P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      
  
gnano, ville quasi tutte di Gallisterna Superiore. Alcune di dette ville rimasero sotto la Costa sino al 1835, benchè a nord-ovest di S. Tommaso di Gallisterna; solo in detto anno furono aggregate a questa parrocchia (V).
Ed ora un breve sguardo alla chiesa, di cui nel 1574 si ricordava la festa della consacrazione il 29 agosto (V).
Aveva tre altari (V1571). L' altare maggiore stava sotto un arco adorno di pitture, trovate assai deperite nel 1582. Fu aggiunto un nuovo quadro, descritto nel 1599 e 1612. Nel secondo altare, a destra del maggiore, stavano dipinte le immagini della Vergine e di S. Antonio ab. Il terzo altare, di fronte al suddetto, era dedicato alla SS. Annunziata. Posto sotto una volta dipinta, in cui era raffigurato il Padre Eterno fra i quattro Evangelisti, aveva in mezzo, nella tribuna, una statua della Madonna adorna di sacre immagini (V).
Disposizioni varie riportano le VP riguardo al fonte battesimale. Nel 1571 si vuole rifatto e sopra dipintovi il battesimo di Gesù. Nel 1574 viene descritto di marmo: le altre cose sacre si conservano in S. Stefano. Nel 1582 il rettore fa la proposta di trasportare anche il battistero nella chiesa suddetta: ma lo troviamo ancora in S. Martino nel 1599, collocato presso la porta a sinistra entrando, in una cappella, come pure negli anni 1612 e 1614.
Il rettore nel 1571 abitava presso questa chiesa. Di poi passa nella canonica di S. Stefano; quella di S. Martino viene adibita a casa colonica. Il vescovo nel 1599 ordina che sia restaurata, perchè cadente, e disposta ad abitazione del cappellano. La chiesa invece si trovava in buone condizioni: solo occorreva che la facciata fosse tinta di rosso. Nonostante questo, cessava di esistere poco dopo il 1627. Titolare, arredi sacri, ecc. vennero trasportati nell'altra chiesa, che si disse di poi di S. Martino e di S. Stefano della Costa.


S. Stefano in Paganico.

Questa chiesa, le cui prime memorie sono del 1419, prese nome da un fondo o luogo denominato Paganico o Paganego, posto nella curia di Gallisterna. Poche volte si disse solo di S. Stefano di Gallisterna. L' appellativo di Paganico rimase alla chiesa sino al sec. XVI, epoca in cui cominciò a chiamarsi della Costa. Anche l'antico fondo di Paganico, smembrato in più appezzamenti, che presero vari nomi, ricorre più di rado. In perizie dei beni della chiesa, fatte nel 1778 e 1808, si elenca ancora un appezzamento di terreno posseduto dalla
     

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