| P. Serafino Gaddoni O. F. M. - Le chiede della Diocesi d' Imola, vol. I - Comuni: Castelbolognese, Solarolo, Riolo, Brisighella, Casola Valsenio - Imola, 1927 | |||
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Nel 1599 si ordina di rinnovare le pitture dell' altare: invece si fa un nuovo quadro, raffigurante la Madonna ed i santi Giacomo e Leonardo (V1612). La chiesa è trovata di nuovo cadente nel 1691 e 1741. Aveva un' unica campana, menzionata nel 1292, 1741 e 1754: L'attuale porta ai lati le immagini del Redentore e della Vergine, ed attorno l'iscrizione:
+ FRANCISCVS DE LANDIS IMOL. FVNDEBAT AN. MDCCIII. Presso la chiesa stava il cimitero, senza riparo di sorta: la canonica, posta a breve distanza - ictu fere pistolae - viene descritta povera di ambienti e di supellettili: una saletta, una camera attigua con solaio sopra e la stalla. Una grotta, in luogo distante, serviva da cantina (V1741, 1754). L' 8 giugno 1835 si reca a visitarla, il vescovo Mastai Ferretti: ogni cosa è mal tenuta, anche i libri parrocchiali. Stante la miserabilità della chiesa e della canonica, le scarse rendite della prebenda, e più per essere il rettore Giovanni Matteucci, incapace, il vescovo sopprime la parrocchia con decreto del 15 ottobre 1844 ed unisce la sua popolazione, di poche famiglie, a Montemauro. Tale provvedimento fece grande impressione ed è tuttora variamente commentato in quella ristretta e quasi inacessibile vallata, dove tutto manca: medico, maestro e sacerdote! Dai beni della prebenda si ricavava un reddito annuo di sc. 10,25 nel 1574: di sc. 25 nel 1612: di lire 100 nel 1649 e di sc. 23,27 nel 1830. La parrocchia confinava a sud-est con S. Mamante in Curiano, Castelnuovo e Vespignano della diocesi di Faenza, ad ovest con Montemauro ed a nord con S. Mamante. La chiesa a travi e con facciata a levante, sopra di cui si conserva la rosa, misura m.. 8 X 4 compreso il presbiterio. Cadente a causa del terremoto del 29 giugno 1919 e poscia in parte crollata, è stata ricostruita nel 1924 nella forma di prima. Conserva sopra l'altare il vecchio quadro di nessun pregio. A sottoquadro sta un'incisione della Madonna del Piratello; ed un'altra incisione del 1811, raffigurante la Madonna delle Grazie venerata nell'Osservanza d'Imola, è posta sopra uno stendardo. L' archivio passò a Montemauro. Non restano che alcune vacchette e due libri: uno dei matrimoni, dal 1791 al 1841: l'altro dei morti, dal 1810 al 1841. Rettori. 1292. - Ugolino. (ACom.. IV, 157). 1423. Andrea di Giovanni di Vedreto. (P. Calleg., 6 ag.).* 1468. - Sandro di Varnello. (L. a. Monte. 11 ott.) * 1468. - Antonio del fu Carletto di Vespignano. (ivi). |
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Speleo GAM Mezzano (RA)