori il ricordo dei loro subalterni, cappellani od affittuari che fossero. Chiesa e canonica sono rifabbricate nel 1496. Il 30 novembre si affidano i lavori della seconda a mastro Andrea dì ser Maso Cavina. Pagamenti al suddetto capo mastro, che dimorava a Riolo, a saldo (1) Cfr. Chart. I. e rogiti in seg. cit. |
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Speleo GAM Mezzano (RA)