| P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927 | |||
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annerita nel 1582, si vuole essa pure restaurata, e l' immagine di S. Stefano rifatta di nuovo. L' altare maggiore era posto sotto una volta dipinta. Sino dal 1571 si fa menzione dell' altare del Corpo di Cristo, con Confraternita, collocato nella nave laterale; e sopra di esso, nel 1582, si descrive un bel quadro in tela, raffigurante la Risurrezione di N. Signore. Mancava della cornice. In detto altare o sul maggiore si conservava il SS. Sacramento entro un vaso di legno. Nel 1657 si trovano tre nuovi altari - di S. Martino collocatovi dopo la distruzione della chiesa sopradescritta., della SS. Annunziata e del Rosario; nel 1686 si aggiunge quello dei Ss. Filippo Neri e Teresa a cura del rettore don Giovanni Costa. Il battistero era stato costruito in questa chiesa nel 1583 entro un' elegante cappella a volta, sostenuta da colonne ; ma, trovato ingombrante. nella VP del 15 ottobre 1599 se ne decreta la distruzione, poichè il fonte battesimale non era necessario, trovandosi nell'altra chiesa di S. Martino tuttavia esistente. Si trasporta di nuovo in S. Stefano nel 1627 circa. Il rettore abitò or l'una or l'altra chiesa: dal 1574 in poi prese stabile dimora in S. Stefano. La chiesa della Costa il 29 luglio 1791 venne distaccata da Montemauro ed aggregata al vicariato di Valsenio: il 31 di detto mese il rettore ebbe il titolo di arciprete. Nella VP del 21 ottobre dell'anno seguente il card. Chiaramonti dichiarò la chiesa d'immediata dipendenza dal vescovado; ed in seguito, come ora, divenne sede di vicariato (V). Pio X, dietro vivo interessamento di mons. Giambattista Costa, nativo di Miola, il 15 settembre 1906, elevava la Costa a chiesa prelatizia con titolo e privilegio all' arciprete di protonotario apostolico. La parrocchia confina a nord-est con Gallisterna, a sud con Montemauro e Mongardino, ad ovest con Sasso Letroso e a nord con Codrignano. La chiesa attuale, con facciata a ponente e ricostruita a volta nel 1690, è stata ampliata di coro e presbiterio e dipinta da Paolo Costa nel 1906 a cura dell' attuale arciprete mons. Giuseppe Bagnara. Misura m. 23 x 6.80, e ha cinque altari. Il primo, a destra entrando, dedicato a S. Filippo Neri nel 1685, è decorato di un magnifico quadro di scuola bolognese, con cornice dorata. Il secondo, con una statua, è dedicato alla B. Vergine del Rosario. L' altare maggiore - di scagliola, come sono i paliotti degli altri altari costruiti nel 1689 a cura del parroco Giovanni Costa - ha le mensole ed il tabernacolo di squisito intaglio, oggetti appartenenti alla soppressa chiesa di S. Giuliano d' Imola. Il quadro, con bella cornice intagliata e dorata, rappresen- |
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Speleo GAM Mezzano (RA)