P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927
      
  
Puzolo lascia venti soldi (!) a fine di far dipingere in chiesa un'immagine della Madonna. (1)
Tutte le VP descrivono la chiesa vasta, a travi e, come si è detto, costruita di gesso. Non ha avuto mai più di tre altari: era illuminata da finestra a rosa, posta sulla facciata, e da altre due lungo le pareti. Nell'abside fu riaperta nel 1574 una finestra rotonda, chiusa da tempo. Nella stagione invernale era umida a causa dei venti e di « caverne sotterranee ». Restaurata nel 1574, venne quasi del tutto ricostruita negli anni 1818-1819.
Sopra l'altar maggiore stava un quadro. che. bisognoso d'essere ravvivato nei colori nel 1574, dopo un secolo viene sostituito da una nuova tela, raffigurante, come il primo, l'Assunzione della Madonna. Il visitatore nel 1574 ordina di far dipingere l' abside nel termine di due anni. Forse fu allora che si affrescò con immagini sacre l'arco sopra l'altare, trovato dipinto nel 1599.
Il secondo altare, dedicato a S. Biagio, cui il popolo aveva una devozione secolare, venne decorato in principio del sec. XVIII con nuovo quadro, sul quale si dipinsero il Salvatore, la Madonna ed il santo suddetto. Il terzo altare apparteneva alla confraternita del Corpo di Cristo, eretta nel 1583. Sorta quella del Rosario nel 1623, su detto altare si pose allora un quadro della Madonna con ai lati S. Domenico e S. Caterina da Siena. Il fonte battesimale, sul quale nel 1574 mancava l'immagine del battesimo di Gesù, è rifatto sul finire del sec. XVII.
Il vicariato di Montemauro non ha oggi alle proprie dipendenze che la chiesa di Pozzo. La parrocchia confina ad est con S. Mamante in Coriano, Castelnovo e Vespignano, a sud con S. Stefano in Zerfognano. chiese tutte della diocesi di Faenza, a sud con Pozzo, ad ovest con Mongardino e la Costa, ed a nord con Gallisterna e Riolo.
La chiesa, sempre a travi, misura m. 18,50 x 6.70: più il coro di m. 3,1x 4. Il quadro dell'altar maggiore non ha alcun pregio artistico: quello di S. Biagio fu tolto prima del 1850, perché era sciupato. S'ignora se la chiesa sia stata consacrata. Aveva una sola campana. Costruita sul finire del sec. XVII una torre alta circa 26 metri, vi fu posta una seconda campana a cura dell'arciprete Giacomo Vespignani. La vecchia campana, che era la maggiore, al dire del Vespignani non portava alcuna iscrizione. Altro rifacimento subì la torre in principio del sec. XIX. Tre campane si trovano ora su di essa: le due sopradescritte, rifuse nel 1750 a Brisighella da Silverio Spa-

(1) V. nota 1 a p. 201 ; P. Calleg., I. 7 apr.
     

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