P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      
  
« plebs S. Mariae de Monternauri » (V). Nel 1713, dopo un secolo, si ripete Montemauro, con la seguente spiegazione : « ecclesia archipresbiteralis nuncupata Montismauri, corrupto vocabolo Montemauore o Maggiore » (V). Nella V1741 si ripete la suddetta espressione e più si legge: « vicariatus Montismauri seu di Montemaggiore ». Nel 1828 il vescovo « visitavit ecclesiam archipresbiteralem S. Mariae Assumptae Montismaioris, volgo Montismauri ». L'arciprete Francesco Matteucci (m. 1828) ottenne dalla Curia Vescovile d' Imola di scrivere Montemauro, che gli parve più consentaneo alla forma dialettale. Entrò così in uso il nuovo nome nella curia suddetta, poi più tardi nel comune di Riolo, sotto di cui restano le case di Rucale. di Sasso e della Faggia, e nel comune di Casola Valsenio. sotto del quale è posta la sola casa di Pedreto. Il comune di Brisighella, da cui dipende la chiesa e la vasta parrocchia, ha usato più a lungo scrivere Montemaggiore; poi si è uniformato agli altri ed all' uso popolare - come del resto siamo costretti a fare noi stessi se vogliamo intenderci - adoperando Montemauro. Uscitone fuori il nome di Mauro, non mancò gente di accesa, fantasia - credo primo certo don Francesco Dal Pozzo d' Imola nel 1853 - ad asserire Montmever, Montmnavor derivare da Monte di Marte: Mons Mavortis!... (1)
Sulla cresta ad ovest del cocuzzolo di questo monte, in una posizione che forma un piccolo altipiano. venne fondata la chiesa plebanale di S. Maria che si disse in Tiveriaci (932), in castro qui vocatur Tiberiacis (953), plebs Tiberiacis (1094, Tyberiaci, in Tyberiaco (1126, 1151, 1179, 1222), Tiviragi (1178), Tiberiagi (1245), Tiviraghi (1292, 1323), Tiberiaci (1302, 1314, ecc.). (2)
Nel sec. XV, sin oltre la metà, abbiamo due notai, Sebastiano Cavina di Brisighella e Pietro Callegari di Riolo, che continuano a denominare la pieve dal luogo Tivirago. Il Callegari rare volte aggiunge seu de Montemaiore: più di rado poi la nomina solo de Montemaiore. (3)

(1) AParr., Opusc. ms. intitolato «Cenni storici intorno al castello ed alla torre di Montemaggiore, 1853». È di scarsa importanza: curioso che l'a. stesso usa nel titolo Montemaggiore! Nel bolognese, in comune di Monte S. Pietro e vicariato di S. Lorenzo in Collina, si trova la parrocchia di S. Pietro di Montemaggiore. Era anticamente un monastero; la corte, il monte ed il castello di detta località, furono anche denominati - come è successo del nostro Montemauro - «Mons Maurus, castrum, curia Montis Mauri e de Monte Mavore». Cfr. TIRABOSCHI G., Storia della Badia di S. Silvestro di Nonantola, Modena 1784, I. 159; II, 523.

(2) FANTUZZI, Il, 16, 310; Chart. I., nn. 19, 306, 726-8; BENACCI, Notizie storiche di Bagnacavallo, Bagnacavallo 1842, p. 9; ACap., VI, 165; ACom.. IV, 157; AParr. di Valsenio, vol. B. passim in molti docc. dei sec. XIII-XIV.

(3) ANot. di Bris., S. Cavina, voll. 1429-1452; ANot. d'Imola, P., Calleg., I, 2 apr. 1445, 14 ott. 1448, 3 giugno 1451, ecc.: « ....iuxta plebem S. Marie de Tivirago de Monte Maiore ».
      

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