P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      

BRISIGHELLA.

 

MONTEMAURO.

 

(MONTEMAGGIORE).


Lat. Mons Maior; dial. Motmavor. Montmau; prov. Ravenna:
com. Brisigella: tit. S. Maria Assunta.

  
La storia di Brisighella si collega strettamente con quella della vallata del Senio. Come i bolognesi nei sec. XIII-XV s'impadronirono a più riprese d'una vasta zona del contado imolese lungo le vallate del Sillaro e del Santerno. così i signori di Faenza e di Valdamone, nello stesso periodo di tempo, si resero padroni, dalla parte opposta, di buona parte del suddetto contado.
Questa penetrazione a sud-est dell'imolese si estese sopratutto alla cresta montuosa che si eleva tra il Senio e la Sintria; Brisighella, terra principale di Valdamone, divenne ben tosto il comune cui furono aggregate le ville o parrocchie appartenenti al territorio e alla diocesi imolese. Tra esse sono da ricordare Montemauro, Vedreto, Pozzo, Settefonti, Sant'Andrea in Sintria, Valdifusa, Presciola e Pagnano. I confini del comune di Brisighella si estendevano perciò sino in prossimità di Casola Valsenio: il ponte sul fiume Senio divideva i due comuni.
Sul principio del secolo scorso, dopo la restaurazione del Governo Pontificio. si accese fra le due terre. di Casola e Brisighella, una lunga lotta, specie nel periodo 1815-1823. perchè la prima si era prefissa di riavere dalla seconda parte del suo antico territorio. I casolani erano protetti ed appoggiati nelle loro mire da un conterraneo, mons. Giovanni Soglia., assistente al soglio di Pio VII: i brisighellesi pure da uno dei loro, mons. Domenico Cattani, residente a Roma ed assai influente nella corte pontificia.
In seguito però al motuproprio di Pio VII, del 16 luglio 1816, Casola Valsenio estese la sua giurisdizione alle parrocchie di Pozzo,
   

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