P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      
  
medesima in fondo Paganico, a ponente del quale stava il rio detto di Valle. (1) Presentemente non se ne ha più memoria.
Persone dimoranti nelle ville di Macerata, di Paganico, della Costa, del Monte, ecc. eleggono d'essere sepolte nella chiesa di S. Stefano il 28 luglio 1419, 10 gennaio 1425, 22 marzo 1430, 28 agosto 1432. 19 ottobre 1453. ecc.: sono queste le sue prime memorie. (2)
Non abbiamo nomi di antichi rettori; solo il 30 agosto 1488 troviamo Romagnolo di Vigo della Costa rinunziare la rettoria delle parrocchie di S. Martino e di S. Stefano. (3) Il parroco veniva nominato dal popolo. Morto don Floriano della Costa, e non trovandosi sacerdoti sul luogo, i parrocchiani il 20 novembre 1504 costituiscono loro procuratore Gentile Sassatelli affinchè trovi un rettore e lo presenti al vescovo per l'approvazione. I Sassatelli ebbero molte ingerenze negli affari parrocchiali e su tutta questa popolazione, con la quale furono sovente in lite, in particolar modo agl'inizi del sec. XVI, come si riscontra in un atto di pacificazione, rogato presso il cimitero di S. Stefano il 20 aprile 1505. (4)
La chiesa, ampliata e riparata in tempi diversi, come rilevasi anche dal testamento di Iseppo della Costa in data 10 agosto 1522 (5) aveva un portico o nave laterale, a destra entrando, sotto cui erano costruiti vari altari. Nel 1508 si fa menzione della cappella di S. Antonio ab., dotata di beni; in detta epoca Merlo o Mirolo di Vigo della Costa fabbrica un' altra cappella dedicata alla Natività della Madonna, che si denominò la cappella di S. Maria di Mirolo. La dota di beni il 31 gennaio 1513; vi nomina patroni Altobello, mastro Antonio e Carlo della Costa; converte in suo favore un altro legato destinato alla costruzione d'un ospedale: così in atti del 18 giugno e 6 agosto di detto anno. Sopra l'altare si dipinse un' iscrizione, che ricordava ancora nel 1571 la pietà di Merlo della Costa ed il giuspatronato goduto dai suoi discendenti. Le pie immagini che ornavano l'abside sono descritte nel 1599 (V). Questo altare rimase sino al 1690, cioè al rifacimento della chiesa.
Questa era in diverse parti affrescata. L' 8 gennaio 1574 si ordina di rinnovare le figure che ornavano l'abside dell'altare maggiore; una Madonna col Bambino, posta in iena parete laterale di detto altare presso l' uscio della sacrestia, trovata dal vescovo tutta


(
1) ACanc., Perizie, n. 1; AParr. 
(2)P. Callegari;* ASt. di Bol., 1/8197; N. Zanelli, 11, 193v; IX. 167r. 
(3) P. Calvi.* 
(4)F. Calleg. IV. 87r; B. Calleg., XI. 73v. 
(5) ANot. di Cas. V., S. Cavina, Il, 526r. 
      

Pag. 178


   
  

  

   Speleo GAM Mezzano (RA)