| P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927 | |||
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La pieve, il cui nome è rimasto in uso sin verso la fine del sec. XVII, era retta da un
arciprete, avente alle proprie dipendenze alcuni sacerdoti col titolo di canonici ed altre persone col nome di conversi. L' arciprete non mancava d'interpellare i suoi dipendenti, quando si trattava di affari in ordine ai beni della prebenda od alla disciplina religiosa. Un esempio 1' abbiamo in uri atto di enfiteusi dell' 11 giugno
1245, fatto col parere dei canonici e dei conversi. (1) Ancora nel sec. XV stavano canonici a Montemauro: ne è prova il fatto che, morto il canonico don Maso di Boniolo di Montemauro, l'arciprete, il 7 dicembre
1417, elegge in suo luogo don Stefano di Quarneto, rettore della vicina chiesa di S. Bartolomeo di Vespignano in diocesi di Faenza. (2)
L'arciprete, sul finire del sec. XV, commetteva ai parrocchiani l'amministrazione dei beni della prebenda. (3) L'estensione di questa pieve non si può esattamente precisare. Sotto di essa stavano le chiese poste lungo e tra le vallate del Senio e della Sintria
sino al confine toscano. (4) Detta estensione si mantenne a lungo, cioè sino al costituirsi dei vicariati nei centri più popolati e presso chiese che venivano assumendo particolare importanza. Nel sec. XVI Montemauro è già, sede di vicariato, dal quale dipendevano le chiese di Vedreto, della. Costa. di Pozzo, di Settefonti. di Sant'Andrea in Sintria e di Valdifusa (V). La chiesa e la canonica, nella loro costruzione, non hanno e non possono avere avuto in passato alcunchè di artistico, per la posizione e più per il materiale adoperato: il gesso. In un documento del 1245 si parla del chiostro; nel 1432 un parrocchiano del fondo (1) ACap.. VI, 165: « Ego archipr. Aldrovandus plebis S. Marie Tiberiaci cum consenso et voluntate fratrum meorum, silicet preso. Petri, Ugulini Rulli canonicis (sic), nec non Paulini, Girardi et Ugicionis con versis diete plebis, concedo tibi Federico f. Gratiani de Casale unam meam petiam terre positam terr. Imolen et plebatu diete plebis, in curia Galisterne in fundo Caudesilve... usque ad 69 an. ad renov. Actum in claustro dicte plebis ». (2)C. Cavina.* (3) Selli, 4 marzo 1490.* (4)AAbb.. 16. IV, 10v, 17 ag. 1285: « 1). Andreas q. Bonaldonus, qui moratur apud plebem S. Marie
de M.. Maiore, elegit sepulturam apud plebem S. Marie de M. Maiore. Reliquit diete ecclesie (molti beni). Reliquit ecclesiis
Stifunti, de Ysola, S. Martini de Gallisterna, de Pagnano. de Rioli, Arbostete, de Vedreto, de Lauçano de çamberoli. do Lauçano, dieta la çarua.... ». Queste chiese si suppongono tutte in detta pieve. Da, docc. in AParr. di Valsenio, B, rintracciamo « in |
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Speleo GAM Mezzano (RA)