| P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927 | |||
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tante il martirio di S. Stefano, è opera pregevole di scuola bolognese. Il quarto altare è dedicato a S. Martino, compatrono della chiesa, ed ai Ss. Antonio ab. e
Antonio da Padova. Il quinto, dedicato alla Natività della Vergine, ha un discreto quadro con splendida cornice dorata. Nella parete destra del presbiterio si trova murata una graziosa nicchia di arenaria della fine del sec. XV, già tabernacolo ed oggi custodia degli Olii Santi. Un' iscrizione, ora in sacrestia, era stata posta, nell' interno della chiesa sopra la porta, nel 1690. Ricorda le benemerenze del parroco Giovanni Costa, il quale fece ricostruire la chiesa ed eresse l'altare di S. Filippo Neri, costituendovi una congregazione di cento uomini ad onore del santo e di cento donne ad onore di S. Teresa,. Altra iscrizione, murata sopra la pila dell' acqua santa, a destra entrando, ricorda le virtù ed il bene fatto alla sua chiesa da Cesare Pifferi, parroco per 43 anni, morto il 26 settembre 1767. Nella parte opposta è un'altra lapide in cui si accenna alla ricostruzione della chiesa e ai privilegi accordati dal card. Chiaramonti, il quale la consacrò il 21 ottobre 1792. Ai lati del presbiterio sono state collocate di recente due iscrizioni su marmo bianco, egregiamente lavorate, a ricordare le singolari benemerenze di mons. Giuseppe Bagnara verso la sua chiesa e il suo popolo. Oltre i lavori accennati negli anni 1900 e 1906, egli fece rifare in cemento il pavimento. L' organo di buona fattura, di Abele Marenzi, si deve pure al sullodato arciprete. Delle antiche campane delle due chiese di S. Martino e di S. Stefano non si trova memoria. Le due rimaste sino al 1883, collocate in un modesto campanile, erano dei Landi: la maggiore di Arcangelo, la piccola di Gaspare, fatte fondere entrambe dal parroco Giovanni Costa. Nel 1880 l'attuale arciprete, mous. Bagnara. a proprie spese pose mano alla costruzione della torre campanaria, ultimata tre anni dopo, sulla quale furono poste quattro campane grosse ed armoniose di Clemente Brighenti di Bologna, che si debbono: la maggiore allo stesso arciprete, la seconda ai fratelli Paolo ed Andrea Costa, la terza ai Giacometti della Costa e la piccola alla Confraternita di S. Filippo Neri. Il pubblico orologio, posto pochi anni dopo, si deve alla ben nota generosità di don Albino Costa di Miola. La vecchia canonica a nord della chiesa, tuttora esistente, non corrispondeva più all' esigenze d' una abitazione moderna e civile. Il Bagnava, negli anni 1890-1893, fece costruire dalla parte di levante l'attuale, con ambienti spaziosi ed arieggiati, che ha tutto l' aspetto d' una villa signorile, anche per la sua ridente e salubre posizione. |
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Speleo GAM Mezzano (RA)