P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      
  
ricordato il 23 gennaio 1414 nella persona di Domenico di Giglio di Settefonti; segue poi una ricca documentazione utile più che altro a stabilire la serie dei rettori.
Due furono le chiese, ed in luogo diverso. La prima era posta sul cocuzzolo del monte, dove nel 1741 si vedevano ancora i suoi ruderi: mentre la seconda, descritta pur essa in luogo arduo e scosceso, è quella tuttora esistente (V).' Le poche note storiche, dell'una e dell' altra, le rileviamo dalle VP.
La prima chiesa nel 1599 viene descritta col portico davanti alla facciata. Un piccolo coro stava sopra la porta d'ingresso: dentro c'erano due altari. Il maggiore, posto sotto una volta dipinta a stelle, aveva in mezzo raffigurate devote immagini di santi. Il secondo, dedicato a S. Giuseppe, aveva I'abside affrescata con le immagini della Madonna e di alcuni santi, tra cui quella del titolare dal lato del Vangelo. Nel 1610 si ricorda anche l'altare del Rosario.
La parrocchia confina ad est con la Costa e Mongardino, a sud con Valsenio. ad ovest con la Bocchetta ed a nord con Codrignano e la Costa.
La chiesa attuale sembra sorgesse a metà del sec. XVII. E' piccola; a travi e fabbricata con blocchi di gesso. Misura m. 12 x 5. Ha due altari, sul maggiore dei quali è il quadro di S. Benedetto del valente artista Giovanni Piancastelli, dipinto nel 1871.
Sul piccolo campanile, alto m. 14, e costruito a cura del parroco Celestino Marchetti (1879-1913), sono due campane. Pregevole è la piccola, poichè porta gli stemmi dei nobili di Sassatello e di Giulio II e l'iscrizione: + MCCCCCVIII VINCENTIVS DE IMOLA ME FECIT. Altra campana, aggiunta dopo il 1741, è stata fusa da Francesco Landi nel 1707 (V). Rottasi durante la rettoria del suddetto Marchetti e portata a Bologna, il fonditore Brighenti cedette al parroco in cambio un' altra vecchia campana del 1702, dedicata alla Vergine ed ai Ss. Gio. Battista, Cristoforo, Giacomo e Rocco.
I libri dell'archivio cominciano con l'anno 1657. Un altro libro del 1604, elencato in inventari, è oggi irreperibile.

Rettori.

1414. - Domenico di Giglio di Settefonti. (I. Gori, 1, 155).

1446-1455. - Bartolomeo, detto don Rovone, di Guido di Laderchio. (L. Guasconi, 3 apr.; L. a Monte, 8 marzo).*

1455-1457. - Giovanni del fu Giov. di Francia, « de Splandia dioc. Traiecten. ». (L. a Monte, 8 marzo e 12 marzo)*

1457-1558. - Girolamo di Antonio di Firenze. (Ivi; ACom. di Casalfiumanese, Processi, c. 28r).

1464. - Bartolomeo da Castel S. Pietro. (I. Selli, 11 ag.).*

      

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